Sono trascorsi 4 anni dall’ultima regia di Steven Spielberg: dopo “The Fabelmans”, arriva infatti nelle sale l’11 giugno l’attesissimo “Disclosure Day”, che segna il ritorno a un tema caro al regista, oltre che particolarmente fortunato sia in termini di apprezzamento della critica che di successo al botteghino.
Le informazioni principali sulla trama, finora, sono trapelate quasi esclusivamente dal trailer rilasciato da Universal Pictures due settimane fa; ancora una volta, sul grande schermo, l’umanità deve fare i conti con l’esistenza -reale o presunta tale- della vita extraterrestre, ma soprattutto con il tentativo, da parte di un potere oscuro e censorio, di nascondere la verità al riguardo.
Spielberg, dunque, torna a parlare di alieni, dopo “Incontri ravvicinati del terzo tipo” (1977), “E.T.” (1982) e “La guerra dei mondi” (2005), e affida il soggetto di “Disclosure Day” a un collaboratore storico, David Koepp, per la sceneggiatura, scegliendo ancora una volta di interrogarsi su grandi questioni politiche e sociali attraverso un film di genere, che sia capace di raccontare la realtà più di quanto una lettura superficiale della trama possa lasciare intendere.
A metà tra fantascienza e spy-story, la pellicola vede la meteorologa interpretata da Emily Blunt parlare con la voce di un’entità aliena nel bel mezzo di una diretta televisiva; come prevedibile, il fatto scatena un’ondata scomposta di reazioni, che vede schierati su due fronti apparentemente opposti il giovane ribelle a cui presta il volto Josh O’Connor -un insider man che ha rubato delle informazioni sensibili ed è deciso a condividerle con il mondo- e l’uomo di potere intenzionato a mantenere il segreto, interpretato da Colin Firth.
Di certo, il film riserverà ben più di una sorpresa; la verità, infatti, appare sfuggente ed è forse questo il messaggio più importante che Spielberg consegna al pubblico, riservando un’attenzione particolare al tema della narrazione e del controllo delle notizie, che mai come in quest’epoca sedotta dall’Intelligenza Artificiale sono soggette a manipolazione.
Tra le più recenti fonti d’ispirazione per il film, del resto, potrebbe esserci la vicenda di David Grusch, ex ufficiale dell’Intelligence e veterano dell’Air Force, che nel 2023 ha denunciato al Congresso degli Stati Uniti l’insabbiamento di informazioni relative a resti biologici non umani e mezzi extraterrestri posseduti, a suo dire, dal Governo USA; le prove di questi UAP (Unidentified Anomalous Phenomena) a tutt’oggi non sono state rese pubbliche, ma Grusch è ancora impegnato nella propria ricerca della verità.
Con “Disclosure Day”, dunque, Spielberg esplora il mistero della vita extraterrestre da una prospettiva diversa rispetto alle sue pellicole più famose sullo stesso tema, capaci di segnare l’immaginario di intere generazioni; se “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, infatti, ha raccontato con un approccio poetico l’incontro tra esseri umani e alieni, attraverso alcuni personaggi outsider -come l’elettrotecnico Roy Neary (Richard Dreyfuss)- prescelti per essere un ponte tra mondi diversi, “E.T.” ha sviluppato il tema del primo contatto con gli extraterrestri dal punto di vista dell’infanzia.
Risulta difficile immaginare un essere vivente -qualunque sia il suo pianeta di provenienza- che non si emozioni per la tenera amicizia tra il piccolo Elliott (Henry Thomas) e l’altrettanto giovane alieno dimenticato sulla Terra dalla sua astronave: con l’extraterrestre creato da Carlo Rambaldi, che ha popolato i sogni di bambine e bambini, ancora una volta Spielberg si è fatto portatore di un racconto edificante dell’incontro tra umani e alieni.
“Disclosure Day” -letteralmente “il giorno della rivelazione”- affronta questo tema da una prospettiva più problematica, figlia dei tempi attuali, proprio come è accaduto per “La guerra dei mondi” nel 2005; Spielberg, ancora con la sceneggiatura di David Koepp, ha infatti portato sul grande schermo il romanzo omonimo di H.G. Wells, ponendo al centro di una violenta invasione aliena l’antieroe Ray Ferrier (Tom Cruise), pessimo padre e marito, riflesso di un’umanità senza speranza e di un mondo traumatizzato dell’attacco alle Torri Gemelle.
In attesa di scoprire quale sarà la vera natura dell’invasione in questo film -tenendo bene a mente che nel trailer non compaiono mai gli alieni e a mala pena si suggerisce la forma di un disco volante-, a moltiplicare l’attesa per l’uscita di “Disclosure Day” è la colonna sonora, che rappresenta una nuova tappa nella cinquantennale collaborazione di Spielberg con il compositore John Williams, oggi novantaquattrenne; Williams aveva ipotizzato di ritirarsi nel 2022 dopo “The Fabelmans”, ma il nuovo film di fantascienza dell’amico Steven Spielberg ha convinto perfino lui a tornare a comporre. Decisamente un buon segno, per tutti gli amanti del cinema.



































