(Adnkronos) – Volodymyr Zelensky lancia un nuovo allarme sul rischio di un’espansione della guerra russa e chiede all’Europa di continuare a sostenere Kiev, avvertendo che, in caso di sconfitta dell’Ucraina, milioni di persone potrebbero essere costrette a lasciare il Paese. “Che succede, se cadiamo? Verranno non so quanti, 20 milioni di ucraini verranno in Europa”, afferma il presidente ucraino nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, dopo aver partecipato ai lavori del Consiglio europeo. “Perché ci distruggeranno, ci spingeranno fuori – continua – per questo vi chiediamo di difendere il nostro Paese”.
Zelensky contesta quindi le intenzioni del presidente russo Vladimir Putin, che, secondo il leader ucraino, non si limiterebbe a perseguire obiettivi territoriali nel Donbass. “Dice di volere l’est dell’Ucraina, dice di volere il Donbass. E allora perché l’invasione è iniziata con l’attacco a Kiev, la capitale? Un Paese non esiste senza capitale. Ci vuole annichilire, ci vuole distruggere, non rispetta la nostra sovranità né la nostra integrità territoriale”, dichiara, sostenendo che Putin “pensa davvero che non siamo una nazione, né un Paese”. I russi, aggiunge, “sono venuti sulla nostra terra per ammazzarci” e, per il presidente russo, “non è mai abbastanza”.
Da qui la domanda su quali confini Mosca intenda rispettare: “Sta già testando i droni sui Paesi” europei. “Sull’Ucraina sono arrivati migliaia di droni. Migliaia. E gli americani dicono che è difficile parlare con Zelensky, che è più facile parlare con Putin”, conclude.
Il presidente ucraino afferma di percepire un sostegno crescente da parte dei partner europei, nonostante l’avanzata di forze politiche che chiedono di ridurre gli aiuti a Kiev. “Percepisco il pieno sostegno dell’Europa, soprattutto nell’ultimo mese”, dichiara, rispondendo a una domanda sull’ascesa dei partiti europei di destra e sulle possibili ripercussioni sul supporto all’Ucraina.
“L’Europa è molto unita, è consapevole di tutti i rischi e aiuta. Questo influisce sul rapporto con l’America, perché l’Europa si unisce per l’Ucraina: sono rischi non solo per l’Ucraina, ma enormi rischi per l’Europa”, sottolinea Zelensky, richiamando le violazioni dello spazio aereo europeo da parte di droni in Romania, Polonia e Germania, oltre agli episodi segnalati in Moldova e Bulgaria e all’attacco sventato all’aeroporto di Lipsia.
“Oggi non si fa solo una guerra di terra, violando anche lo spazio aereo di altri Paesi. Quei Paesi sono stati attaccati, non in massa, ma come test di come l’Europa avrebbe risposto. L’Europa comprende che finché l’Ucraina resiste, ci sarà meno escalation con la Russia. Oggi tutti lo capiscono al cento per cento: non sentirlo significa non analizzare affatto la situazione”, conclude il leader ucraino.
Sul fronte della difesa aerea, Zelensky assicura che, sulla base delle necessità comunicate da Kiev, le disponibilità europee di intercettori Patriot Pac-2 e Pac-3 sarebbero sufficienti ad affrontare l’inverno. “In Europa ci sono abbastanza intercettori Pac-2 e Pac-3 perché l’Ucraina superi questo inverno? Sì. In base ai numeri che ho comunicato, relativi a ciò che ci serve per questo inverno, l’Europa li ha”, afferma, precisando che si tratta del “minimo indispensabile” e che le necessità ucraine non presuppongono l’impiego di due intercettori per ogni missile russo, come avviene normalmente in determinate circostanze.
Il presidente sottolinea l’importanza della collaborazione con l’Europa e con “i nostri partner americani”. Kiev riceve questi missili dagli Stati Uniti attraverso il programma di acquisto congiunto in ambito Nato, Purl, finanziato dai Paesi europei. “La maggior parte dei missili Pac-2 e Pac-3 viene ora inviata in Medio Oriente: è un segreto di Pulcinella che oggi non siamo una destinazione prioritaria per questi missili. Ciononostante, siamo molto grati per tutti i missili che riusciamo a ottenere tramite Purl”, dichiara.
L’Ucraina raccoglie inoltre forniture da diversi Paesi europei e partner internazionali. “E li mettiamo insieme: uno qui, due là, cinque qui, dieci là. Organizziamo tutto e li portiamo in Ucraina per proteggere la nostra gente”, spiega Zelensky, che non indica ancora quantità precise per i prossimi aiuti europei. “Gli europei sosterranno Kiev? Sì. Con quali numeri? Al momento non lo so, ma so alcune cose su alcuni Paesi”.
Il presidente guarda anche alla produzione congiunta di sistemi di difesa. “Mi aspetto che insieme agli europei produrremo il nostro sistema antibalistico, Freya, che coinvolge decine di Paesi e supereremo questa barriera: produrremo un sistema antibalistico nostro, più rapido e meno costoso da produrre, che condivideremo senz’altro con tutti i nostri partner europei, e non solo, anche con chi ha bisogno di queste capacità difensive, di questa sicurezza”.
Nel corso della conferenza stampa a Bruxelles, Zelensky interviene anche sui rapporti con Donald Trump dopo l’accordo sul gasolio tra Stati Uniti e Russia. “Guardate, a me sembra strano”, afferma il presidente ucraino, che conferma la prosecuzione dei contatti con i negoziatori americani. “Stiamo parlando con i negoziatori americani, so che organizzeranno un incontro. Continueremo a vivere, a combattere e, molto importante, a preservare la nostra dignità”, conclude.
A una domanda sulla possibilità che Trump stia utilizzando il leader ucraino come capro espiatorio per le difficoltà interne degli Stati Uniti, Zelensky risponde inizialmente con un cenno d’assenso quasi impercettibile e un sorriso, senza aggiungere spiegazioni. “Questa è la mia risposta”, dice poi, lasciando intendere di non voler approfondire pubblicamente la questione.
Infine, il presidente ucraino torna sul dossier dei beni russi congelati detenuti nell’Unione europea, il cui possibile utilizzo è al centro del confronto tra i Paesi membri. “Sui beni congelati il nostro segnale è questo: la cosa più importante è che la Russia non abbia la possibilità di influire su questi beni in futuro”, dichiara Zelensky.
Il leader ucraino sostiene che Mosca punti a recuperare le risorse e auspica che Kiev possa beneficiarne prima che ciò avvenga. “Sappiamo infatti, molto chiaramente, che vuole riprenderseli. È uno degli obiettivi della Russia, e l’Ucraina vorrebbe ricevere questi fondi, in una determinata forma, prima che Mosca riesca a farlo”, conclude.

































