Questa mattina, nella Club House societaria, coach Gianmarco Pozzecco ha incontrato i giornalisti di televisione, carta stampata e agenzie in vista della sfida di domenica contro Varese. Al PalaSerradimigni Devecchi e compagni affronteranno i lombardi nella sfida della prima giornata di ritorno del campionato LBA.

“È finito il girone di andata e, in attesa della sfida di domenica con Varese che aprirà il girone di ritorno, tiriamo le somme. Prima di tutto bisogna riconoscere con sportività il valore della Virtus che finora ha fatto una grande stagione, complimenti a Djordjevic per il lavoro straordinario che sta svolgendo. Noi siamo molto contenti di aver tenuto il loro passo ed essere a soli due punti di distanza, per questa ragione anche Sassari deve essere orgogliosa di quello che ha fatto finora. Devo scusarmi con Jack perché nella partita di Ostenda c’è stata confusione e l’ho fatto giocare solo pochi centesimi. Domenica ci attende una partita che per me è particolare, non sarà sicuramente come le altre, perché Varese rappresenta molto di più del mio passato, lì c’è tanto della mia vita e sarà una partita particolare”.

La compagine lombarda ha cambiato volto rispetto alla sfida di andata…
“Varese è cambiata tanto rispetto a settembre, hanno messo dentro un giocatore come Jakovics che mi piace molto, europeo con una buona conoscenza della nostra pallacanestro, entra dalla panchina al posto di Mayo o insieme a lui ed è l’equilibratore della squadra. È un giocatore chiave per quel gruppo per tanti motivi; mi è sempre piaciuto anche Clark, giocatore interessante che ha passato un momento di difficoltà ma ne è uscito benissimo. Poi c’è Cervi che potrebbe andare via ma al momento resta in organico. All’andata abbiamo vinto abbastanza agevolmente anche se nell’ultimo quarto avevano dimostrato di poterci mettere in difficoltà, infatti la settimana dopo hanno vinto di 30 a Trieste. Sono una squadra ottima allenata benissimo da Attilio che è un maestro”.

Facciamo un passo indietro: a Ostenda avete pagato la stanchezza?
“Ho letto che qualcuno ha scritto che ho dato la colpa della sconfitta al viaggio: non è così, e mi dispiace quando le mie parole vengono mal interpretate. Noi viaggiamo sempre e ovviamente non possiamo attribuire agli spostamenti la colpa. Semplicemente siamo arrivati a Ostenda dopo tre partite in casa dall’alto coefficiente di difficoltà, poi abbiamo giocato in due palazzetti come Treviso e Pistoia dove il calore e il tifo sono stimolanti. A Ostenda ci siamo ritrovati a giocare davanti a 400 persone, non posso dire che sia più complicato ma sicuramente la situazione non era idilliaca. Loro hanno giocato con extra stimoli contro la prima della classe e hanno disputato una partita ottima. Noi abbiamo pagato la poca concentrazione e un po’ di stanchezza ma come ho detto non facciamo tragedie, non è successo niente”.

Nel 2020 la Dinamo spegnerà le 60 candeline, come pensate di celebrare questo importante compleanno?
“Quest’anno si festeggiano i sessant’anni di storia del club, sessant’anni di una storia lunga e vincente che deve rendere orgogliosi tutti, dai giocatori che indossano questa maglia, alla dirigenza, lo staff tecnico, gli addetti ai lavori e i tifosi. È normale che questa importante ricorrenza ci responsabilizzi, vogliamo che sia un’annata soddisfacente per celebrare al meglio il compleanno del club e vogliamo farlo accompagnandolo con dei buoni risultati sportivi”.

Si è definito il tabellone delle Final Eight…
“Quando si arriva a un appuntamento del genere è ovvio che le statistiche sulla carta contano il giusto, molto dipenderà dallo stato di forma delle otto squadre e da quello che riusciranno a mettere in campo in sfide secche da dentro o fuori. Paradossalmente credo che la più penalizzata possa essere la Virtus che, pur chiudendo nella migliore posizione possibile che in teoria dovrebbe dare un vantaggio, incontrerà Venezia che è un avversario più che ostico”.