È uscito il 3 aprile “Canzoni Cattive per Bambini Buoni”, il disco d’esordio di Guido Dritto, un album indie folk di sette canzoni. Senza passare dal lancio di un singolo.

Non è da tutti dare una possibilità, in questi tempi difficili, ad un artista sconosciuto. Emerso dal nulla, all’improvviso, senza nemmeno passare per quell’interminabile gavetta, per tutti fatta di concertini, nei locali di nicchia. Questa è la breve e vera storia di Guido Dritto.

Va Dritto, Guido, Dritto per la sua strada. Un disco di contraddizioni lessicali e sbalzi d’umore, senza mai prendersi troppo sul serio. Si provi ad ascoltare “La Canzone più Triste del Mondo” per averne un’idea. D’altronde chi scrive “la Katambra del Kantabrico, la monzamba del Monzàmbico” dimostra di saper fare il suo mestiere, convinto che le più importanti riviste del settore ne parleranno.

Il giovane Guido Dritto, timido, riservato e introverso per natura, non ama parlare di sé. Alla richiesta di maggiori informazioni su di lui, citando Bob Dylan, risponde: «Non chiedetemi nulla, potrei rispondere con la verità». Signore e signori, ecco Guido Dritto: la nuova star del panorama indie-folk italiano.