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Rapporto Crea sanità: “Cresce la spesa delle famiglie per le cure, serve riforma del Ssn”

di Redazione
21 Gennaio 2026
in Italia & Mondo
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(Adnkronos) – Rispetto agli anni ’80 la quota di famiglie che spende privatamente per la sanità è aumentata dal 50,8% al 70%: un risultato disallineato rispetto alla promessa di una copertura universale e globale dei bisogni di salute, intrinseca nella istituzione del Ssn. L’84% dell’incremento del numero di famiglie soggette a spese sanitarie private si è accumulato negli anni ’90, e in quel decennio la spesa pubblica è aumentata del 4,4% medio annuo (+0,8% in termini reali), mentre quella privata più del doppio (+10,7%). Dopo il 2000 la spesa pubblica e quella privata sono però cresciute allo stesso ritmo (+2,7% medio annuo, pari al +0,7%, in termini reali). E’ quanto emerge dal 21esimo Rapporto Sanità del Crea, il Centro per la ricerca economica applicata in sanità (già consorzio promosso dall’università di Roma Tor Vergata e dalla Fimmg), presentato oggi nella sede del Cnel, Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. 

Secondo i ricercatori del Crea, “si smentisce quindi che con il federalismo si sia generata una ‘privatizzazione’ strisciante della tutela sanitaria, che semmai si è realizzata negli anni precedenti”. La crescita del numero di famiglie che spendono privatamente per la sanità – si legge – va quindi in parallelo con quella della spesa: l’incidenza dei consumi sanitari sui bilanci delle famiglie si è più che raddoppiata, raggiungendo in media il 4,3% e toccando il 6,8% per quelle meno istruite; anche in questo caso il prezzo più alto lo pagano le famiglie meno abbienti: la quota di spesa privata sostenuta dal 60% delle famiglie meno abbienti è cresciuta dal 27,6% al 37,6%. Il Ssn – evidenzia il report – ha dovuto ricorrere a forme di razionamento implicito per garantire la sua sostenibilità finanziaria, che spiegano il peggioramento dei livelli di equità della tutela precedentemente richiamati: si pone quindi il tema di valutare se un aumento della spesa (ovvero del suo finanziamento) possa essere risolutiva; ma le cifre necessarie sono difficilmente raggiungibili, se non altro perché sono molti i settori in competizione per avere maggiori allocazioni di risorse pubbliche (in primis l’istruzione, gravemente sotto-finanziata).  

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“Per garantire il mantenimento del Ssn è allora necessario ora un cambio di paradigma per le politiche sanitarie (e in particolare per la regolamentazione pubblica), che devono essere sempre più declinate in termini di sistema salute piuttosto che di servizio sanitario”. Questo l’appello lanciato dal Rapporto Sanità del Crea. “Le analisi elaborate – sottolineano i ricercatori – dicono che i risultati del Ssn in termini di perseguimento dell’equità e dell’efficienza sono lontani da quanto atteso; di fatto la sostenibilità del sistema è stata resa possibile da uno strisciante razionamento implicito delle tutele, che ha ulteriormente sfavorito la popolazione meno abbiente e meno istruita. L’attuale assetto del Ssn, senza un cambio di paradigma, non sarà in grado a rispondere ai bisogni in evoluzione della popolazione, guidata dalla demografia, ma anche dalle modifiche nelle strutture sociali”. 

Il rapporto evidenzia dunque una “crescente disparità nell’accesso alle cure sanitarie in Italia, con le famiglie meno abbienti e meno istruite che subiscono un aumento significativo della spesa sanitaria privata”. La percentuale di spesa per queste famiglie è cresciuta 3 volte di più rispetto a quelle con maggiori possibilità economiche, e il dato è definito “ancora più preoccupante” per le famiglie meno istruite, con un incremento del 28,7%. A livello geografico, la spesa privata è aumentata maggiormente nel Centro e nel Mezzogiorno, dove le carenze del Ssn costringono le famiglie a ricorrere a cure private. La difficoltà di accesso al sistema pubblico è una delle principali ragioni che spingono le famiglie a ricorrere a prestazioni private, soprattutto per servizi preventivi. Questo fenomeno – indica il report – ha portato 2,3 milioni di residenti a vivere in condizioni di disagio economico, con rinunce alle cure per motivi finanziari, una situazione che colpisce particolarmente le famiglie del Mezzogiorno. Inoltre, oltre 4 milioni di famiglie affrontano spese sanitarie “catastrofiche”, che incidono pesantemente sui bilanci familiari, soprattutto per servizi odontoiatrici e assistenza a lungo termine per pazienti non autosufficienti.  

L’analisi del rapporto sottolinea che il contenimento della spesa sanitaria pubblica, obiettivo delle riforme del Ssn degli anni ’90, si è tradotto in tagli che hanno trasferito il peso economico sulle famiglie. La quota di copertura pubblica della spesa sanitaria è diminuita dal 81% al 72,6%, un valore inferiore alla media dei Paesi europei. Sebbene il federalismo abbia inizialmente aumentato la copertura pubblica, le crisi economiche del 2008-2009 e il ristagno della crescita economica hanno portato a un divario significativo rispetto alla media europea. La spesa sanitaria pubblica italiana è inferiore del 45% rispetto alla media dei Paesi europei originari, mentre la spesa privata, pur essendo inferiore del 13%, supera le aspettative in base al Pil italiano, che è inferiore del 20,6%.  

Il report suggerisce la necessità di un cambio di paradigma nelle politiche sanitarie, passando appunto da un approccio centrato sul servizio sanitario a un sistema salute che integri le politiche sanitarie, economiche e industriali. La spesa sanitaria privata ha raggiunto i 43,3 miliardi di euro, con una crescita costante della quota intermediata rispetto a quella ‘out of pocket’. Tuttavia l’incremento della spesa pubblica, anche se significativo, non sembra sufficiente per eliminare i rischi di razionamento implicito. La spesa farmaceutica, ad esempio, è aumentata del 3,6% medio annuo nell’ultimo decennio e si prevede che il tetto di spesa possa essere superato di 6,5 miliardi entro il 2026.  

La demografia italiana – osservano i ricercatori – ha subito trasformazioni significative dalla nascita del Ssn, con un aumento di quasi 5 milioni di over 75, 27.000 morti annui in più e 140.000 nascite in meno. Sebbene l’innovazione tecnologica abbia moderato l’impatto di questi cambiamenti, non è riuscita a eliminarli completamente. Inoltre, la società italiana ha visto un aumento delle famiglie monopersonali e della scolarizzazione. Questi cambiamenti hanno portato a una crescita dei bisogni ‘ibridi’, che combinano esigenze sanitarie e sociali, e a un disallineamento tra bisogni e aspettative della popolazione.  

Una survey del Crea ha rilevato che la soddisfazione dei pazienti con i servizi del Ssn varia: è alta per la medicina generale e l’accesso ai farmaci, sotto la sufficienza per la residenzialità e l’assistenza ai non autosufficienti, e intermedia per i servizi ospedalieri e ambulatoriali. La carenza di risposte ai bisogni ibridi e la preferenza per servizi digitalizzati e a distanza, emersa durante la pandemia di Covid-19, hanno generato nuove aspettative nella popolazione. Tra le principali cause di insoddisfazione, oltre alle liste d’attesa, vi sono i tempi persi durante l’erogazione delle prestazioni. Un’altra survey condotta dal Crea con l’Andos (Associazione nazionale donne operate al seno) ha evidenziato che, sebbene il 90% delle donne operate al seno riesca a effettuare i controlli nei tempi previsti, meno della metà riceve prestazioni prenotate direttamente dalla struttura sanitaria. Inoltre, il 27% delle pazienti ricorre a prestazioni private a pagamento, dimostrando come il ‘fai da te’ contribuisca ai buoni risultati di salute italiani, nonostante i problemi di finanziamento e razionamento implicito.  

Il rapporto sottolinea la necessità di revisioni per rendere il Ssn più efficace e sostenibile, salvaguardando principi fondamentali come universalismo, globalità, equità, umanizzazione, appropriatezza ed efficienza. La globalità delle risposte dovrebbe essere estesa ai bisogni ibridi, integrando la sanità con il sociale sotto una governance unica. L’umanizzazione dei servizi dovrebbe garantire un impegno a minimizzare l’impatto della malattia sulla vita quotidiana dei pazienti e delle loro famiglie. Inoltre, si propone di adottare una logica One health, con una governance nazionale per coordinare le politiche sanitarie, economiche e industriali, riconoscendo l’impatto della salute sullo sviluppo economico. L’appropriatezza, fondamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), deve essere ridefinita per adattarsi ai contesti di presa in carico delle cronicità e ai bisogni multidimensionali della popolazione. Si suggerisce di passare da un razionamento implicito a uno esplicito, con criteri di prioritizzazione basati sull’impatto economico delle cure sui bilanci familiari. Tuttavia, questa scelta è politicamente complessa e richiede un superamento della staticità dell’intervento pubblico, inaugurando una nuova fase costituente ispirata alla creazione del Ssn.  

Tags: adnkronoscronacaItaliasanitàultimora
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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