Oristano. Diabete e sport: che l’attività fisica sia un efficace strumento per la prevenzione e per la cura del diabete di tipo 2 è noto da oltre vent’anni. I benefici dell’attività di tipo aerobico riguardano tutti gli aspetti della sindrome metabolica e sono chiaramente documentati: la riduzione della massa grassa, soprattutto viscerale, l’aumento della sensibilità insulinica, la riduzione della pressione arteriosa, dell’emoglobina glicata, del colesterolo LDL, dei trigliceridi. I risultati complessivi di questi effetti sono la riduzione della mortalità per cause cardiovascolari compresa tra il 30 e il 60% nei vari studi epidemiologici e la riduzione della mortalità da tutte le cause.
In occasione della Giornata mondiale del diabete, domani l’Hospitalis Sancti Antoni, dalle 10:00 alle 13:00, ospita l’evento “Il Diabete Mobilita” con l’obiettivo di promuovere corretti stili di vita anche tramite l’attività sportiva, che – oltre ad informare sui benefici dello sport nei soggetti affetti da diabete – prevede una ciclopedalata non agonistica nel percorso Bandiera Azzurra – Cities Changing Diabetes,
In soggetti in buone condizioni di salute la pratica sportiva è finalizzata prevalentemente al mantenimento della propria forma fisica e al divertimento; in soggetti affetti da determinate patologie l’attività fisica può diventare, invece, parte integrante di una terapia per la guarigione o quantomeno per il recupero delle migliori condizioni di benessere psico-fisico, rappresentando, come dimostra l’ampia letteratura scientifica, una grande fonte di risparmio per il Servizio Sanitario Regionale e Nazionale. Le malattie croniche, infatti, rappresentano vere e proprie emergenze sanitarie che impongono di combattere la sedentarietà, sia quale fattore di rischio non trascurabile sia quale elemento di aggravamento della patologia già in atto.
Partendo da tale evidenza scientifica, l’ANIAD, Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici, associazione di volontariato senza fini di lucro, apartitica, apolitica, si propone la diffusione di una sana cultura dell’attività fisica e dello sport fra le persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2, al fine di migliorare il livello di consapevolezza e di educazione terapeutica, e contribuire al pieno inserimento sociale delle stesse, al raggiungimento di un accettabile compenso glico-metabolico ed alla prevenzione delle complicanze croniche.
L’idea è stata raccolta dal Team Novo Nordisk la formazione statunitense composta da soli atleti affetti da diabete di tipo 1 che ha ormai trovato il suo posto nel ciclismo professionistico, dimostrando che anche chi è costretto a convivere con questa malattia può praticare sport ad alti livelli e veicolando in questo modo un messaggio molto importante per tutti i malati di diabete nel mondo si propone di ispirare e incoraggiare le persone con diabete, documentando che vivere con il diabete non deve essere un freno per i propri sogni. Nel corso dell’anno, gli atleti del Team Novo Nordisk partecipano a molte gare sportive in tutto il mondo, tra cui la famosa Milano Sanremo
“L’attività fisica riduce del 30 per cento il rischio di morte prematura, di malattia cardiovascolare e ictus, di diabete tipo II, di cancro al colon e al seno e di depressione, per questo è fondamentale il suo riconoscimento come mezzo terapeutico e di prevenzione attraverso la possibilità di prescrizione medica. Svolgere attività fisica vuol dire fare una scelta a favore della propria salute. Infatti, ha importanti effetti sul fisico e sulla mente, contribuisce a migliorare la forza, la resistenza e la salute ossea, allo stesso tempo permette di mantenere il peso sotto controllo, contrastare la depressione e prevenire diverse malattie non trasmissibili come ictus, ipertensione, iperglicemia, iperlipidemia, cancro al colon e al seno ma anche diabete e obesità”, commenta Benedetto Mameli, presidente dell’ANIAD Sardegna.
“L’associazionismo che si sviluppa anche tramite i gruppi sportivi rappresenta una risorsa incredibile a costo zero. Lo sport è un “farmaco” che non ha controindicazioni e fa bene a tutte le età – secondo Marcello Grussu, Presidente nazionale ANIAD – Camminare insieme, correre andare in bici, e fare sport in genere, facilita la socializzazione e migliora l’autoconsiderazione e la cura di sé. Per questo collaboriamo attivamente all’interno della rete sociale in sintonia con le Amministrazioni locali.”
“La mia esperienza di sfruttare l’attività fisica in associazione alla terapia farmacologia e a una alimentazione corretta nella cura delle persone con Diabete tipo 2, ma anche e soprattutto con Diabete tipo 1, mi ha permesso di osservare come l’attività motoria sia ideale, con un beneficio derivante dalla pratica, indipendente dall’età del paziente e dalla durata della malattia. Si tratta di una attività che, se opportunamente modulata, può essere praticata da tutti ed i benefici che si ottengono permettono una migliore qualità di vita associata spesso a una riduzione dei farmaci impiegati”, commenta il dott. Francesco Mastinu, Primario emerito della Unità Operativa di Diabetologia di Oristano.
I risultati di questo nuovo impegno al cambiamento che verrà presentato tramite la biciclettata lungo il percorso Bandiera Azzurra – Cities Changing Diabetes, traduce progetti e idee in attività e servizi per la popolazione e identifica lo sport come medicina preventiva da sfruttare per stimolare corretti stili di vita.