Marzo è stato un mese che ha portato qualche punticino alla classifica della Dinamo Banco di Sardegna Sassari, nella Serie A di basket. Ma ha portato anche alla definitiva eliminazione dalle competizioni europee, facendo così fallire ai biancoblù l’ennesimo obiettivo stagionale. Insomma, un mese dal sapore agrodolce, con la forzata “consolazione” di poter dire che ora il Banco può concentrarsi totalmente sul campionato, per non veder scivolare via anche l’obiettivo della disputa dei playoff.

La squadra di coach Pasquini, in campionato, ha colto due vittorie su quattro partite, con una sconfitta in casa con Varese, che può risultare pesante per la classifica. Il mese si è aperto con una sonora batosta presa in casa dell’Olimpia EA7 Emporio Armani Milano (116-93), al termine di un match in cui la Dinamo è entrata in partita abbastanza tardi, rimanendoci, a dire il vero, molto poco. Qualche buon minuto nel secondo quarto, e poi, infatti, è sprofondata sotto i pesanti colpi dei meneghini. Dopodiché c’è stata la partita dell’anno, del cuore, quella che tanti supporters aspettavano per la nutrita schiera di ex “sassaresi” presenti tra gli avversari. Parliamo della gara con la Vanoli Cremona, condotta in panchina da coach Meo Sacchetti, orchestrata in campo da Travis Diener, con il cugino Drake a fargli da spalla e Darius Johnson Odom. Chiaro che l’attesa non fosse per quest’ultimo, rimasto a Sassari, lo scorso anno, giusto qualche mese, ma tutta per gli altri tre. Applausi, striscioni, abbracci e riconoscimenti da parte della società biancoblù a Travis, per la prima volta a Sassari da avversario, e stavolta, finalmente, anche per “baffo-Meo”. Tanto affetto per loro, insomma, a cui hanno fatto da contraltare alcuni fischi all’indirizzo di coach Pasquini durante la presentazione delle squadre. E poi, social networks bollenti nei giorni successivi, come ormai consuetudine. Tornando alla partita, terminata 102-86 per il Banco, questa ha faticato a trovare un padrone, dopo una prima parte in cui chi faceva il break veniva poi “ripreso”. Per la Dinamo sono stati determinanti, con le loro belle giocate e incandescenti fiammmate, Planinic e Polonara, fino all’ultimo canestro, da oltre metà campo e a fil di sirena, che ha decretato eroe Pierre. Nell’ultimo quarto, infatti, la Dinamo aveva da subito maturato un buon vantaggio, ma Cremona teneva d’occhio la differenza canestri, importante in ottica accesso ai playoff, poi ribaltata dal buzzer beater del giocatore canadese. La vittoria a Capo d’Orlando (103-89) è stata piuttosto agevole. Dopo un avvio diesel, infatti, i biancoblù hanno preso saldamente in mano le redini del match, al cospetto di una squadra oggettivamente debole, come la sua pericolante classifica testimonia. Deludente, invece, il ko interno con la Openjobmetis Varese, in una gara in cui la Dinamo ha a lungo rincorso i meno quotati avversari, senza riuscire a portare a casa i due, fondamentali, punti in palio.

 

Darko Planinic

 

Tra le partite di campionato ci sono state anche quelle di andata e ritorno del Round of 16 di Fiba Europe Cup, contro l’ESSM Le Portel. La squadra francese arrivava da 12 vittorie consecutive nella regular season della competizione e non si è lasciata troppo impressionare dalla Dinamo che, invece, arrivava dalla Coppa immediatamente più importante, la Fiba Basketball Champions League. In realtà il punteggio della gara di andata, vinta al PalaSerradimigni dai biancoverdi per 72-55 aveva dato sicurezza e illuso tutti, forse anche la Dinamo stessa, di un semplice passaggio del turno. Così come sembrava ormai cosa fatta ad una manciata di secondi dal 40’ del match di ritorno. Invece no, la bellezza del basket sta proprio nel fatto che non è finita fino a che non suona l’ultima sirena. E tanto bello, stavolta, per la Dinamo non lo è stato, dal momento che una serie di stupidaggini e ghiotte occasioni perse, ha aperto la strada del supplementare al Le Portel e, poi, della qualificazione al turno successivo (100-81 il punteggio finale), con la Dinamo rimasta con un pugno di mosche in mano.

Certo è che anche questa non pare essere un’annata di soddisfazioni per i tifosi biancoblù. E nemmeno per la società. E infatti si parla di mercato. Sembra che la Dinamo rimanga vigile per effettuare un altro “cambio in corsa”, all’interno del roster. E a dire il vero è semplicemente tornata in auge una “voce” di qualche mese fa: il taglio di William Hatcher. Il giocatore non piace particolarmente, anche la piazza gli riconosce una scarsa attitudine a far giocare la squadra, oltre che qualche “pasticcio” di troppo in momenti importanti. In realtà, quest’ultimo difetto viene evidenziato, da tanti, anche in Scott Bamforth, che ha però tirato la carretta per lunghi tratti del campionato, giocando partite quasi intere e rifiatando pochissimo, ed a cui pertanto qualche sbavatura la si può ben concedere. Tornando ad Hatcher, c’è anche da dire che il giocatore pagherebbe una “stortura” nella iniziale composizione del roster, cosa che per la verità si sta ripetendo spesso: la sovrabbondanza di guardie, che si pestano i piedi e lasciano sguarniti altri ruoli. Non a caso, il “consiglio” sarebbe quello di sostituirlo con un’ala-pivot.

La nota newsletter di mercato, “Spicchi d’Arancia”, invece, si concentra già sulla prossima stagione. E mette nel mirino la panchina della Dinamo, riferendo che sembra che il presidente Sardara stia riflettendo sull’opportunità, per il momento negata “in pubblico”, di far tornare Federico Pasquini alla sola scrivania di gm. Per la panchina starebbe pensando a Gianmarco Pozzecco, ma lui, invece, riferisce che l’ex playmaker non figura nella lista dei papabili.

Ma è meglio pensare al presente ed alle prossime partite del mese di aprile. Tre gare su quattro piuttosto impegnative per il Banco, con Brescia, Venezia e ad Avellino, ed una abbordabile, a Pistoia, comunque da non sottovalutare dal momento che, di recente, la squadra toscana è stata capace di battere la corazzata Venezia. Insomma, conviene restare abbondantemente concentrati.

 

Dyshawn Pierre