Inizio di stagione leggermente in salita, poi la svolta a Bergamo contro l’Atalanta. Dopo il passo falso contro l’Empoli e il pareggio interno contro il Sassuolo, gli uomini di Maran espugnano Bergamo grazie ad un gol di Barella.

L’esordio al Castellani di Empoli ha evidenziato gravi lacune difensive, alimentate da un centrocampo poco compatto e spesso macchinoso. La coppia centrale formata da Romagna e Ceppitelli (sostituito al minuto 24’ da Pisacane) è apparsa in enorme difficoltà, sia per la grande intraprendenza dell’attacco empolese, sia per il poco sostegno offerto dal centrocampo cagliaritano. Sulle corsie esterne, bene Faragò nella prima mezz’ora, meglio Lykogiannis sulla fascia mancina per tutta la durata dell’incontro. Capitolo centrocampo: Cigarini, nonostante le ottime geometrie e la solita qualità di manovra, ha sofferto particolarmente la fisicità del centrocampo di casa, finendo per vagare spesso a vuoto e manifestando scarsa lucidità. Male Barella e Castro: il primo ha rimarcato ancora una volta il suo solito e recente nervosismo, l’argentino, dal canto suo, non si è mai reso pericoloso in zona offensiva. Sufficienti Ionita e Pavoletti, ultimi a mollare e gettare la spugna. Malino anche Farias, apparso in ritardo di condizione e poco reattivo negli ultimi 20 metri. Un esordio totalmente da dimenticare che ha sottolineato la notevole mole di lavoro che il tecnico rossoblù dovrà mettere in atto per tutto il corso della stagione.

La 2ª giornata, esordio casalingo alla Sardegna Arena contro il Sassuolo, ha confermato la scelta da parte di Maran del 4-3-1-2. Come già sottolineato, il tecnico si affiderà totalmente a questo tema tattico, con leggera variante targata 4-3-3. Nel match contro gli emiliani, allenati da De Zerbi, c’è stato spazio per l’esordio dal 1’ di Srna e Klavan. La sfida della Sardegna Arena ha messo in evidenza un Cagliari decisamente più sciolto e ben organizzato difensivamente rispetto al match di Empoli. Srna, schierato nel ruolo di terzino destro al posto di Faragò, ha subito dimostrato un impatto deciso e intraprendente sulla gara. Grinta, esperienza, qualità e carisma: un giocatore totale, il quale sarà fondamentale sia all’interno del rettangolo di gioco, sia come uomo chiave all’interno dello spogliatoio rossoblù.

 

Ragnar Klavan

 

Bene anche Klavan, ultimissimo acquisto. L’ex centrale del Liverpool, nonostante la notevole stazza fisica, ha messo in mostra la sua grande abilità nell’impostare la manovra. Di fatto, il difensore estone l’aveva anticipato durante la sua conferenza stampa di presentazione: “Sono un difensore che ama portar palla e dare il via all’inizio della manovra”. Ancora da valutare il centrocampo: contro il Sassuolo, dopo l’assenza dell’ultim’ora di Castro, Maran ha puntato dritto sul trio Cigarini, Dessena e Barella. Epilogo? “Bene, ma non benissimo”: buoni fraseggi, buona doppia fase di gioco, ma troppa prevedibilità nella manovra. Contro i neroverdi abbiamo assisto ad un Cagliari sprecone e ingenuo nelle ultime battute finali di gara. Rossoblù in vantaggio all’11° minuto su perfetto stacco aero di Pavoletti, bravo a sfruttare un ottimo traversone da sinistra. Pareggio ospite con Berardi: abile a prendere d’infilata la difesa rossoblù su perfetto contropiede. Nuovo vantaggio Cagliari firmato ancora da Pavoletti, ancora impeccabile su perfetto colpo di testa. Finale rocambolesco con rigore concesso al Sassuolo tramite VAR Boateng trasforma ammutolendo la Sardegna Arena al 98°.

La 3ª giornata possiamo definirla come la prima vera svolta della stagione rossoblù. Contro l’Atalanta abbiamo assistito ad un Cagliari dinamico, agguerrito, caparbio e lucido nella manovra. Srna devastante, fase offensiva perfetta e centrocampo compatto. I rossoblù espugnano Bergamo grazie ad un gol di Barella, fresco di convocazione in Nazionale maggiore. È questo il Cagliari che sognava Maran, è questo ciò che sognavano i tifosi. Prossimo appuntamento alla Sardegna Arena contro il Milan.

Aspetti positivi di questo inizio di stagione? Gli innesti di Srna e Klavan garantiranno a Maran esperienza, tranquillità e solidità difensiva. Bene anche la voglia rossoblù di gettare il cuore oltre l’ostacolo dinanzi alle difficoltà. Leonardo Pavoletti rappresenta il fiore all’occhiello della squadra, una piacevole e gradita conferma.

Cosa non va? La sensazione è che il centrocampo viaggi ancora a ritmo leggermente compassato, ma occhio all’imminente innesto in pianta stabile di Bradaric, pedina d’esperienza e di grande ordine e qualità.