Il mare non divide, unisce. È da questo principio che prende forma la XXXI edizione di Ittiritmi, la rassegna internazionale di musica etnica e world music in programma il 7 e 8 agosto 2026 ai Giardini Pubblici di Ittiri. Il festival conferma una formula che negli anni ha intrecciato produzioni isolane e presenze internazionali, costruendo un programma che mette al centro il dialogo tra linguaggi musicali diversi.
Il tema scelto per quest’anno, “Mestizaje – Nessuna cultura è un’isola”, sintetizza la direzione della manifestazione e il significato stesso della proposta artistica. La rassegna legge il mestizaje non solo come incontro tra le sponde del Mediterraneo, ma come una condizione più ampia, in cui identità differenti si formano attraverso scambio, viaggio e contaminazione. In questa prospettiva, la musica diventa un terreno comune capace di trasformare il confronto in nuove forme espressive e in memorie condivise.
La prima serata, venerdì 7 agosto, vedrà sul palco gli Shkodra Elektronike, gruppo arrivato dall’Albania dopo il successo al Festivali i Këngës e la partecipazione all’Eurovision Song Contest 2025. Il loro progetto unisce la tradizione di Scutari con l’elettronica contemporanea, in un percorso che guarda al passato senza rinunciare a una scrittura sonora aggiornata.
Sempre nella serata di apertura ci sarà anche Davide Casu, artista nato ad Alghero e attivo come musicista, cantautore, scrittore e pittore. La sua ricerca si è sviluppata tra Alghero, Torino e Madrid, attraversando musica, poesia e arti visive. Nel corso della carriera ha collaborato con diversi artisti della scena italiana e internazionale e ha pubblicato dischi, singoli e opere letterarie, ottenendo riconoscimenti come il Premio Andrea Parodi, il Premio Pino Piras e il Premio Mario Cervo.
Sabato 8 agosto sarà invece la volta di Dobet Gnahoré, una delle voci più note della world music internazionale. Cantautrice, musicista, danzatrice e vincitrice di un Grammy Award, la artista ivoriana porterà a Ittiri una proposta costruita su ritmo, danza e tradizioni africane contemporanee, con un repertorio che mette in relazione radici e presente.
Ad accompagnare la seconda serata ci sarà Matteo Leone, musicista e cantautore di Calasetta, nell’isola di Sant’Antioco. La sua produzione nasce dal blues e si apre al jazz, alle sonorità afroamericane e alle tradizioni del Mediterraneo, fino a trovare nelle radici tabarchine il proprio centro espressivo. Il suo percorso unisce Delta Blues, folk e canzone d’autore, ed è stato premiato con il Premio Andrea Parodi 2021; ha inoltre portato la propria musica in festival italiani e internazionali, dal Blues Challenge di Memphis al Sziget Festival.
I concerti inizieranno alle 21:30 e saranno a ingresso libero.


































