Il 28 e 29 ottobre il Teatro Massimo di Cagliari ospita “E Morte non avrà dominio”, la nuova opera teatrale di Vinicio Capossela che segna un ulteriore sviluppo del percorso artistico avviato con il radiodramma “Sotto il bosco di latte”, già presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino e trasmesso su Rai Radio3. Il progetto prende forma a partire dall’universo poetico di Dylan Thomas e dal suo “Under Milk Wood”, trasformandosi in una “Ballad Opera” che intreccia musica, racconto e visioni.
Al centro della scena c’è Pierpaolo Capovilla, chiamato da Capossela a interpretare una narrazione che si muove tra memoria e immaginazione. Solo in scena, accompagnato da un gatto e immerso in una vasca che richiama un’arca, il protagonista diventa figura multipla: testimone, guida e naufrago. Attorno a lui si addensano presenze che rimandano al villaggio immaginario di Llareggub, ma anche alla figura di Renato Striglia, dj radiofonico a cui lo spettacolo è dedicato e che per anni aveva lavorato a una versione italiana dell’opera di Thomas senza riuscire a completarla.
“Questa storia, il radiodramma, le canzoni, la Ballad Opera che qui presentiamo, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare”, racconta Capossela, inserendo lo spettacolo in una riflessione più ampia sull’amicizia e sulla trasmissione artistica. È proprio il legame tra i due artisti a diventare uno dei nuclei del racconto, insieme a quella che viene definita “epica del fallimento”, elemento che attraversa i personaggi evocati sulla scena.
La drammaturgia si sviluppa come un dialogo continuo tra parola e musica. Capovilla attraversa lo spettacolo costruendo un filo narrativo che si intreccia con le quindici canzoni originali composte da Capossela, eseguite per la prima volta in questo contesto e destinate a confluire in un futuro lavoro discografico. Intorno ai due protagonisti si muove una comunità di musicisti, cantanti e voci, in una struttura che richiama segnali radio e presenze in trasformazione.
Il mondo evocato è quello di Llareggub, il villaggio ideato da Dylan Thomas, popolato da figure eccentriche e marginali. “Questo è un lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto, sulla comunità”, spiega Capossela, sottolineando come la dimensione collettiva rappresenti una risposta alle tensioni contemporanee. Nella scena, questa umanità si concentra attorno a uno spazio chiuso e simbolico, mentre all’esterno resta il mondo reale, segnato da conflitti e solitudini.
La tappa di Cagliari si inserisce in un più ampio tour nazionale che seguirà il debutto ufficiale al Romaeuropa Festival, previsto il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma. Dopo il debutto al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma, lo spettacolo sarà in scena il 9 e 10 ottobre al Teatro Due di Parma, il 13 e 14 ottobre al Teatro delle Muse di Ancona, il 21 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli, il 24 ottobre al Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro, il 28 e 29 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari, l’1 e 2 novembre al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, il 4 e 5 novembre al Politeama Genovese di Genova, il 18 novembre al Teatro Sociale di Como, il 22 e 23 novembre al Teatro Colosseo di Torino, il 2 dicembre al Teatro Duse di Bologna, il 5 dicembre al Teatro Lyrick di Assisi, il 6 dicembre al Teatro Galli di Rimini, il 19 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno e il 21 dicembre al Teatro Verdi di Firenze.



































