Il sito archeologico di Nora ospita la diciassettesima edizione dell’International Nora Jazz Festival, in programma dal 30 luglio al 13 agosto alle 21:30. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Women in Jazz”, con un cartellone che riunisce quattro artiste della scena internazionale e due appuntamenti dedicati alla danza, tra musica, spoken word e performance coreografiche.
Promosso dall’Associazione Enti Locali, il festival conferma la propria vocazione all’incontro tra linguaggi e tradizioni diverse. Il palcoscenico dell’antica città di Nora diventa uno spazio di dialogo tra culture, dove esperienze musicali provenienti da contesti differenti si intrecciano in un racconto condiviso che attraversa generi e identità.
Ad aprire il cartellone il 30 luglio è Georgia Cécile, definita la “nuova voce della Scozia”, con una proposta che unisce soul e jazz, tra richiami a Nina Simone ed Esperanza Spalding. Il 1° agosto arriva Morgan James, cantante statunitense apprezzata da Prince e Berry Gordy, che ha costruito il proprio percorso attraverso reinterpretazioni di classici, spesso provenienti dal repertorio maschile, trasformati in chiave personale. Il 6 agosto è la volta di Ayanna Witter-Johnson, artista britannica che intreccia reggae, soul e jazz, portando sul palco una scrittura influenzata dalle sue radici giamaicane. L’8 agosto chiude la sezione musicale Sophia Thakur, autrice e performer che attraversa spoken word e musica, definita da Vogue “una delle poetesse più amate del nostro tempo”.
Accanto alla musica, il festival dedica spazio anche alla danza con due eventi. Il 7 agosto va in scena “La Notte delle Stelle”, progetto che rende omaggio a Grazia Deledda ed Eleonora Duse attraverso coreografie interpretate da primi ballerini e solisti di compagnie italiane come Daniele Cipriani Entertainment, Mvula Sungani Physical Dance, Aterballetto, GDO Uda Dance Company, Ocram Dance Movement ed Eleina D. Il 13 agosto è invece in programma “Echoes of Life”, creazione ispirata al mito di Narciso che affronta i temi dell’identità e della trasformazione. In scena Silvia Azzoni e Olexandr Ryabko dell’Hamburg Ballet insieme al pianista Michal Białk, in un dialogo tra musica dal vivo e movimento.


































