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Salire (e scendere) le scale fa bene anche al cervello, lo studio

di Redazione
2 Marzo 2026
in Italia & Mondo
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(Adnkronos) – Se camminare è l’attività fisica ‘elementare’ che garantisce effetti benefici – per cuore, pressione, colesterolo e glicemia -, fare le scale è ancora più utile non solo al corpo ma anche al cervello secondo una serie di ricerche sul tema. La decisione di preferire i gradini all’ascensore, presa quotidianamente e più volte nell’arco di una giornata, finisce per rivelarsi un vero bonus anche se lo sforzo richiede pochi minuti e non è all’altezza degli ‘atleti’ della Tower Running Association, la federazione che ha trasformato la salita delle scale in una disciplina sportiva con competizioni, titoli e record. 

Fare le scale è un’operazione che, di base, migliora l’equilibrio e riduce il rischio di cadute, offrendo una protezione supplementare in particolare alle persone anziane. Il movimento, come evidenziano numerose ricerche, contribuisce a migliorare il quadro cardiorespiratorio, diminuendo il rischio di malattie cardiovascolari. Questi benefici si possono ottenere a ‘costo zero’: le scale sono sostanzialmente ovunque. 

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“È un esercizio che quasi tutti possono fare quotidianamente”, dice il professor Alexis Marcotte-Chenard, ricercatore in salute cardiaca, polmonare e vascolare presso l’Università della British Columbia a Kelowna, in Canada. Marcotte-Chenard, evidenzia la Bbc, si è dedicato allo studio dell’esercizio fisico e dell’alimentazione come strumenti per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.  

Diversi studi suggeriscono che salire più di cinque rampe di scale al giorno (in linea di massima 50 gradini) sia associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari aterosclerotiche (ASCVD). Marcotte-Chenard si è concentrato sui cosiddetti ‘esercizi snack’, brevissimi periodi di attività intensa della durata di un minuto o meno. Salire le scale rientra in questa categoria: si può svolgere con diversi gradi di difficoltà, in base alla velocità che si tiene, e non richiede attrezzature complesse né comporta costi. 

Fare le scale è la soluzione più semplice per far salire la frequenza cardiaca, uno step necessario per ottenere ottenere benefici fisiologici. “Salire le scale aumenta la frequenza cardiaca e il consumo di ossigeno più di quanto accada se si cammina velocemente, semplicemente perché è più difficile contrastare la gravità”, afferma Marcotte-Chenard. “E poi, se si parla di muscoli, viene sollecitata principalmente della parte inferiore del corpo: sappiamo che la forza della parte inferiore del corpo è un buon indicatore di salute generale e longevità”. 

Nel movimento non vengono coinvolti solo i muscoli delle gambe ma anche gli addominali, che stabilizzano il corpo durante la salita. Anche la discesa è un esercizio, sebbene i parametri cambino sensibilmente. I quadricipiti, muscoli della parte anteriore delle cosce, si contraggono in due modi diversi: quando si salgono le scale si accorciano con un fenomeno noto come contrazione concentrica e quando si scendono le scale si allungano, fenomeno noto come contrazione eccentrica. Le contrazioni concentriche richiedono più ossigeno e bruciano più calorie. Ripetere le contrazioni eccentriche, scendendo le scale, rende più probabile una crescita muscolare più rilevante.  

Fin qui, nulla di ‘rivoluzionario’. La sorpresa, se vogliamo, è legata ai risultati delle ricerche secondo cui salire le scale porta a sorprendenti miglioramenti nelle capacità cognitive. Andreas Stenling, professore associato di psicologia all’Università di Umea in Svezia, dedica i propri studi alle relazioni a lungo termine tra attività fisica e salute. 

“Inibizione e commutazione sono state le due principali funzioni cognitive su cui ci siamo concentrati” in relazione alla salita delle scale, spiega. “La commutazione cognitiva, a volte chiamata flessibilità mentale, riguarda la facilità con cui riusciamo a passare da un compito cognitivo all’altro. L’inibizione consiste nel bloccare le informazioni irrilevanti mentre si è impegnati nel compito”, aggiunge il professore. Tali funzioni cognitive sono importanti nei processi di apprendimento, nell’esecuzione di compiti cognitivi verbali, dello sviluppo del pensiero astratto e per la capacità di concentrarsi su un unico argomento. Il team dell’università di Umea è arrivato alla conclusione secondo cui un esercizio ‘banale’ come salire le scale migliori in maniera rilevante le capacità di ‘switching’, che permette all’individuo di passare in maniera fluida da un compito all’altro senza trovare ostacoli e con maggiore rapidità. 

A integrare il quadro provvede lo studio della Yamaguchi University Graduate School of Medicine, in Giappone. Secondo i ricercatori nipponici, le persone che salivano due rampe di scale mostravano una maggiore concentrazione nella risoluzione dei problemi rispetto a coloro che prendevano l’ascensore. A quanto pare, non è necessario allungare ulteriormente il passo: nessun miglioramento nella risoluzione dei problemi quando si salivano cinque o otto rampe di scale. Il numero di gradini, a livello cognitivo, non è essenziale. La Bbc, inoltre, fa riferimento ad un altro studio dello stesso gruppo di studiosi: la ricerca ‘bis’ ha evidenziato scendere le scale portava a un aumento del pensiero creativo, generando il 61% di idee originali in più rispetto a coloro che si spostavano in ascensore. 

In generale, gli esperti impegnati sul tema ammettono che mancano elementi pienamente conclusivi per delineare un rapporto causa-effetto. Stenling prospetta che gli effetti ‘sul cervello’ potrebbero essere collegati in primis al sistema cardiovascolare e all’aumento del flusso sanguigno.

Tags: adnkronoscronacamondosaluteultimora
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