Santu Lussurgiu si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi del suo Carnevale: Sa Carrela ’e nanti, la tradizionale corsa a cavallo che animerà le vie del paese domenica 8 febbraio, per poi proseguire da domenica 15 a martedì 17 febbraio.
Lungo l’attuale Via Roma, ribattezzata per l’occasione con il suo nome originario, si rinnova un rito collettivo che fonde tradizione, abilità e identità comunitaria. La corsa si svolge su una discesa sterrata di circa 350 metri, dove i cavalieri, mascherati o con il volto dipinto secondo l’usanza, si lanciano al galoppo tra due ali di pubblico che si aprono solo all’ultimo istante, richiudendosi subito dopo il loro passaggio.
Le giornate di gara sono precedute domenica 8 febbraio da una sessione di prove generali, che segue l’evento “Cantigos in Carrela”, preludio musicale e conviviale al cuore della manifestazione.
Domenica 15 febbraio i cavalieri si presenteranno a s’iscappadorzu, il punto di partenza, con cavalli bardati e pronti a correre a pareza, cioè in coppia. L’obiettivo è completare la discesa restando uniti, con i bracci intrecciati, in un gesto che simboleggia unità e solidarietà fra i partecipanti. In passato, la discesa poteva coinvolgere anche terzetti o quartetti di cavalieri, segno della spettacolarità della prova.
Il giorno successivo (16 febbraio), noto come Su Lunis de sa pudda (“il lunedì della gallina”), cambia la sfida ma non la tensione. In questa prova il cavaliere, lanciato a tutta velocità, deve colpire con un bastone chiamato su fuste ’e ortzastru un fantoccio che raffigura una gallina, sostituto dell’animale vero usato fino agli anni Settanta.
L’ultimo atto va in scena Martedì Grasso (17 febbraio), quando la corsa di Sa Carrela si conclude con le premiazioni: vengono riconosciuti i cavalieri che hanno abbattuto più galline, le tre migliori pariglie e tutti gli altri protagonisti che hanno contribuito a mantenere viva una tradizione radicata e partecipata.
In quei giorni, il borgo di Santu Lussurgiu si trasforma in un grande palcoscenico all’aperto, dove cavalli, maschere e pubblico si fondono in un unico ritmo collettivo che continua a raccontare l’anima del Carnevale lussurgese.



































