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Sanremo 2026, Luchè chi è: gli esordi, l’infanzia difficile, la polemica con Salmo

Dal debutto al Festival con “Labirinto” al racconto della sua infanzia a Napoli e delle sfide personali: il percorso artistico e umano di Luchè tra musica, rinascita e verità

di Redazione
24 Febbraio 2026
in Musica
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(Adnkronos) – Luchè è uno dei 30 concorrenti del Festival di Sanremo 2026. Quella di quest’anno è la prima partecipazione per il rapper napoletano che debutta all’Ariston nella 76esima edizione con il brano “Labirinto“. 

Luchè, nome d’arte di Luca Imprudente, nasce a Napoli il 7 gennaio 1981 ed è conosciuto come rapper e produttore discografico italiano. Dopo un periodo di lavoro come ambulante, a 19 anni decide di andare a Londra e inizia a lavorare per darsi delle opportunità con la musica. Si inserisce nel mondo della musica nel 1997 insieme all’amico Ntò con il quale fonda il gruppo Co’Sang, inizialmente affiancato da Denè e Dayana. Poco dopo, Denè e Dayana lasciano il progetto e i Co’Sang diventano ufficialmente un duo. 

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Dopo lo scioglimento dei Co’Sang nel 2012, che l’ha segnato emotivamente, si trasferisce a Londra e decide di aprire una pizzeria con un amico. Luchè avvia la carriera solista con l’album L1, collaborando con artisti come Club Dogo, Marracash ed Emis Killa. Entra inoltre nel collettivo Roccia Music e avvia un’attività imprenditoriale tra Londra e New York con la pizzeria CoCo. Nel 2014 pubblica L2 e fonda il brand di abbigliamento Black Friday. 

Nel 2022 pubblica Dove volano le aquile che debutta direttamente al primo posto della classifica FIMI. 

Finita al centro delle polemiche la sua faida con Salmo nel 2023 quando i due si sono scambiati frecciate a colpi di barre: Luchè pubblica Estate dimmerda 2, risposta ironica al brano Estate dimmerda di Salmo (2017), dopo essere stato citato in 64 Bars. A distanza di sole 24 ore arriva la replica di Salmo con Dove volano le papere, evidente richiamo al titolo dell’album di Luchè. “Oggi gli stringerei la mano, senza affrontare il discorso, perché per me c’è poco da dire”, ha detto il rapper dopo tempo.  

Ospite nel podcast di Luca Casadei a One More Time, Luchè ha parlato della sua infanzia complicata vissuta nelle periferie di Napoli e segnata anche dalla separazione dei suoi genitori. “I miei sono persone di cultura, sono degli insegnanti, mia madre ha preso anche una seconda laurea come medico. Questa è stata la mia fortuna perché sono cresciuto negli anni della ferocia della periferia napoletana. Sono stato un bambino estremamente difficile da controllare, ero esuberante. I miei genitori non hanno avuto un rapporto bello tra loro; infatti, poi si sono separati quando avevo 14/15 anni”. 

Il rapper ha raccontato di aver vissuto una situazione estrema in prima persona: “Avevo 18 anni. Questo ragazzo mi caricò la pistola in testa, però non sparò. Litigammo per una cosa futile. Non andammo via, ero in macchina con degli amici e poi loro tornarono, erano andati a prendere evidentemente la pistola, quando ci vide ci tagliò la strada e noi fummo costretti a frenare. Noi provammo a scendere ma con dei calci ci chiusero di nuovo in macchina e con il manico della pistola mi ruppe tutto il vetro addosso, avevo pezzi di vetro ovunque e mi caricò la pistola in testa, però non mi sparò”. 

La gestione dell’ansia che spesso tormenta la sua quotidianità: “Io soffro di ansia. Ho dei breakdown nervosi. Una sensazione costante di sentirsi in ritardo, una corsa contro il tempo. Mi alzo e per me è già tardi e quindi vivo tutto in ansia. Non riesco neanche ad allenarmi con la musica perché inizio a pensare e sono già in studio con la testa. Soffro di attacchi di panico ancora oggi, ho imparato a gestirli con il respiro”. 

A ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, l’artista ha raccontato che il brano è una canzone che dice molto di lui: “Succede a tanti di sentirsi prigionieri in un labirinto, specie a chi ha un’anima sensibile. Quanto a me, sto ancora cercando la via d’uscita. Sono una persona complicata, che non si accontenta di essere ‘abbastanza’, ma vuole spingersi oltre, anche fallendo, ma spesso anche vincendo”.  

“Labirinto”, il testo della canzone di Luchè

Io non so come ci si lega ma so bene quanto vale un contratto 

Nulla è per sempre nel rimorso l’odio annega potevamo rimanere in contatto 

E invece niente siamo polvere sui mobili dentro una casa vuota 

L’orgoglio è un brutto vizio ed io il bambino che ci gioca 

Mai stato troppo in alto mai caduto nella droga 

La notte è nera asfalto aspetto l’alba che mi trova 

Un po’ di luce 

Adesso che non riesco più ad immaginarti 

E non ho voce 

Nemmeno per gridare che lo so che parti 

Solo per stare lontano via da me 

Stai meglio lontano via da me 

Non abbiamo più scuse 

Quanto ci vuole per dimenticarsi 

E quello che so di te 

È che sei bella come una bugia 

Detta per non piangere 

Non piangere 

Non dormirò più tra le braccia tue 

In questo labirinto siamo in due 

E quello che so di te 

Nasconde un po’ di me 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Non conta l’ego contano i concetti 

Nessuno l’ha capito competiamo con noi stessi 

Forse più salgo in alto più non vedo i miei difetti 

Quando non so chi sono 

Me lo urlano ai concerti 

Di crisi già ne ho avute 

L’inverno con le tute 

Le corse e le cadute 

Scontrarsi a mani nude 

Mentre gli altri giocano 

Io mi distinguo tra pochi che osano 

E troverò 

Un po’ di luce 

Adesso che non riesco più ad immaginarti 

E non ho voce 

Nemmeno per gridare che lo so che parti 

Solo per stare lontano via da me 

Stai meglio lontano via da me 

Non abbiamo più scuse 

Quanto ci vuole per dimenticarsi 

E quello che so di te 

È che sei bella come una bugia 

Detta per non piangere 

Non piangere 

Non dormirò più tra le braccia tue 

In questo labirinto siamo in due 

E quello che so di te 

Nasconde un po’ di me 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Le chiavi dell’uscita 

Le ho messe nelle mani tue 

Ma in questo labirinto siamo in due 

Siamo in due 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi 

Di Noi 

Anche se poi te ne vai 

Non ti scordare di me 

Di me 

Di Noi. 

Tags: adnkronoscanzone italianaFestival di SanremoLuchèmusicaRai 1ultimora
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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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