Abbiamo conosciuto, lo scorso mese, la storia e i luoghi vissuti dalla celebre Eleonora d’Arborea. Questo mese riprendiamo i nostri viaggi andando a scoprire la terra che le ha dato i natali, nella Spagna orientale, sulla costa mediterranea. Ci spostiamo infatti in Catalogna, luogo antico e ricco di avvenimenti dove oggi, dopo alcuni decenni di quiete, è nuovamente molto sentito il richiamo dell’indipendentismo. Qui esiste un comune il cui enorme patrimonio archeologico gli è valso l’ingresso tra i siti considerati dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità. Siamo pronti per cominciare il nostro viaggio a Tarragona.

Cosa vedere. Le bellezze architettoniche e monumentali di questa città sono tra le più positivamente recensite anche sul web. Passeggiando per le strade di Tarragona è facile capire come gli antichi romani prima e il cristianesimo poi abbiano forgiato la cultura in quest’angolo di penisola iberica, erigendo opere che conservano ancora oggi tutto il loro magnetismo. Si pensi, in questo senso, alle antiche mura romane che delimitavano la città e delle quali rimane oggi ancora qualche scorcio. Si tratta di imponenti lavori realizzati in epoche diverse. Le più antiche risalgono all’incirca a 200 anni prima di Cristo e, costruite in parte con muratura a secco e in parte con terrapieno, raggiungono un’altezza vicina ai 6 metri. Quelle più recenti risultano alte quasi il doppio e presentano uno spessore più grosso. Questo perché, nei secoli, l’inasprirsi delle lotte ha portato alla realizzazione di mura sempre più funzionali da un punto di vista difensivo, oltre che perimetrali nella definizione dei confini cittadini. Sempre di epoca romana, ma quattro secoli più recente (siamo intorno al secondo secolo dopo Cristo), è l’anfiteatro all’interno del quale si affrontavano i gladiatori e venivano allestite lotte fra uomini e belve. E non potete perdere il Ponte del diavolo, un acquedotto costruito ad arcate su due piani, secondo l’uso romano, lungo poco più di 200 metri e perfettamente conservato. Il ponte, percorribile a piedi, regala una fantastica vista sulla valle che attraversa.

Ma Tarragona è anche ricca di luoghi di culto e luoghi d’arte, non sempre nettamente distinguibili. Tra questi, per esempio, la bellissima Cattedrale di Santa Maria, costruita a partire dal 1171 seguendo gli stili gotico e romanico e al cui interno è contenuto anche il Museo Diocesano con i retabli lignei incastonati nelle pareti. Accanto alla Cattedrale è poi possibile visitare il Museo Biblico ricco di documenti e reperti. Vi suggeriamo anche una visita alla necropoli paleocristiana, casualmente riscoperta e valorizzata nella prima parte del secolo scorso, e oggi diventata un museo che getta luce sui primi anni delle sepolture cristiane.

 

 

Nei pressi della Cattedrale è possibile anche visitare i tanti mercatini che espongono al pubblico prodotti tipici locali, souvenir e chicche di vario genere.

Naturalmente, essendo Tarragona affacciata sul mare, non possiamo non consigliarvi qualche giornata di relax su una delle sue bellissime spiagge. Platja del Miracle, per esempio, è una tra le più gettonate, con accesso diretto per le automobili e uno sfondo di alberghi e strutture turistiche. Più appartata e tranquilla è invece la caletta di Platja dels Capellans, dove gli scogli e la vegetazione circostante sono tipiche caratteristiche mediterranee per gli amanti della natura incontaminata.

Cosa mangiare. La cucina tarragonese offre una varietà di prodotti tipicamente mediterranei, tra i quali spiccano l’ottimo pesce azzurro (reperibile appena pescato nel quartiere dei pescatori di El Serrallo) e le freschezze degli orti spagnoli. Non è difficile, a pochi passi dalle principali attrazioni che abbiamo descritto, trovare ristorantini dove, anche a poco prezzo, ci si può immergere nei sapori catalani. A questo proposito, La cassola de romesco è forse il piatto tipico per eccellenza: una zuppa di pesce ottenuta con merluzzi, seppie, calamari, vongole, scampi, gamberi e coda di rospo. La salsa romesco, invece, viene usata in molti piatti della cucina catalana, e si ottiene soffriggendo pomodori, peperoncini rossi secchi, aglio, frutta secca, olio e aceto, sale e pepe, e del pane tostato sbriciolato.

 

Cassola de Romesco