Alghero ospita un progetto che intreccia linguaggi artistici e tecnologie digitali, trasformando due luoghi simbolici della città in un unico spazio esperienziale. Dal 28 aprile al 24 maggio, l’aeroporto di Fertilia e il Museo del Corallo accolgono “Remote Decay”, un’installazione multimediale che indaga il rapporto tra ambiente, arte e innovazione, coinvolgendo direttamente il pubblico nella costruzione dell’opera.
Ideato e realizzato dalla scuola di Musica elettronica del Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari, il progetto rientra nel programma MUSIC4D ed è sostenuto da fondi PNRR. L’installazione si configura come un sistema aperto, in costante mutamento, in cui le immagini di barriere coralline digitali reagiscono in tempo reale ai movimenti dei visitatori, generando variazioni visive e sonore. Il risultato è un ambiente immersivo in cui texture organiche e musica elettronica si combinano, dando forma a uno spazio che si trasforma continuamente.
L’interazione è al centro dell’esperienza: chi entra nello spazio espositivo può esplorare frammenti di corallo in fase di deterioramento, influenzando direttamente il comportamento dell’opera attraverso la propria posizione e i propri gesti. Le azioni del pubblico determinano l’elaborazione di videoregistrazioni subacquee di barriere coralline a rischio, mentre ogni elemento sonoro legato al processo di decomposizione viene modificato in base agli stimoli ricevuti. Attraverso il movimento, i visitatori possono contribuire simbolicamente alla rigenerazione del corallo, restituendogli colore e vitalità.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è la connessione tra i due spazi espositivi. L’installazione è infatti progettata per funzionare in simultanea: l’interazione di un visitatore al Museo del Corallo produce effetti visibili anche nei pannelli dell’aeroporto e viceversa, creando un ecosistema digitale condiviso e interconnesso. In questo sistema, la presenza umana diventa elemento attivo, capace di modificare l’ambiente, in contrasto con quanto avviene negli ecosistemi naturali reali, spesso compromessi proprio dall’intervento dell’uomo.
Dal punto di vista tecnico, “Remote Decay” utilizza un sistema di body tracking che rileva i movimenti in tempo reale senza registrare dati personali o biometrici. Le informazioni raccolte, come posizione e gestualità, vengono elaborate da algoritmi di intelligenza artificiale che generano un ambiente virtuale dinamico, rendendo ogni interazione unica e irripetibile.


































