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Matrimoni forzati: fenomeno da monitorare e contrastare anche in Italia

Saman, Hina, Sana e tante altre. Sono storie di ragazze “invisibili” vittime di pratiche patriarcali e diritti negati

di Erica Lucia Noli
10 Giugno 2021
in Costume & Società, Italia & Mondo
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Saman Abbas, Hina Saleem e Sana Cheema

Saman Abbas, Hina Saleem e Sana Cheema

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Saman Abbas, la ragazza diciottenne scomparsa da Novellara dopo essersi opposta all’imposizione del matrimonio da parte dei genitori e su cui i carabinieri indagano per omicidio, è l’ennesimo episodio di nozze forzate in Italia. Con lei Hina Saleem, uccisa a Brescia nel 2006. Shahnaz Begum, ammazzata in provincia di Modena nel 2010. Sana Cheema, nata in Italia ma assassinata in Pakistan nel 2018. Sono solo alcune delle ragazze “invisibili”. Storie di spose poco più che bambine, di diritti negati, di maltrattamenti e di brutalità. Storie di donne che hanno rifiutato l’imposizione del matrimonio e che sono diventate vittime. Vittime a tutti gli effetti anche di un sistema che non comprende in tempo la gravità della loro richiesta d’aiuto.

Davanti all’incapacità di tutelare la vita di ragazze che vivono nel nostro Paese e che vogliono trascorrere la propria esistenza senza imposizioni da parte di famiglie patriarcali e integraliste, è forte l’indignazione e il disappunto. Si tratta di giovani ragazze costrette a vivere una vita che non è quella che hanno scelto. Sui volti di Saman, Hina e le altre convergono una serie di questioni che difficilmente si riesce ad equilibrare, come il genere, la libertà di espressione, la tolleranza, l’ordine pubblico, la sicurezza e l’inefficacia dei presidi culturali. Quello che noi chiamiamo omicidio, o meglio femminicidio, per chi lo commette è invece una punizione necessaria nei confronti della famiglia lesa, per restituirle dignità e rispetto agli occhi della comunità. L’onore di una famiglia si ritiene compromesso, infatti, quando i suoi componenti non obbediscono al capofamiglia, dimostrando che egli manca dell’autorità necessaria per farsi rispettare. Per il decoro familiare si ritiene che i capifamiglia abbiano il dovere di vegliare sul comportamento dei congiunti, in particolare delle donne, e di punirle se lo ritengono giusto.

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In situazioni di questo tipo non si può fare esclusivo riferimento ad un reato, ma è necessario parlare di violazione di un diritto di genere. La parità di genere non sarà tutelata fino a quando una Shahnaz Begum verrà uccisa a sassate a Novi dal marito per aver difeso la figlia Nosheen che si era opposta a un matrimonio forzato. E l’emancipazione femminile non sarà rispettata fino a quando una Hina Saleem verrà ammazzata dal padre e sepolta in giardino perché si è recata in un parco a bere una birra. La battaglia contro il patriarcato va combattuta per tutte quelle bambine, ragazze e donne che si trovano in circostanze di questo genere.

Dopo l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul, approvata dallo Stato italiano nel 2013, che permette l’intervento sociale e giudiziario, in Italia si è dovuto aspettare la legge sul Codice rosso nel 2019 perché la costrizione alle nozze diventasse un vero e proprio reato. Le regioni del nord rappresentano un terreno fertile per l’integrazione e l’accoglienza in virtù delle condizioni socioeconomiche e culturali più sviluppate. Accade quindi che le famiglie straniere si traferiscano in tali territori perché offrono loro maggiori possibilità lavorative. I figli, che spesso nascono in Italia, trovandosi all’interno di un contesto integrativo, avvertono di frequente l’esigenza di una “occidentalizzazione”. Sentono la necessità di allontanarsi da certe tradizioni nonostante i divieti e le minacce che tal volta ricevono e che rendono il percorso di integrazione difficoltoso.

Si stima che nel nostro Paese siano almeno un migliaio all’anno i matrimoni imposti all’interno delle comunità straniere che dimorano all’interno dei confini italiani. Purtroppo, quello di Saman non è un caso unico (anche se la maggioranza per fortuna non arriva ad essere di tale portata) sono tante le situazioni di violenza fisica, psicologica o di sottomissione che vengono segnalate ai tribunali. Secondo il rapporto sul Codice rosso, tra il 2019 e il 2020, sono stati 11 i casi di denuncia per costrizione al matrimonio in Italia. I servizi sociali spesso vengono allertati dai vicini di casa, dalle scuole, ma anche dalle ragazze stesse. Quando ciò accade le ragazze vengono identificate e affidate alle comunità. Questo non sempre funziona perché si fa sentire in loro il richiamo della famiglia, il terrore di non farcela da sole e la paura di criminalizzare i familiari. Come Saman, che aveva già avuto il coraggio di denunciare i genitori per le violenze ed era stata ospitata in una struttura di accoglienza, ma compiuta la maggiore età era tornata a casa.

Nonostante sia stato rilevato che negli ultimi anni contesti di questo genere stiano venendo allo scoperto sempre più in anticipo a causa dell’aumentata attenzione e conoscenza del fenomeno da parte dei centri antiviolenza e dei servizi sociali, la strada da fare è ancora molto lunga ed è appurato che sia necessaria la costituzione di un osservatorio per il monitoraggio di tali situazioni familiari e la nascita e diffusione di campagne istituzionali informative riguardo le condizioni di tali ragazze.

Una donna violata ha infatti il diritto di non restare “invisibile”. Ha il diritto di dire no, di non sposare chi le hanno scelto altre persone, di sposarsi a trenta, quaranta o cinquant’anni invece che a diciassette. Una donna ha il diritto di vivere in un altro modo sotto sua libera scelta. Perché un matrimonio forzato è sempre una violenza.

Tags: femminicidioHina Saleemmatrimoni forzatiSaman AbbasSana CheemaShahnaz Begum
Erica Lucia Noli

Erica Lucia Noli

Nasce nel 1992 a Cagliari, città che ama e in cui vive. Laureata in Comunicazione e laureanda magistrale in Giornalismo all'Università Sapienza di Roma, aspira a diventare giornalista da quando è poco più che bambina. Si definisce una curiosa e attenta esploratrice del mondo.

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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