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“I grandi personaggi di Sassari” rivivono in teatro nella nuova rassegna della Compagnia Teatro Sassari

Da giovedì 13 ottobre al Teatro Astra di Sassari saranno riportate alla luce le vicende della città ricostruendo le biografie di personaggi emblematici e in alcuni casi poco conosciuti del suo passato

di Redazione
5 Ottobre 2022
in Eventi, Sassari, Teatro
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
74 5
“La partenza di Enrico” della Compagnia Teatro Sassari

“La partenza di Enrico” della Compagnia Teatro Sassari

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Prenderà il via al Teatro Astra di Sassari giovedì 13 ottobre alle 20 “I grandi personaggi di Sassari”. La nuova rassegna teatrale della Compagnia Teatro Sassari, realizzata con il sostegno della Regione, Comune di Sassari e Fondazione di Sardegna riporta alla luce le vicende della città ricostruendo le biografie di personaggi emblematici e in alcuni casi poco conosciuti del suo passato.

Ogni spettacolo sarà preceduto da presentazioni di libri, incontri e dibattiti che inquadreranno da un punto di vista storico-politico i personaggi narrati che “ritornano in vita” attraverso il teatro. A scrivere i testi di questo originale progetto è Cosimo Filigheddu giornalista e autore che attingendo da un personale e minuzioso percorso di ricerca su personaggi e vicende legati alla storia di Sassari ha scritto negli ultimi anni diverse opere teatrali quasi tutte portate in scena dalla Compagnia Teatro Sassari. Su questi temi Filigheddu ha scritto anche diversi libri.

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Il suo ultimo romanzo “La guerra di Pasca” è stato pubblicato da Il Maestrale pochi giorni fa e sarà presentato il 13 ottobre alle 20 all’Astra dello scrittore Alessandro Deroma proprio per inaugurare la rassegna di Teatro Sassari. L’occasione è a dir poco perfetta perché “I grandi personaggi di Sassari” si apre proprio con uno spettacolo scritto da Filigheddu “La partenza di Enrico” dedicato alla figura di Enrico Berlinguer e diretto da Mario Lubino che cura la regia e la messa in scena anche delle altre pièce de “I grandi personaggi di Sassari”.

“Berlinguer è naturalmente il più vicino ai nostri sentimenti – dice Filigheddu – dei quattro personaggi di questa rassegna. Mi riempie quindi di emozione che la mia commedia “La partenza di Enrico” sia preceduta dalla presentazione del romanzo che ho appena ultimato “La guerra di Pasca” che vede i giovani Enrico Berlinguer e Antonio Pigliaru personaggi principali di una storia ambientata in una Sassari sospesa tra guerra e speranza di pace, miseria e voglia di riscatto, spie e poliziotti di un’Italia divisa in due. Il comunista Berlinguer e il fascista (ancora per poco) Pigliaru scoprono che ciò che in questo dopoguerra quasi onirico unisce due ragazzi coraggiosi e intelligenti è più di quanto li divida”.

Lo spettacolo in scena già presentato con successo nei mesi scorsi ricostruisce invece l’ultimo giorno di Enrico Berlinguer a Sassari prima della sua definitiva partenza verso Roma e verso il Partito, alla fine del 1944, all’età di 22 anni. Sul palco: Teresa Soro, Alessandra Spiga e Alberto Lubino nel ruolo di Berlinguer.

Giovedì 27 ottobre alle 20 il monologo di Cosimo Filigheddu interpretato da Mario Lubino “Il conte di Moriana” farà conoscere al pubblico la vicenda storica e umana di Placido Benedetto di Savoia. Figlio di Vittorio Amedeo Terzo di Savoia e della Principessa Maria Antonia Ferdinanda di Spagna il Conte di Moriana fu governatore di Sassari fino alla sua misteriosa morte avvenuta il 29 ottobre 1802, a soli 36 anni. Il Conte morì subito dopo la barbara uccisione del giacobino Francesco Cillocco, giustiziato anche per suo ordine. Lo spettacolo rievoca la sua vita da un punto di vista inusuale e privato in cui emergono tratti essenziali del suo carattere, pieno di contraddizioni, in cui si mescolano viltà e senso del dovere. Prima dello spettacolo si terrà una presentazione che inquadrerà il personaggio nelle vicende storico-politiche dell’epoca a cura della criminologa e ricercatrice storica Dott.ssa Lorena Piras.

Ancora meno note saranno le vicende narrate nella pièce in scena giovedì 24 novembre 2022 – ore 20:00 dal titolo “Misuraca, l’architetto in camicia nera” per la regia di Mario Lubino con Alessandra Spiga, Mario Lubino, Michelangelo Ghisu, Paolo Colorito. La pièce di Filigheddu ha come protagonista Eugenia Santini, moglie del grande architetto del regime fascista Angelo Misuraca. Nato a Roma nel 1893, giunto a Sassari da Genova nel 1929, l’architetto caratterizzò in breve tempo un periodo urbanistico estremamente importante della rivoluzione edilizia di propaganda e diventando un personaggio emblematico della classe dirigente. Coerente con le proprie idee rimase fedele al fascismo anche dopo il 25 luglio 1943 e finì per essere arrestato con l’accusa di cospirazione finalizzata alla ricostituzione del partito fascista. Condannato ad un anno e otto mesi morì, in circostanze misteriose poco dopo la sentenza, forse per una malattia pregressa aggravata dalle condizioni precarie della detenzione. Precede lo spettacolo una presentazione di inquadramento storico-politico e cenni biografici a cura dell’editore e giornalista Alberto Pinna.

Rievoca invece il rapporto tra due noti sassaresi i fratelli Tola lo spettacolo “Perdona, Efisio. Tuo fratello Pasquale” in scena il 19 gennaio 2023 alle 20:00. La regia di Mario Lubino segue il testo di Filigheddu in un racconto in cui Pasquale Tola ormai vecchio, alla soglia della morte, dialoga con il figlio e rievoca la morte di suo fratello Efisio, mazziniano, fucilato nel 1833 a Chambéry su ordine di Carlo Alberto. Per quasi tutta la vita Pasquale Tola, funzionario e politico, fedele alla monarchia, cercò di dimenticare l’imbarazzante parentela sino alle soglie della vecchiaia quando dopo un’attenta riflessione vide con occhi nuovi l’intera vicenda e scoprì l’affetto e l’ammirazione che nutriva nei confronti del fratello che, per le proprie idee, affrontò la morte. Precede lo spettacolo una presentazione di inquadramento storico-politico e cenni biografici a cura dello storico Antonello Mattone.

Per tutte le giornate è previsto un matinée alle ore 11:00 per le scuole medie e superiori, con ingresso gratuito, previo contatto con la segreteria organizzativa per le prenotazioni. L’ingresso alle serate è libero.

Tags: Compagnia Teatro SassariSassariteatro
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  • 🙏🏻 C’è una storia che a Cagliari continua a tornare.
È quella di Sant’Efisio.

Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.

Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂

🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.

📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
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