Le temperature si stanno alzando, e l’aria d’estate è sempre più palpabile. Il mare nostrano è una delle mete più ambite dai sardi e dai turisti, ma il nuovo Coronavirus frena la corsa verso le spiagge. Ce lo chiediamo un po’ tutti: come vivremo i prossimi mesi? Il turismo è il cuore pulsante della Sardegna per cui, nonostante le idee e le proposte siano diverse, tutte mirano ad un unico obiettivo: far diventare l’Isola Covid Free.

La fase 2, che ci stiamo preparando ad affrontare, darà una nuova prospettiva, più reale, su come si potrà convivere con il virus. Il Presidente Solinas, con l’ultima ordinanza, ha dimostrato come il suo intento sia quello di non frenare oltre l’economia sarda e, con un “atto di fiducia verso i sardi”, di iniziare ad aprire le attività, facendo i primi passi verso la normalità.

Ripartire, con prudenza e cautela, ma come sarà possibile?

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I piani della Regione per la stagione estiva

L’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Giovanni Chessa, punta ad una riapertura per la stagione estiva. La Regione, insieme ad una squadra di tecnici e scienziati, sta studiando un piano che permetta l’applicazione di misure specifiche per far convivere il Covid19 con il turismo. Quest’ultimo è fondamentale per l’economia dell’Isola, per questo non è possibile ignorare oltre questo punto.

Sarà necessario riuscire a mettere in atto una serie di misure in grado di assicurare il distanziamento sociale e la completa sanificazione degli ambienti, senza bloccare la mobilità dei turisti. Diminuire i posti nei locali e ristoranti, provare a creare delle barriere di protezione sono tutte idee che abbiamo letto in questi giorni. Questo sottolinea come non sia possibile tornare alla normalità al 100% ma è possibile trovare delle soluzioni e dei compromessi. La parte più complicata riguarderà la gestione delle spiagge. Gli accessi saranno contingentati e a numero chiuso, e verranno eseguiti dei controlli dai vigili sul posto e tramite l’utilizzo dei droni.

I porti e gli aeroporti sono ancora chiusi, ma si sta progettando anche la loro riapertura. La gestione degli scali e degli arrivi è fondamentale per evitare una nuova ondata di contagi. Una delle misure previste per controllare la diffusione del virus è quella di richiedere un “passaporto sanitario”, ovvero un certificato medico che attesti l’esito negativo al tampone del viaggiatore, in modo da poter garantire la buona salute dei turisti e non che arrivano sul territorio.

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Imprenditori contro il Coronavirus

Gli imprenditori sono tra i primi a scendere in campo per trovare delle valide soluzioni. Un valido esempio ci viene dal Forte Village: il resort di lusso del Sud Sardegna decide di chiudere fuori il Coronavirus con misure eccezionali e stretti controlli. Questo sarà possibile grazie ad un servizio che accompagnerà le persone, clienti e personale, in ogni passo, dall’arrivo in aeroporto fino all’ultimo giorno di soggiorno. Tutti gli ospiti saranno accompagnati negli hotel con macchine sanificate, e al loro arrivo verranno sottoposti a test e tamponi per avere certezza delle loro condizioni di salute. In caso di positivi, questi verranno messi in quarantena in aree apposite dell’albergo, dove verrà garantita anche l’assistenza sanitaria necessaria. Questo metodo anti-Covid potrebbe rivelarsi un’ottima strategia per la convivenza del virus, che potrebbe anche essere applicata ad altre realtà.

È fondamentale un dialogo tra le sedi amministrative e l’imprenditorialità sarda, in modo da studiare un piano specifico per dare un nuovo slancio all’economia dell’Isola, incentivando le idee più valide per tutelare la Sardegna a 360 gradi.