Cagliari entra nel ristretto gruppo delle città italiane che sperimentano l’idrogeno nel trasporto pubblico. Dopo Bolzano e Bologna, il capoluogo sardo diventa la terza realtà nazionale a introdurre autobus alimentati da celle a combustibile, segnando un passaggio decisivo nella strategia di transizione energetica avviata da CTM.
La presentazione dei mezzi, avvenuta a Quartu Sant’Elena, rappresenta un punto di svolta per la mobilità metropolitana. I tre nuovi autobus a idrogeno, destinati alle linee suburbane 9 e 19, sono parte di un piano di investimenti da circa 150 milioni di euro che punta a trasformare integralmente la flotta aziendale in una realtà a zero emissioni. Un traguardo che, secondo la pianificazione, sarà pienamente raggiunto entro il 2030.
Oggi CTM serve oltre 320.000 residenti nell’area metropolitana di Cagliari, gestendo 32 linee e circa 43 milioni di viaggi ogni anno. L’introduzione dell’idrogeno si inserisce in questo contesto come tappa di un percorso di innovazione industriale e ambientale già avviato, orientato a migliorare sia l’efficienza del servizio sia la sostenibilità complessiva del sistema di trasporto.
Nel corso dell’inaugurazione, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa: «Questa mattina, a Quartu, il CTM ha presentato tre autobus a idrogeno, i primi in Sardegna, acquistati con fondi PSNMS della Città metropolitana di Cagliari. Serviranno le linee 9 e 19». Zedda ha poi ricordato che «i mezzi elettrici, già un centinaio, saranno quasi trecento grazie a fondi di finanziamento. Entro il 2030, tutti gli autobus circoleranno a zero emissioni».
Parallelamente, il Comune prosegue gli interventi sulle infrastrutture di ricarica e i servizi accessori: è in corso la realizzazione del polo di viale La Plaia, mentre si valuta l’estensione annuale di servizi già sperimentati, come la circolare notturna estiva e le navette dedicate durante le festività.
La scelta delle linee 9 (Cagliari-Decimomannu) e 19 (Quartu-Assemini) risponde a criteri tecnici. I nuovi Solaris Urbino Hydrogen da 12 metri garantiscono un’autonomia fino a 600 chilometri e tempi di rifornimento brevi, rendendoli ideali per i percorsi più lunghi e meno compatibili con veicoli elettrici a batteria. Le celle a combustibile producono solo vapore acqueo come scarto, eliminando le emissioni allo scarico.
Il sindaco di Quartu Sant’Elena Graziano Milia ha definito il progetto «un ulteriore passo avanti di un’azienda che negli anni è cresciuta molto e che nel settore del trasporto pubblico locale rappresenta una delle migliori realtà italiane». Milia ha sottolineato come l’idrogeno, offrendo «un maggiore chilometraggio rispetto all’elettrico», possa contribuire a rafforzare i collegamenti suburbani e supportare la mobilità intercomunale.
Per il presidente di CTM Fabrizio Rodin, l’introduzione dei bus a idrogeno completa un quadro di sviluppo più ampio: «Entro settembre raggiungeremo quota 236 autobus elettrici in servizio. Una volta completati i cinque siti di ricarica distribuiti strategicamente nel territorio, CTM disporrà di un sistema di trasporto pubblico pienamente sostenibile e integrato».
Con questo passo, Cagliari si posiziona dunque tra le città italiane più attive nella sperimentazione delle tecnologie a emissioni zero, delineando una mobilità urbana che punta a coniugare innovazione, efficienza e rispetto per l’ambiente.



































