Arriva anche a Sassari lo spettacolo teatrale “Diario di un trapezista – Cronache di resilienza di un reporter”, firmato da Sigfrido Ranucci. Dopo il successo di pubblico e di critica raccolto nelle precedenti tappe, il celebre giornalista e conduttore porta sul palco del Teatro Comunale, lunedì 20 aprile 2026 alle ore 21, il suo intenso racconto di vita e professione.
L’appuntamento è promosso dall’Associazione Il Leone e le Cornucopie di Golfo Aranci. I biglietti sono in vendita sui circuiti Boxoffice Sardegna e Ticketone.
Conosciuto per la sua lunga esperienza alla guida della trasmissione televisiva Report, Ranucci porta sul palco un racconto inedito che unisce la sua attività di giornalista d’inchiesta a riflessioni autobiografiche, restituendo al pubblico la dimensione più fragile e umana di chi indaga e racconta la realtà. “Diario di un trapezista” diventa così una sorta di bilancio interiore, dove si intrecciano le tensioni tra verità, rischio e responsabilità personale.
Ad accompagnare Ranucci in scena ci saranno le musiche originali del Maestro Enrico Melozzi e la voce narrante di Stella Gasparri, elementi che contribuiscono a costruire un racconto fatto di immagini, suoni e memorie. Lo spettacolo ripercorre il dietro le quinte delle inchieste più note del giornalista, ma anche il prezzo umano pagato per la ricerca della verità, tra scelte difficili, incontri decisivi e ferite non ancora rimarginate.
Nel corso della rappresentazione, prendono vita alcune delle figure che hanno incrociato il suo cammino: un vagabondo a Falluja, un tassista sulle tracce dei quadri di Tanzi, una producer svizzera, una vicepreside, un rapinatore pugliese, una professoressa e una bodyguard. Persone reali, spesso rimaste nell’ombra, che secondo Ranucci sono state “decisive per realizzare le sue inchieste” e che nello spettacolo diventano simboli di un vissuto collettivo fatto di coraggio e solidarietà silenziosa.
Al termine dello spettacolo, Sigfrido Ranucci incontrerà il pubblico per un confronto diretto e per il firma copie del suo libro, offrendo così un ulteriore spazio di dialogo tra il cronista e i suoi spettatori.






































