Riparte dal 10 settembre la rassegna “Venti d’Essai”, appuntamento annuale con il cinema d’autore che a Santa Teresa Gallura conferma la sua vocazione indipendente e coraggiosa. Otto giornate di proiezioni al Cinema Arena Odeon (via Capotesta 6), con ingressi liberi alle 21, articolate tra una sezione dedicata alla cinematografia sarda e una internazionale, accompagnate da incontri con registi, conversazioni con il pubblico e iniziative collaterali legate al territorio.
Organizzata dall’associazione Dietro le Quinte con la direzione artistica di Alberto Pisu, la VI edizione di “Venti d’Essai” si propone come spazio per un cinema vitale, capace di affrontare temi universali e urgenti: dai dolori della guerra e dei legami familiari alle scelte personali, dal mondo del lavoro alle battaglie per la parità e i diritti delle donne. Le opere in programma, molte delle quali presentate e premiate in festival nazionali ed europei, raccontano un cinema resistente che rivendica il diritto di restare visibile fuori dalle logiche della programmazione mainstream.
Il via è giovedì 10 settembre con la sezione Sardegna e il documentario “Nella colonia penale” (Italia 2024, 82’), diretto da Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana. Il film racconta le ultime colonie penali d’Europa, di cui tre ancora attive in Sardegna – Isili, Mamone e Is Arenas – nascoste in luoghi quasi inaccessibili. In sala è previsto l’incontro con il regista Gaetano Crivaro.
Il 11 settembre è la volta di “Abele” (Italia 2025, 77’) di Fabian Volti, un viaggio tra Sardegna e Palestina che mette in parallelo il pastoralismo contemporaneo in due territori accomunati da una storia millenaria e da forme di resistenza di fronte alle contraddizioni geopolitiche attuali.
Il 12 settembre doppia appuntamento: prima “Oplà” (Italia 2025, 18’) di Giulia Camba, film di finzione sulla memoria, intenso e personale, in cui una piccola superstizione diventa per la protagonista Nina l’occasione per confrontarsi con qualcosa di più profondo; segue il documentario “Corallari – Coral Hunters” (Italia 2026, 52’) di Giovanni Zoppeddu, che dalle coste sarde arriva ai laboratori artigiani dove il corallo grezzo viene lavorato, restituendo il racconto di un mestiere antico, affascinante e pericoloso. Introduce e dialoga con gli ospiti Alessandra Sento della Società Umanitaria di Alghero.
Il 13 settembre “Quasi Grazia” (Italia 2025, 80’) di Peter Marcias esplora il mondo intimo della scrittrice sarda Grazia Deledda, tra memoria, conflitto e immaginazione, restituendo un ritratto sospeso tra dimensione familiare e affermazione artistica. Il film sarà introdotto da un videomessaggio del regista.
Dal 14 settembre la rassegna apre alla sezione Internazionale. Si parte con “L’isola dei ricordi” (Amrum, Germania 2025, 93’) di Fatih Akin, che racconta la fine della Seconda Guerra mondiale attraverso lo sguardo di un bambino, Nanning, sull’isola di Amrum nel Mare del Nord, nel passaggio dall’innocenza alla consapevolezza. Il film è stato presentato nella sezione Cannes Première del Festival di Cannes 2025.
Il 15 settembre “La mia famiglia a Taipei” (Taiwan/Francia/USA/Gran Bretagna 2025, 109’) di Shih-Ching Tsou offre un racconto intimo e vitale su famiglia, differenze generazionali e confronto tra tradizione e modernità. Miglior Film alla Festa del Cinema di Roma 2025.
Il 16 settembre è la volta di “La mattina scrivo” (à pied d’oeuvre, Francia 2025, 92’) di Valérie Donzelli, un racconto lucido e sensibile sul prezzo delle scelte personali e sul rapporto tra vocazione, lavoro, denaro e libertà. Premio per la Migliore Sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia 2025. Prima della proiezione, alle 20:30, è prevista la presentazione del libro “Ciak si vive” di Fabio Sanna (edizioni Villaggio Maori, Palermo, 2025), in cui l’autore ripercorre la propria vita attraverso i film visti e raccontati. Dialoga con l’autore Emiliano Di Nolfo della Società Umanitaria Alghero.
Giovedì 17 settembre chiude la rassegna “Il mio nome è Nevenka” (Spagna 2024, 112’) di Icìar Bollaìn. Nel 2000 Nevenka Fernández, giovane assessora alle Finanze di Ponferrada, decide di denunciare il sindaco per molestie sessuali e sul lavoro, in una storia vera che ha segnato la società spagnola anni prima del movimento #MeToo. Il film ha ricevuto quattro candidature ai Premi Goya. A chiudere la serata un salotto enogastronomico con degustazioni dedicate ai vini e alle produzioni agroalimentari del territorio.


































