Ieri sera ho finito di leggere il libro di un amico scrittore che avevo iniziato solo due sere prima, dire leggere è riduttivo, in realtà l’ho praticamente divorato. Okay che sono 75 pagine però, ragazzi… sono tutto ciò che si può chiedere ad una bella storia.
Infatti devo confidarvi che un po’ mi sono arrabbiata con l’autore, sì Simone Giusti è proprio così!

Vi spiego perché: quando leggo un bel libro io mi innamoro dei personaggi, della storia e di tutto ciò che le descrizioni di un luogo mi trasmettono, in questo racconto mi sono sentita davvero dentro la narrazione, probabilmente perché è veloce, c’è l’azione pura, quella che trovi nelle pellicole e che puoi vedere senza immaginare niente. Lui è riuscito a farmi immaginare tutto come in un film.

La prima parte del racconto è ambientata in Africa, e io mi sono sentita trasportata in quei luoghi, la seconda parte a Londra. E come già sapete è una delle mie città preferite.
Poi lasciatemi dire che la ciliegina sulla torta è la macchina che io adoro, come non amare l’Aston Martin? Il mio è un amore che arriva da lontano…

Ho apprezzato molto la tematica etica, parlare delle realtà scomode che in questa società hanno poca importanza, e anche del sogno di un uomo che cerca di cambiare le cose.
Anche se ci sono scene un po’ forti non mi hanno particolarmente impressionata, forse perché sono scritte all’interno di un contesto adatto, e ti aspetti proprio qualcosa di intenso.

Il ritmo è sempre incalzante dall’inizio alla fine, non ci sono cali durante la storia e si parla anche di amore.
La rivincita è parte di un percorso e in questa storia crea il tutto.
Quindi arrivata alla 74 esima pagina ho pensato “ma che cavolo, poteva farlo durare un po’ di più!” però non mi preoccupo visto che Simone Giusti ama scrivere e raccontare storie sono sicura che presto ne scriverà un’altra.

Ho meditato su quale musica potesse fare da colonna sonora a questa storia e ho subito pensato a lui: Moby Extreme Ways.

Ho messo il brano e ho scritto la “storia recensione” e devo dire che non c’è niente di più azzeccato perché come nel film a cui il brano fa da colonna sonora, anche il protagonista compie un viaggio alla scoperta di sé, dei suoi limiti.

Chiamiamolo “Il viaggio dell’eroe” perchè quello che si percepisce è l’evoluzione del personaggio, possiamo solo immaginare cosa succederà, ma al di là delle apparenze il significato profondo del libro (almeno come l’ho vissuto io) è che ciascuno di noi può intraprendere un viaggio, può decidere chi vuole diventare, e questo determinerà delle scelte difficili. Ma abbiamo un lungo cammino per migliorare noi stessi e diventare ciò che sogniamo.

Simone ha impiegato quattro anni per dare vita a questa idea, ma i mesi di lavoro sulla prima stesura sono stati circa 6/8 mesi; tutto il resto del tempo è servito per solidificare e stratificare la storia e i personaggi.

Scacco matto al re bianco di Simone Giusti è stato pubblicato il 25 gennaio 2019, edito da Il seme bianco ed è disponibile in tutti gli store online e nelle librerie.

La frase che presenta il libro è:
“Quanto sono strani gli ideali: non danno niente e tolgono tutto.”

Se vi ho incuriosito anche solo un pochino vi consiglio di leggere questo libro perché vi darà delle emozioni fortissime durante queste serate d’inverno.

Simone Giusti è nato a Pisa, classe 1977 ed è laureato in Archeologia. Come molti altri autori ha capito in tempo quale fosse la sua strada e con coraggio ha deciso di percorrerla!

Potete leggere l’intervista completa sul blog di Aurora Redville.