Lo scudetto della Serie A di basket 2018/19 verrà assegnato alla “bella”, in gara-7. La Dinamo Banco di Sardegna Sassari ha, infatti, impattato la serie sul 3-3, vincendo contro la Reyer Venezia la gara-6, disputata questa sera in un incandescente PalaSerradimigni. La squadra di coach Pozzecco si è imposta con il punteggio di 87-77.

Eppure la Dinamo aveva giocato una brutta prima metà di gara. Già in avvio il pallino del gioco era chiaramente nelle mani dei veneti che, con le triple di Bramos e le giocate di Haynes si portava sul 10-3 già a 6’25” dalla prima sirena. Sassari rialzava la testa puntando, in particolare, su Thomas e riusciva a mettere il naso avanti sul 17-16, che diventava poco dopo, a 2’06” dal 20′, 19-16. Watt e Cerella chiudevano poi la frazione sul 25-19 per i propri colori.

Nel secondo quarto la Dinamo provava ad avvicinarsi, ma veniva puntualmente ricacciata indietro dagli ospiti. Coach Pozzecco non aveva nulla dalle sue guardie e Venezia appariva piuttosto serena. All’intervallo il punteggio era di 40-34 per la Reyer.

Al rientro sul parquet, la metamorfosi. Apriva le danze McGee con una tripla, poi trovava il canestro anche Smith. E il Banco diventava un “cagnaccio rabbioso” in difesa. Cooley era un gigante e scaldava i motori anche Spissu. Si tornava punto a punto, poi i biancoblù si distanziavano sul finire della frazione. Spissu e Polonara firmavano il 63-57.

All’inizio dell’ultimo quarto diventava immenso anche Carter, con Spissu che risultava ormai straripante. La Dinamo scappava via e, a 6’07” dalla fine della partita, il tabellone diceva 75-60. Venezia tentava il tutto per tutto, ma ora era tutto tremendamente difficile. Dopo essere rientrata sul -11 con De Nicolao e Cerella, la Reyer vedeva nuovamente i padroni di casa allontanarsi. I recuperi di Spissu, l’imponenza di Cooley in area e un’incredibile schiacciata di McGee in faccia a Watt (alzi la mano chi non ha rivissuto la famosa azione di Dyson in gara-6 di finale del 2015), valevano alla Dinamo il nuovo massimo vantaggio, sull’86-70, a 2’48” dall’ultima sirena. La Reyer, ormai alle corde, recuperava qualche punto, ma non poteva festeggiare.