In questi ultimi due mesi ho ricevuto, con molto piacere, diverse domande sul perché sintomi in apparenza molto diversi tra loro, come cefalea, dolori alle orecchie, vertigini, dolori al collo o alla schiena o fastidi aspecifici alla visione, oltre a problematiche posturali nei bambini e negli adulti, siano riconducibili alla cura della bocca.

Di norma ci sono professionisti qualificati (come otorini, fisiatri, ortopedici, neurologi, fisioterapisti, pediatri) che si occupano di queste patologie, ma talvolta questi approcci specialistici non riescono a risolvere il malessere del paziente, che vaga alla ricerca di una soluzione ai fastidiosi problemi di cui soffre.

Proprio in questi casi interviene una disciplina odontoiatrica chiamata Gnatologia, dall’unione di due parole greche γνατός – mandibola – e λόγος – studio. Come si può intuire dal nome, il suo cuore è composto dall’analisi, dall’approccio e dalla terapia dell’organo cardine per la masticazione, deglutizione e respirazione: la nostra bocca e l’articolazione temporo-mandibolare.

La malocclusione dentale, che dipende dalla scorretta reciproca funzione fra denti, muscoli e l’articolazione correlata, è fin dai tempi di Ippocrate collegata a patologie come otiti recidivanti nei bambini, acufeni, dolore, prurito o senso di tappamento alle orecchie, vertigini, russamento notturno fino alle apnee.

A livello personale mi sono interessato fin dall’inizio della mia professione a questo argomento, perfezionandomi presso l’Istituto di Odontostomatologia dell’Università di Palermo prima e di Varese in seguito. Ho avuto il privilegio di imparare da grandi maestri come il dott. Esposito per la Kinesiologia, il dott. Molina per la gnatologia classica, il dott. Bourdiol per la Neurokinesiologia e l’Osteopatia e il dott. Bernkopf per la gnatologia clinica.

Ognuno di loro ha contribuito a creare in me quella visione globale della persona che è necessaria quando si opera seguendo i principi della Gnatologia, dove il paziente viene curato non solo per il suo problema specifico, ma andando ad indagare le cause che hanno portato alla patologia immediatamente visibile.

Ma come si interviene in chiave gnatologica? Uno degli aspetti più importanti è la cura della masticazione, visto che in un paziente affetto da questo problema i denti toccano male tra di loro, creando con il tempo problemi sempre più gravi.

La soluzione che coniuga funzionalità ed estetica è il bite. Questo è un apparecchio che si applica tra i denti e permette al paziente di sorridere e di avere una vita lavorativa e sociale senza alcun disagio estetico. A livello clinico, lavorando sull’attività all’articolazione temporo-mandibolare, ridona la stabilità dell’occlusione, ripristina la giusta funzione muscolare e il corretto contatto tra i denti.

 

Ogni mese il Dott. Massaiu risponderà ad uno di voi. Inviate le vostre curiosità all’email dott.massaiu@shmag.it.