Prima giornata, oggi mercoledì 28 agosto Baradili, per la ventiquattresima edizione del Festival Cantiere di Lavoro Teatrale, uno dei progetti più longevi nel panorama culturale della Sardegna, organizzato come sempre da Progetti Carpe Diem, per la direzione organizzativa e artistica di Aurora Aru Franco Marzocchi.

Il grande teatro di ricerca approda nel più piccolo paese della Sardegna, per una programmazione con i migliori autori e interpreti da tutta Italia, premiati in tutta Europa. 

Appuntamento stasera alle 21 con Aida Talliente, attrice friulana dalle molte esperienze nazionali e internazionali che ha messo in bacheca numerosi riconoscimenti, tra cui due edizioni del Premio Fringe Festival, il Premio speciale Museo Cervi, il Premio Donne e Teatro. Nota al grande pubblico per i suoi ruoli in alcuni film Rai per la tv, Talliente porta in scena a Baradili il suo ultimo spettacolo “Il Vangelo delle beatitudini”, una versione laica e personale degli omonimi testi sacri. Una pièce che racconta quattro storie per parlare di amore, giustizia, compassione. Un monologo agile che sperimenta con proiezioni di foto e video, giochi di luce e giocattoli sonori. 

«Queste quattro beatitudini – spiega Talliente – sono attraversate anche da immagini che nascono direttamente sulla scena con un sistema di proiezione analogica così come la parte sonora. I materiali sono dunque il video e il suono ma l’integrazione tra i vari elementi è tale da amalgamare e confondere le prospettive. La luce e le molteplici proiezioni compongono il paesaggio visivo. I disegni che nascono e si dissolvono nel momento presente creano un continuo movimento e un continuo dialogo tra luce e buio e così anche il suono, prodotto da piccoli oggetti e dalla voce umana che a tratti utilizza microfoni e semplici effetti, diventa musica.

Ogni piccola parte di questo nuovo percorso viene trattata e assemblata con cura ed attenzione. Ogni elemento: la voce umana, il testo, le fotografie, gli strumenti costruiti per illuminare lo spazio, gli strumenti usati per costruire il suono, diventano elementi di composizione. Alla base c’è un sentimento di maggiore libertà nell’attuare un percorso narrativo per me nuovo e svincolato dalle forme più classiche del racconto. Resta l’attraversamento in ogni sua parte dell’esperienza, ma cambia il modo di relazionarsi a questo ricco materiale».