Al Conference Center di Porto Cervo si è svolta la cerimonia pubblica di premiazione del Premio Costa Smeralda 2026, promosso dal Consorzio Costa Smeralda, alla presenza del vicepresidente Mario Ferraro, del sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda e del direttore artistico Stefano Salis. Nel corso della serata, condotta dalla giornalista Roberta Floris, sono stati annunciati i vincitori delle principali sezioni, selezionati da una giuria composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio.
Per la narrativa, il riconoscimento è andato a Niccolò Ammaniti con “Il custode” (Einaudi). Il romanzo racconta la storia di Nilo, cresciuto in un piccolo paese siciliano e legato a una tradizione familiare che attraversa i secoli. Nella motivazione si legge che il libro “racconta la storia di Nilo, l’ultimo della famiglia Vesciaveo… che, da secoli, ha un compito: custodire la Medusa”, sottolineando come l’autore riesca a tenere insieme mito e contemporaneità, trascinando il lettore “in un mondo più vasto e largo del visibile”.
Il premio per la saggistica è stato assegnato a Adriana Cavarero per “Il canto delle sirene” (Castelvecchi), un’opera che rilegge il mito classico offrendo nuove prospettive. La giuria evidenzia come il saggio apra interrogativi sulla narrazione tradizionale, ricordando che “secondo Kafka… le sirene tacciono e Ulisse illude se stesso”, e proponendo un viaggio tra filosofia, letteratura e interpretazione del presente, in cui “questa storia appartiene anche a noi, donne e uomini del presente”.
Accanto ai premi principali, sono stati conferiti riconoscimenti speciali. Il Premio Internazionale è stato assegnato allo scrittore spagnolo Javier Cercas, apprezzato per la sua capacità di indagare identità e memoria collettiva, superando i confini tra realtà e finzione. La motivazione sottolinea come la sua opera rappresenti “un modo per capire l’animo umano e lo spirito della storia e delle storie”, attribuendo alla letteratura un valore che va oltre la semplice verità fattuale.
Il Premio Cultura del Mediterraneo è andato all’artista Emilio Isgrò, il cui lavoro sulla cancellatura viene interpretato come un gesto creativo capace di “ripartire dall’essenza delle cose”. Le sue opere, in particolare quelle legate alle carte geografiche, restituiscono l’immagine di un Mediterraneo che “costruisce ponti, parla di attraversamenti, cancella confini e apre dialoghi”.
Infine, il Premio Speciale è stato conferito all’ammiraglio Giuseppe Lai, già comandante della Amerigo Vespucci, protagonista di una navigazione intorno al mondo. Nel riconoscimento si sottolinea il valore della sua esperienza e della sua leadership, capace di portare con sé “la forza tranquilla dell’isolanità” e il legame con la Sardegna.
A tutti i vincitori, oltre al premio in denaro, è stata consegnata un’opera dello scultore Giuseppe Sanna, realizzata con pietre locali e pensata come simbolo del legame tra il Premio e il territorio sardo.








































