Il Sardinia Archeo Festival torna nel 2026 con un tema che sposta lo sguardo verso dimensioni ridotte solo in apparenza: i “Micromondi”, spazi circoscritti come quartieri, porti, isole o comunità che nel tempo hanno inciso in modo significativo sulle dinamiche storiche e culturali del Mediterraneo. Il progetto, promosso dall’Associazione culturale Itzokor ODV, giunge alla sua settima edizione e rinnova il proprio approccio alla divulgazione intrecciando archeologia, storia e antropologia.
L’apertura è fissata a Cagliari nel fine settimana dal 12 al 14 giugno, con un programma costruito attorno all’idea che identità e relazioni collettive si sviluppino anche in contesti circoscritti ma altamente significativi. Il primo appuntamento, venerdì 12 giugno, propone un’esperienza sul campo: una escursione archeologica alla Sella del Diavolo, realizzata con il Comune di Cagliari e l’Università degli Studi di Cagliari. Guidati dagli archeologi impegnati nelle ricerche sul sito, tra cui i codirettori dello scavo Maria Adele Ibba e Fabio Pinna, i partecipanti attraverseranno uno dei luoghi più riconoscibili della città osservandone le stratificazioni storiche e il rapporto tra paesaggio e memoria. L’incontro è previsto alle ore 18, con partenza dal sentiero di fronte all’Hotel Calamosca; la partecipazione è libera.
Il cuore della manifestazione si sviluppa tra sabato 13 e domenica 14 giugno, attraverso una sequenza di interventi brevi che compongono un quadro articolato dei “micromondi” mediterranei. Sabato pomeriggio il percorso prende avvio con la cartografa Laura Canali, che affronta il ruolo strategico del Mediterraneo nelle trasformazioni geopolitiche contemporanee. Dalla dimensione attuale si passa alla riflessione metodologica proposta da Enrico Giannichedda sul rapporto tra oggetti, individui e costruzione della conoscenza storica, mentre Alessandra Benini conduce il pubblico nel contesto della navigazione romana, tra commerci e condizioni di viaggio. Lo sguardo si sposta poi nella Cagliari del Settecento con Giampaolo Salice, che ricostruisce la presenza di comunità straniere spesso marginali nelle fonti ma centrali nei collegamenti con il resto d’Europa. La giornata si chiude con Giorgia Fazzini e Lara Meneghini, impegnate a raccontare il Lazzaretto Nuovo di Venezia come spazio di controllo sanitario e snodo nella definizione della quarantena.
Domenica mattina il programma si concentra su narrazioni legate ai margini della memoria e alle dinamiche sociali. Silvia Romani esplora l’immaginario antico legato al mare, tra divinità e paure, mentre Beatrice Del Bo ricostruisce il ruolo delle taverne medievali come luoghi di incontro e conflitto. La dimensione locale emerge con Caterina Ghisu, che riporta alla luce la storia dei “piccioccus de crobi” del mercato civico di Cagliari, e con Mariangela Rapetti, che indaga il reparto manicomiale dell’antico ospedale cittadino. Chiude la sessione Michaela Valente, con un approfondimento sulle donne accusate di stregoneria tra XVI e XVIII secolo.
Nel pomeriggio di domenica, dalle ore 15, il festival amplia la prospettiva verso temi evolutivi e contemporanei. Sahra Talamo e Andrea Picin affrontano l’incontro tra Neandertal e Homo sapiens, mentre Giuliano Volpe e Fabio Pinna discutono il ruolo dell’archeologia come strumento di interpretazione del presente. Il percorso prosegue con Sandro Caruana, che analizza la stratificazione linguistica e culturale di Malta, e con il giornalista Marco Ansaldo, che sposta l’attenzione sul Mar Nero e sulle sue implicazioni geopolitiche. A chiudere è il geografo Raffaele Cattedra, con una riflessione sulle connessioni tra territori e comunità mediterranee.
A fare da filo conduttore alle due giornate è “Transuonanze”, progetto che unisce musica elettroacustica e strumenti acustici, ideato da Gerardo Ferrara. Le composizioni di Filippo Mereu, insieme alle performance di Silvia Lovicario, Ilaria Giorgi e Luca Schiavo, accompagnano gli incontri creando un dialogo tra suono e contenuti.
Dopo l’appuntamento inaugurale a Cagliari, il Sardinia Archeo Festival proseguirà nei mesi successivi coinvolgendo altri territori dell’isola, estendendo il racconto dei micromondi oltre il contesto urbano iniziale.


































