Bentrovati amici lettori, oggi vi parlo di un libro che mi ha tenuto compagnia questi giorni.

Una lettura che si discosta per genere dalla precedente, infatti si tratta di un libro di poesie “Asintoti e altre storie in grammi” di Davide Rocco Colacrai, Le Mezzelane Casa Editrice (2019).

Come sempre suggerisco la colonna sonora per la lettura: The Cinematic Orchestra – Mystery of the Flamingos.

Lasciandomi guidare da questa musica ho letto le poesie di questo libro originalissimo: sembra un blocco da disegno, ti aspetteresti degli acquerelli, e in realtà lo trovo molto azzeccato perché la poesia è per me una forma d’arte. Quando lo sfogli vieni rapito dalla grafica, e dopo la dedica la pagina dal titolo “Soliloqui” con una delle mie citazioni preferite di J.K. Rowling: “Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere”, “Harry Potter e la Pietra filosofale”.

Mi aspettavo molto da questo libro e devo dire che non mi ha delusa, amo la poesia e Davide Rocco Colacrai è un vero poeta.

Ho sempre pensato che per scriverle bisognasse studiare molto, ma anche se impari a scrivere dei versi non possono insegnarti a dire ciò che senti nel profondo, perché ci vuole una grande sensibilità, ho anche capito col tempo che è un grande dono.

Mi ha molto colpita la ricerca del dettaglio, descrizioni accurate che sottintendono molto di più di quello che resta in superficie, una grande forma emotiva dettata dal momento:

“E poi ancora labbra che tremano come uve,
mani che stringono ricordi, o il dolore liquoroso del momento dopo,
la carne a lasciarsi andare alla fiamma del dubbio,
il silenzio,
lo struggimento,
e l’attesa, dilatata, di un senso, o almeno la fisicità della congiuntura, e ancora.
Siamo noi le costellazioni che misurano i pescatori…”

Recensire un libro di poesie è difficile perché ciascuno di noi ha la sua sensibilità, si notano e amano cose differenti, bisogna quindi leggerle e assaporarle.

Consiglio la lettura a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi vuole avvicinarsi a questa forma letteraria.

A Davide auguro buona fortuna per il suo libro e se siete curiosi qui di seguito c’è una breve intervista.

Buona lettura
Aurora Redville

Davide Rocco Colacrai è nato a Kilchberg Zurigo il 21 agosto 1981. Vive e lavora a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Ama presentare i suoi libri sotto forma di spettacoli di “poesia in teatro”, con cui gira da alcuni anni l’Italia e per i quali è stato premiato dal Comune di Fucecchio nell’ambito del Premio “Affabula – L’arte di raccontare storie”.

Hanno scritto di lui Alfredo Rienzi, Carmelo Consoli, Livia De Pietro, Armando Saveriano, Italo Bonassi, Flavio Nimpo, Mauro Montacchiesi, Gordiano Lupi, Alfredo Pasolini, Massimo Pasqualone, Anna Manna, e molti altri.

Nel tempo libero, insegna matematica, studia recitazione, è autore radiofonico per whiteradio.it, Colleziona 45 giri da tutto il mondo (ne possiede duemila), è appassionato di storia moderna, ama leggere, praticare sport all’aria aperta con il suo cane Mitty e viaggiare.

Che lavoro fai?
Sono un impiegato per un nome famoso della moda e il mio lavoro consiste nel rendere i clienti il più possibile felici. Un lavoro che richiede molta pazienza: a volte sei psicologo, altre padre o fratello; tuttavia, è un lavoro che sa regalare anche soddisfazioni importanti, parlo di soddisfazioni sul piano umano.

Quando è nata la passione per la scrittura?
Io sono solito parlare di un talento, di un dono, che come tale mi accompagna da sempre, in alcuni momenti della mia vita è stato più evidente, in altri meno. Posso dire che dal 2007 mi ci dedico assiduamente.

Hai scritto altri libri di poesie? O scrivi anche romanzi?
Ho scritto, per adesso, otto libri di poesia – l’ultimo dei quali è “Asintoti e altre storie in grammi”. Invece non ho ancora scritto un romanzo. Ma mai dire mai.

Le tematiche sono dettate dall’ispirazione?
Il contenuto delle mie poesie è frutto della mia curiosità, della mia sete e attenzione per le cose più piccole, chiamiamole virgole in una storia che agli altri solitamente sfuggono, dell’ascolto attento e infine del mio piacere per lo studio e l’approfondimento. Potrei riassumere il tutto, dicendo che le tematiche derivano dal mio coraggio di raccontare, di prendere posizione.

Chi o cosa ti ispira?
Mi ispira la vita – l’atto di vivere che si esprime in una canzone, in un libro, un film, un incontro casuale e persino nel silenzio.

Quale è il tuo genere di letture?
Devo dire che ho sviluppato un vero e proprio legame passionale con i libri e mi piace alternare generi – dalla poesia alle biografie, dai romanzi ai testi di meditazione, qualche volta un testo universitario. Non mi faccio mancare niente. Tra l’altro possiedo una libreria – mi dicono, immensa – di cui sono gelosissimo.

Parlami di qualcosa che ha cambiato la tua vita
L’amore – la prima volta che mi sono innamorato “veramente” è stato tremendo perché mi ritenevo immune a questo sentimento, lo consideravo qualcosa di estraneo, lontano, a me, qualcosa che non mi riguardava affatto. Quando il percorso comune è finito, ero distrutto, sospeso in una specie di limbo, che mi ha spinto verso una nuova maturità e consapevolezza grazie alle quali ho imparato a riflettere sulle cose, a non darle mai per scontate, a non vergognarmi di quello che sento e penso. Insomma, l’amore mi ha reso uomo.