Solosophia torna sulla scena musicale con “Giovanna d’Arco”, un nuovo brano che fonde le atmosfere del dark pop con suggestioni drum and bass, costruendo un paesaggio sonoro denso di contrasti. Attraverso un intreccio di tensione emotiva e visioni simboliche, il singolo racconta l’essenza di un’umanità fragile, in costante equilibrio tra il dolore e la ricerca di significato.
Al centro della narrazione, la figura di Giovanna d’Arco viene ripensata come archetipo di resistenza e autodeterminazione. L’eroina medievale si trasforma in una presenza contemporanea, emblema di una forza femminile che attraversa i secoli e che ancora oggi rappresenta la fatica e la determinazione di chi lotta per essere ascoltata e riconosciuta.
Il brano si muove tra chiaroscuri sonori, dove il buio e la luce diventano metafore di una realtà collettiva segnata da contraddizioni e speranze. In questo gioco di opposti, Solosophia trasforma il dolore in energia condivisa, costruendo un’esperienza musicale che unisce introspezione e tensione sociale.
Dietro il progetto, curato dalla cantautrice Sophia Murgia, si riconosce un lavoro corale che coinvolge Tatiana Monteriù alle chitarre, Rocco Pontillo alla batteria e la produzione di Daniele Vantaggio, Sergio Buraggi e Gaetano Mazzitelli. “Giovanna d’Arco” prosegue così un percorso di ricerca artistica che intreccia identità personale e dimensione collettiva, mantenendo viva la riflessione sul ruolo della musica come atto di espressione e consapevolezza.
Il videoclip, diretto da Matteo Varchetta, nasce in Sardegna, tra i paesaggi del Nuorese e i vicoli di Mamoiada, luogo d’origine dell’artista. Girato in parte nella casa di famiglia e nella sede dei Mamuthones dell’associazione culturale Atzeni, il video restituisce un legame profondo con la memoria e le tradizioni del territorio. Le immagini dialogano con il tema del brano, evocando la forza arcaica e simbolica della cultura matriarcale sarda, in un equilibrio tra radici e contemporaneità. Tra le scenografie naturali spiccano anche i panorami del Parco di Sant’Onofrio di Nuoro, punto d’incontro tra storia e paesaggio.
Sophia Murgia, laureata in Music Performance e attiva anche come docente, ha costruito negli anni una carriera che unisce esperienze nazionali e internazionali, partecipando a festival come l’Isle of Wight e il Red Valley, e condividendo il palco con artisti come Elisa, Tiromancino, Gemitaiz e Sfera Ebbasta. Dopo il riconoscimento ottenuto nel 2025 con il Premio Mario Cervo per il disco d’esordio “Anima Viola”, l’artista continua a esplorare nuovi territori espressivi, confermando la capacità di trasformare il racconto personale in un linguaggio universale.



































