È stato inaugurato a Sassari, in via Fancello 1, “L’Albero Azzurro”, il nuovo centro semiresidenziale dedicato alle persone fragili che necessitano di assistenza e di contesti di socialità protetta. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Giuseppe Mascia, l’ex sindaco Nanni Campus, Monsignor Antonio Tamponi, amministratore diocesano dell’Arcidiocesi di Sassari, Carla Fundoni, presidente della Commissione Sanità della Regione Sardegna, Antonio Piu, assessore regionale ai Lavori Pubblici, e Lalla Careddu, assessora comunale alle Politiche sociali e Pari opportunità. L’evento è stato accompagnato dagli intermezzi musicali del Coro di Nulvi, che ha salutato con il canto l’apertura ufficiale della struttura.
Il progetto nasce dall’iniziativa di Tore Sanna e del figlio Enrico, che hanno deciso di destinare una loro proprietà a un luogo di accoglienza. Tore Sanna, nel suo intervento, ha ricordato come la sua esperienza professionale lo abbia messo in contatto con molte persone sole e vulnerabili. Da lì, la scelta di dare vita a uno spazio capace di offrire non solo cure, ma anche ascolto e compagnia. “L’Albero Azzurro avrà una connotazione familiare”, ha aggiunto il figlio, “un posto sereno dove gli ospiti si sentiranno accolti e sostenuti”.
La direttrice sanitaria Maria Rita Piras ha illustrato gli obiettivi del centro, rivolto in particolare a anziani che vivono situazioni di isolamento ma non presentano gravi disturbi del comportamento. «L’obiettivo è non aspettare che la malattia sia troppo avanzata, ma intervenire prima, facendo prevenzione e rallentando il declino cognitivo», ha spiegato. La dottoressa ha richiamato anche il ruolo di supporto ai caregiver, spesso lasciati soli di fronte alla fragilità dei propri cari.
Il centro dispone di venti ambienti dedicati ad attività occupazionali come giardinaggio, cucina, sartoria e pittura. «La terapia occupazionale è fondamentale – ha sottolineato Maria Rita Piras – e prevede programmi individualizzati per valorizzare le competenze di ciascun ospite».
Il sindaco Mascia ha definito l’iniziativa «un esempio concreto di cooperazione tra pubblico e privato», evidenziando come il tema dell’invecchiamento attivo rappresenti una priorità per il territorio. Monsignor Tamponi, richiamandosi al logo della struttura, ha aggiunto: «La scelta dell’albero è significativa, richiama qualcosa di vitale. Il seme mi sembra ottimo, perché nasce ricco di umanità».
L’Albero Azzurro potrà contare su un’équipe multidisciplinare di medici, educatori, psicologi e terapisti, oltre a un cuoco che curerà l’alimentazione degli ospiti. Il centro sarà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 17:30, come punto di riferimento per chi intende affrontare la fragilità non come solitudine, ma come condivisione quotidiana.



































