Nel contesto della XLV edizione del festival Spaziomusica prende forma a Cagliari un progetto che mette al centro il processo creativo più che il risultato finale. “STRATA – Fields of Unknown Turbulence”, ideato da Alessandro Carboni e Danilo Casti, nasce come una ricerca performativa e sonora che abbandona strutture prestabilite per lasciare spazio all’interazione tra corpo, suono e ambiente.
Il lavoro si sviluppa attraverso una residenza artistica di dieci giorni negli spazi di MAP – Make Arts Possible, in via Carbonia 14, e culminerà mercoledì 15 luglio alle ore 20 con una restituzione pubblica aperta. L’appuntamento rappresenta un momento di condivisione di un percorso che si costruisce progressivamente, senza una forma definita in partenza.
Più che uno spettacolo tradizionale, STRATA si configura come un sistema aperto in cui ogni elemento contribuisce a ridefinire continuamente l’equilibrio complessivo. Azioni, suoni e movimenti si intrecciano generando configurazioni temporanee che evolvono nel tempo, rendendo ogni esito non completamente prevedibile. La ricerca si fonda sull’idea che la forma emerga dall’interazione tra artisti e spazio, trasformando l’imprevedibilità in una componente attiva del processo creativo.
Alla base del progetto c’è l’incontro tra Alessandro Carboni, performer e ricercatore interdisciplinare, e Danilo Casti, compositore elettronico ed elettroacustico, che da anni condividono percorsi tra danza contemporanea, ricerca sonora e pratiche ibride. Con STRATA avviano un nuovo capitolo della loro collaborazione, concentrandosi sui processi emergenti all’interno di sistemi complessi e sulle modalità con cui corpo e suono possano generare nuove forme attraverso la relazione.
La ricerca dialoga con modelli stocastici e assume l’incertezza come condizione generativa. In questo contesto, il concetto di unknowing diventa centrale: non come assenza di conoscenza, ma come disponibilità ad abitare ciò che non può essere previsto. La conoscenza si costruisce quindi nel presente, attraverso l’azione e l’ascolto, in un continuo adattamento alle trasformazioni del contesto.
Il percorso artistico dei due autori riflette una pratica orientata alla ricerca. Alessandro Carboni ha sviluppato il proprio lavoro tra Europa e Asia, indagando le relazioni tra corpo, spazio e linguaggio, mentre Danilo Casti, attivo dai primi anni Duemila, esplora la composizione elettronica e le installazioni attraverso metodologie generative. STRATA rappresenta così l’avvio di una nuova indagine condivisa sulla creazione artistica in sistemi aperti e instabili, in cui forma e conoscenza emergono dall’interazione.



































