“Matteotti – Anatomia di un fascismo” porta in scena la cronaca di un delitto e il ritratto di un uomo che seppe opporsi alla deriva autoritaria del suo tempo. Lo spettacolo di Stefano Massini, interpretato da Ottavia Piccolo con I Solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, andrà in scena mercoledì 4 febbraio alle 21 al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero, giovedì 5 febbraio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, venerdì 6 febbraio alle 20:30 al Teatro Costantino di Macomer, sabato 7 febbraio alle 21 al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei e domenica 8 febbraio alle 20:30 al Teatro “San Giuseppe” / “Bocheteatro” di Nuoro, nell’ambito della Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna.
La regia è di Sandra Mangini, le musiche di Enrico Fink, i video di Raffaella Rivi, la scenografia di Federico Pian, le luci di Paolo Pollo Rodighiero e i costumi di Lauretta Salvagnin, con il vestito di Ottavia Piccolo realizzato da La Sartoria – Castelmonte Onlus. La produzione è firmata da Argot Produzioni e Officine della Cultura, in coproduzione con Città del Teatro / Fondazione Sipario Toscana Onlus, Solares / Fondazione delle Arti – Teatro delle Briciole e TSU / Teatro Stabile dell’Umbria.
Al centro del racconto, la figura di Giacomo Matteotti, il deputato socialista che denunciò in Parlamento «la manovra politica con cui si è spacciata l’eversione più radicale camuffandola nel suo esatto opposto, ovverosia nella garanzia dell’ordine». Ironia tragica di un sistema che, fingendo stabilità, poggiava su intimidazioni e violenza. Pochi giorni dopo quel discorso, Matteotti venne sequestrato e assassinato.
Stefano Massini e Ottavia Piccoloripercorrono, in forma di inchiesta teatrale, l’ascesa di un fenomeno eversivo che il deputato comprese fin dall’inizio nella sua estrema gravità, restituendo voce a chi pagò con la vita la propria coerenza politica.
Per la regista Sandra Mangini, «la vicenda di Matteotti è quella di un uomo che seppe riconoscere e contrastare il fascismo con lucidità e rigore, sostenuto dall’amore e dalla presenza costante di sua moglie Velia Titta». Nelle sue parole, Matteotti emerge come «un riformista, un pacifista e un oppositore instancabile, la cui unica arma politica fu la parola, documentata e fondata sui fatti».
“Matteotti – Anatomia di un fascismo” si muove tra memoria e attualità, un racconto popolare contemporaneo che invita a riflettere sull’importanza di occuparsi della cosa pubblica con pensiero costruttivo e parole chiare, come fecero Giacomo e Velia Matteotti.







































