Trasferta sulla Penisola per il Theatre en vol e grande successo, di pubblico e di critica per Il gran mondo del teatro, la nuova pièce portata in scena a Montepulciano e in altri centri vicini. Successo testimoniato anche da numerose segnalazioni e recensioni quali quelle apparse sulla stampa nazionale (Ansa.it) e su quella specializzata come Teatro.it e Correre dello Spettacolo.

La compagnia teatrale sassarese è stata infatti nei giorni scorsi protagonista del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, manifestazione giunta quest’anno alla sua 43esima edizione. Il Cantiere propone spettacoli di musica e teatro in cui gli artisti vivono, sperimentano e mettono in scena le loro creazioni a stretto contatto con la popolazione residente, i visitatori e i turisti secondo una filosofia di condivisione e partecipazione. Per questa sua incursione in terra toscana il Theatre en vol ha scelto di ispirarsi liberamente a un classico del teatro seicentesco, Il gran teatro del mondo, opera di Pedro Calderòn de la Barca, in cui il drammaturgo iberico descrive il mondo e la vita umana come un palcoscenico in cui a ognuno è affidato un ruolo da recitare nel migliore dei modi. Invertendo i termini del titolo dell’opera, la regista e autrice della scrittura teatrale, Maria Paola Cordella, ha messo in scena Il gran mondo del teatro, una performance che dal palcoscenico si trasferisce in strada per portare lo spettatore dentro una rappresentazione della creazione teatrale – dalla sua nascita alla sua evoluzione fino alla sua conclusione – mettendolo a parte dei segreti del dietro le quinte e dei meccanismi dell’arte teatrale.

Per realizzare questa complessa e spettacolare visione del teatro che intreccia recitazione, musica, danza ed “effetti speciali” (ovvero le sorprendenti macchine di scena di Puccio Savioli), Michèle Kramers, Maria Paola Cordella e Puccio Savioli – le tre anime della compagnia teatrale sassarese – sono sbarcati a Montepulciano lo scorso 9 luglio e, per una decina di giorni hanno trasformato vie e piazze della storica cittadina in provincia di Siena, in una sala prove aperta. Con loro altri fondamentali componenti della compagnia: Claudia Spina per i costumi e gli allestimenti; Alfredo Puglia e Luca Tilloca per i paesaggi sonori. I macchinari scenici di Puccio Savioli hanno preso possesso di diversi angoli del paese, mentre Maria Paola Cordella ha diretto i laboratori teatrali in cui sono stati coinvolti diversi artisti locali e semplici residenti. Fra questi alcuni allievi attori e 7 migranti che fanno capo a un centro di accoglienza di Cetona. Lo spettacolo è stato quindi costruito dalla regista seguendo il principio del Site Specific – ovvero con l’adattamento e la valorizzazione della specificità del luogo – studiando le possibilità di alterare lo spazio e la sua percezione per coinvolgere lo spettatore/passante in situazioni irreali che irrompono nel quotidiano.

 

 

Oltre che una residenza artistica l’esperienza si è così rivelata un’occasione di crescita umana e professionale dove sperimentare nuove possibilità di allestimento in strada. La formula vincente di quella che poteva sembrare un’azzardata alchimia è stata la concertazione tra i diversi comparti: le figure inanimate, cariche di storia ed umanità, realizzate da Puccio Savioli durante una vita dedicata al teatro, al viaggio e al racconto, hanno ritrovato una nuova collocazione in un impianto teatrale dal sapore onirico ed evocativo; e hanno trovato nuova ragione di vita passando attraverso nuove mani e nuovi occhi, quelli dei giovani che hanno partecipato al percorso creativo. Il tutto sulla base di un canovaccio saldo ed elastico che strada facendo e di volta in volta si è adattato a spazi e circostanze, grazie anche alla duttilità e alla grande esperienza dei navigati attori del Theatre en vol che sono stati guida e punto di riferimento in un viaggio che ha definito la sua meta in corsa.

Durante il periodo di residenza è stata inoltre costruita dalla compositrice e direttrice d’orchestra Dominga Giannone una partitura di musiche originali, un vero e proprio tappeto eclettico che spazia da marcette demenziali a sontuose fanfare, creando un disegno di atmosfere che hanno accompagnato il pubblico nelle diverse forme in cui lo spettacolo è stato trasformato. Giannone ha inoltre interagito con Alfredo Puglia e Luca Tilloca, autori dei Paesaggi sonori, base solida su cui si sono potute fare le trasformazioni di struttura senza perdere senso e poesia. Alberta Palmisano ha creato le coreografie per quattro allieve ballerine incluse nello spettacolo La preparazione della performance ha tenuto conto della presenza delle macchine di scena e degli spettatori seguendo il principio di inclusione del pubblico nell’azione teatrale. Si è trattato dunque di un’esperienza collettiva e condivisa, nello spirito di quel teatro comunitario che è alla base della filosofia del Cantiere d’Arte e di cui la compagnia sassarese ha maturato grande esperienza nel corso della sua pluridecennale attività. Così la costruzione scenica ha preso forma col materiale umano, accettando e vincendo la sfida di coinvolgere il più possibile musicisti, attori, danzatrici locali ma amiche semplici residenti così come è nella tradizione della manifestazione.

La rappresentazione è andata in scena a Montepulciano il 21 e il 23 luglio per poi spostarsi in alcuni centri vicini: a Castelmuzio il 24 luglio, a Cetona il 25 luglio e a San Casciano dei Bagni il 26 luglio. La presenza nello spettacolo dei migranti ha aggiunto un messaggio più che mai attuale: i sette ragazzi di colore hanno danzato e poi lottato con i “bianchi” sino a un finale in cui, aggrappati a una leonardesca macchina per il volo, hanno intonato un intenso canto africano. La performance ha avuto come attori principali Kramers e Savioli che, lanciati in scena “senza rete”, sbagliavano gli attacchi e incorrevano in tutta una serie di errori, e infine venivano mandati via per aver sbagliato tempi ed entrata in scena. Gli stessi attori più tardi si presentano in sontuosi abiti barocchi realizzati da Claudia Spina, il cui eccellente lavoro cromatico ha dato unità a un insieme multietnico e multidisciplinare senza appiattire le singole identità; i costumi barocchi costituivano peraltro una chiara allusione al testo di Calderòn de la Barca per il gioco dell”apparire, dell’ostentare un ruolo; il riferimento a Calderòn era presente anche nell’uscita di scena dei due attori protagonisti che interagivano con una gran macchina barocca, una fra le tante sorprendenti macchine costruite da Puccio Savioli, macchine che si illuminano, si accendono o fanno fuoco e scintille.

“Se abbiamo imparato qualcosa da Calderòn – sottolinea Maria Paola Cordella che oltre a curare la regia è stata onnipresente in scena – è che la vita ha luogo in ogni dove e se il teatro è vita può trovare spazio e ragione d’essere in ogni luogo; e siccome la nostra vita è fare teatro è stato questo che abbiamo fatto per venti giorni. Costruendo, adattando e modificando il racconto a seconda dei tempi, dei mezzi e dei luoghi.” Così Castelmuzio con la sua conformazione di piccolo borgo salotto è stata un’occasione per mutare la struttura del canovaccio in una parata condivisa e seguita da un fiume di gente incantata e divertita. E una nuova opportunità di trasformazione è stata proprio l’ultima replica di San Casciano dei Bagni dove, causa pioggia, si è dovuto ripensare il canovaccio e adattare la struttura all’interno di un piccolo teatro che, gremito di gente come non si vedeva da anni, ha preso vita in ogni suo angolo e si è rivelato una magica cornice per un’ultima replica che si è trasformata in un ennesimo debutto. 

 

Theatre en Vol. Il gran mondo del teatro
Interferenze teatral-musicali da Pedro Calderón de la Barca
Maria Paola Cordella drammaturgia e regia
Dominga Giannone musiche originali
Alfredo Puglia, Luca Tilloca paesaggi sonori
Puccio Savioli costruzione, scenografia, attore
Michèle Kramers co-regia, attrice
Claudia Spina costumi, allestimenti
Alberta Palmisano coreografie

In scena Theatre en Vol con Dominga Giasone e l’Ensemble Calderon frutto del laboratorio preparatorio:
Sara De Melas, Gaia Lorenzetti, Giovanna Manganiello, Roberta Rossellino DanzAttrici
Marta Parri, Emma Bali, Giacomo Matelloni, Pietro Torrini, Bakari Sonko Sonko, Ismaila Sane, Bassirou Ndiaye, Elhadji Mbodji, Samba Balde, Abdou Salam Gassama, Ngalli Diafne coro
Francesco Giannone alla tromba