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Ginevra Lamborghini, “Isola grattacielo”: un inno alla rinascita dopo la sofferenza

La cantante parla del suo rapporto con una famiglia disfunzionale e del percorso di introspezione che l'ha portata a perdonare e a trovare la propria voce

di Redazione
7 Dicembre 2023
in Musica
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
76 2
Ginevra Lamborghini
31
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“Brilli con i capelli di seta
In silenzio che fai quasi pena
Dimmi lo senti il gelo
Sull’Isola grattacielo
Richiamo ginevra
Che non tornava a cena
E voleva volare in alto
Ma con ali di cera”

“Isola grattacielo” è l’ultimo singolo di ginevra Lamborghini, scritto da ginevra con Mida, Gianmarco Grande, Tommaso Santoni (rondine), Dalila Bizzini, distribuzione Ada Music Italy. Per il video, la regia è di Riccardo Sanmartini (in arte Samma), la direzione artistica di Dalila Bizzini, stylist Michela Isola.

“Isola grattacielo” pop, trasversale con un pizzico di elettronica, molto radiofonico e di facile ascolto nasce dall’esigenza forte, di ginevra Lamborghini di uscire allo scoperto, parlando di sé senza giri di parole ed una schiettezza che sono frutto di un lungo percorso di introspezione ed analisi: “Isola grattacielo nasce dall’esigenza di tracciare un percorso artistico che mi identificasse. Sono ri-partita da me con un racconto intimo in cui metto a nudo una parte molto privata e il mio rapporto con una famiglia disfunzionale. Finalmente, ho guardato in faccia tutta la sofferenza che ho tenuto dentro, per tanto. Ho affrontato i mei demoni e ho cercato di curarmi senza nascondermi. Mi sono resa conto che anche a posteriori, continuavano a mangiarmi dentro condizionando la mia esistenza. Ho perdonato e oggi credo di poter abbracciare le mie emozioni. Tutto ha un senso, ognuno di noi ha il suo percorso e probabilmente anche questa sofferenza mi ha aiutata a crescere trasformando le difficoltà, le mancanze, in bellezza da condividere”.

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Il video, con la stessa sincerità, scandaglia attraverso le immagini, l’animo dell’artista che sceglie di avere accanto la ginevra bambina che è la parte più emotiva, quella che ha tenuta nascosta per tanto tempo.

Una sorta di limbo bianco, a rappresentare il subconscio dove si mette a nudo sdoganando ricordi e momenti di vita privati, ricordandoci come spesso le vite degli altri, da lontano, ci possano sembrare luccicanti e perfette, anche quando non lo sono: “Incontro la me bambina e ci faccio pace, la rassicuro dicendole di non avere paura, che andrà tutto bene e insieme ce la faremo. Il testo coinvolge anche i miei fratelli e la presa di coscienza che nonostante vivessimo in una grande casa, bella e così alta da sfiorare il cielo, non eravamo perfetti e la nostra famiglia non era quella del Mulino Bianco: cinque isole in un mare invisibile, questa è l’immagine che ci ritrae; nel periodo più buio, che ha preceduto la separazione dei miei, la casa si riempiva di silenzio ed ognuno di noi si richiudeva nella propria “isola”, nella propria camera. Ciascuno ha dovuto fare i conti con il proprio dolore, da solo. Mi sono messa a nudo e oggi voglio potermi esprimere liberamente, tracciando la mia rotta, artistica e di vita e l’unico modo per farlo è guardarmi dentro, perdonare, fare tesoro dell’esperienze vissute, accettando le mie fragilità per cercare di diventare migliore”.

“Siamo 5 isole
In un mare invisibile
E io vedo male male male
Oh, ma che voglia di gridare
Siamo soli al sole
Come tristi Maldive”

Dal bianco, quasi abbacinante, lo spazio vuoto diventa una caverna abissale con un bagliore che la guida verso la luce, altrove. L’epilogo di questa introspezione, di questo viaggio interiore, è lasciato alla sensibilità, all’intuizione di chi guarda: è l’invito, l’incoraggiamento a non sentirsi mai “finiti” ma a cercare dentro di noi le risorse per venirne fuori, per ritrovare il nostro sentiero. Oggi, nonostante un’ombra di malinconia di una bambina che è dovuta crescere in fretta, c’è tutta la determinazione di una giovane donna che sa esattamente quello che vuole e consapevolmente, disegna il proprio percorso.

Oggi, ginevra Lamborghini affida questo importante messaggio alla musica e alla sua universalità, nella speranza che arrivi a tanti, a tutti.

Tags: ginevra Lamborghinimusica
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  • 🌼 Bianco, profumato e sorprendentemente resistente: il giglio di mare è uno dei tesori più delicati delle dune sarde. Conosciuto come Pancratium maritimum o “su lillu de mari”, cresce sulla sabbia sfidando sole, vento e salsedine, regalando una fioritura che accompagna l’estate fino all’autunno. 🌊  Dietro i suoi petali candidi vive anche una leggenda antica, quella della giovane pastorella dai capelli biondi e del fiore nato sulle rive dell’Isola. Un simbolo di bellezza fragile, oggi protetto e da non raccogliere. ✨  🌿 Per conoscere caratteristiche, curiosità, leggenda e ragioni della sua tutela, leggi l’articolo completo di Raffaella Piras su SHmag.it  Per non perdere le prossime storie, curiosità e meraviglie della Sardegna, entra nel canale di S&H Magazine: il viaggio continua qui 👇🏻
  • Forza, creatività e radici: sono gli elementi al centro di Donne dell’isola, il progetto nato da Gabriella Campus e Sabrina Maccioni per raccontare le donne sarde che costruiscono, innovano e valorizzano il territorio. 🌿  Attraverso Instagram, YouTube e Substack, le due ideatrici danno voce ad artigiane, imprenditrici, custodi di antiche tradizioni e pioniere del cambiamento. Dai mestieri del passato alle nuove attività, ogni storia mostra una Sardegna autentica, fatta di coraggio, dubbi, scelte e voglia di restare. ✨  📲 Scoprite il progetto e le sue protagoniste nell’articolo di Chiara Medinas: la storia completa è su SHmag.it
  • 🌙 La bardana: quando la notte portava paura in Sardegna.
Nell’Ottocento, tra Barbagia e Gallura, un fenomeno criminale unico ha segnato i villaggi sardi.  Gruppi di cavalieri armati, coordinati da “su bardaneri”, pianificavano assalti notturni a dimore e stazzi isolati. Niente venerdì: la scaramanzia faceva parte del codice. 🐴⚔️  Tortolì, 13-14 novembre 1894 🗡️
Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
#Sardegna #StoriaSarda #Bardana #Barbagia #Gallura
  • 🌿🎥 Una Sardegna autentica, fatta di luoghi, persone e tradizioni che continuano a sorprendere. È il cuore di @quandocigira, il progetto di travel storytelling nato dalla passione di Manuela Fiori e Andrea Sini, content creator sardi che hanno trasformato l’amore per il territorio in un racconto continuo.  Dai borghi meno conosciuti alle tradizioni antiche, passando per artigiani, musicisti e comunità che custodiscono l’identità dell’isola, ogni episodio diventa un tassello di un mosaico più ampio: quello di una Sardegna viva, raccontata con rispetto, curiosità e autenticità. 🏞️🎶  Il progetto si sviluppa su più piattaforme, da YouTube a Instagram, con format che uniscono narrazione, immagini e video per scoprire angoli nascosti e storie inedite. 📱✨  🔗 Su SHmag.it, Chiara Medinas racconta la loro storia, le passioni che li animano e la visione dietro i loro contenuti. Il link per leggere l’articolo completo è anche nel nostro Canale.
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  • 🧙🏻‍♀️ Julia Carta non era una strega. Era una donna che il tempo non ha cancellato.  Julia Casu Masia Porcu nacque intorno al 1561 a Mores, in una famiglia segnata dalla povertà e dall’analfabetismo. A circa 25 anni si sposò e si trasferì nella vicina a Siligo.  🧉 Aveva appreso dalla nonna conoscenze terapeutiche: curava, preparava rimedi, aiutava chi si rivolgeva a lei.
Ma quelle stesse persone finirono per accusarla.  👨🏻‍⚖️ Processata due volte dal Tribunale dell’Inquisizione spagnola di Sassari, condotta nel Castello Aragonese, minacciata di tortura: Julia confessò sotto terrore. La pena fu di tre anni, poi tornò a Siligo.  Ma le accuse ripresero. Un secondo processo.
Dell’esito finale non si hanno certezze. Le sue tracce si fermano nel 1614, nel National Historical Archive di Madrid.  Probabilmente non fu arsa sul rogo. Riuscì a salvarsi.  🌑 La sua storia è rimasta nella memoria di Siligo, che nel 2025 è entrata nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.  Julia non fu una martire.
Non fu una strega.
Fu una donna fuori dal tempo.  👉 La storia completa di Raffaella Piras ti aspetta su SHmag.it 📰  #JuliaCarta #Siligo #cittàdellestreghe
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