A inaugurare la mostra “Cent’anni” sui maestri sardi del secolo scorso, domani, 22 giugno, ad Atzara ci sarà anche il mago della pubblicità, Gavino Sanna, in qualità di padrino, per dare avvio a un’esposizione tra le più rappresentative dell’arte sarda del Novecento.

Il noto pubblicitario originario di Porto Torres ha accolto con piacere l’invito degli organizzatori: sarà lui, domani alle 19.30 al Museo Ortiz, ad accompagnare nel taglio del nastro il sindaco Alessandro Corona e i curatori Sabina Corriga e Antonello Carboni.

E in effetti c’è un fil rouge che lega la presenza di questo straordinario artista della comunicazione pubblicitaria ai protagonisti della collettiva di Atzara. Prima di lavorare a New York accanto a professionisti del calibro di Andy Warhol, Sanna ha studiato a Sassari, nello stesso Istituto d’arte dove si sono formate figure come Antonio Corriga, Libero Meledina, Costantino Spada, Mauro Manca, Gavino Tilocca, Antonio Atza e Nino Dore, solo per citarne alcuni.

E in cui hanno insegnato giganti come Gavino Tilocca, Eugenio Tavolara, Stanis Dessy e Filippo Figari. Proprio quest’ultimo – al quale è stato intitolato l’istituto che è diventato Liceo artistico statale – ricopriva l’incarico di preside negli stessi anni in cui le aule erano frequentate da un giovane allievo che sarebbe diventato il pubblicitario sardo e italiano più noto al mondo.

La mostra “Cent’anni” presenta almeno un’opera di ognuno di questi maestri. Ma il un gruppo è allargato a più di trenta nomi, tra i quali figurano anche Giuseppe Biasi, Edina Altara, Maria Lai, Antonio Ballero e Carmelo Floris.

In totale saranno esposte quarantatré opere, quadri di grande valore ma anche sculture, ceramiche, bronzi e tele. Dal 22 giugno al 1° dicembre, la collettiva resterà aperta tutti i giorni, al mattino dalle 9.30 alle 13.30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 19.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Antonio Corriga con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Atzara ed è sponsorizzata da numerosi enti pubblici e privati, tra i quali il Distretto Culturale del Nuorese, il Gal BMG, l’associazione Città del vino, la Fondazione di Sardegna e il Banco di Sardegna, che ha messo a disposizione ben sette straordinari capolavori della sua collezione.

La collettiva si presenta come un evento unico, dal momento che le opere sono state reperite da collezioni private grazie a un impegnativo lavoro di ricerca. Un invito irripetibile quindi alla riscoperta della bellezza di un’isola, attraverso lo sguardo lungo un secolo, dei suoi più grandi artisti.