Questa mattina, nella sede del Municipio di Cagliari, Claudio Ranieri ha ricevuto la cittadinanza onoraria, un riconoscimento che formalizza un legame costruito nel tempo tra l’allenatore e la città. La consegna della pergamena, approvata dal Consiglio comunale nel 2023, è avvenuta alla presenza del sindaco Massimo Zedda e del presidente del Consiglio comunale Marco Benucci, durante una cerimonia essenziale.
Nel suo intervento, Ranieri ha espresso il senso di appartenenza maturato negli anni: “Sono orgoglioso di far parte di voi”, ha dichiarato, ribadendo un rapporto che non si è mai interrotto neppure nei periodi trascorsi lontano dall’isola. Un legame che lo stesso tecnico ha più volte raccontato pubblicamente, definendo Cagliari come un punto di riferimento personale e professionale.
La carriera di Ranieri si intreccia infatti in modo significativo con la storia del club rossoblù. Dalla promozione dalla Serie C alla Serie A tra il 1988 e il 1990, fino al ritorno nella massima serie ottenuto recentemente attraverso i playoff, culminati con il gol decisivo di Leonardo Pavoletti al 94esimo minuto nella sfida di Bari, il suo percorso è stato accompagnato da momenti che hanno segnato la memoria sportiva della città. In mezzo, esperienze di rilievo internazionale, tra cui la vittoria del campionato inglese con il Leicester e incarichi alla guida di numerose squadre in Italia e in Europa.
La motivazione ufficiale del conferimento sottolinea non solo i risultati sportivi, ma anche il profilo umano dell’allenatore: “Uomo di sport e gentiluomo”, capace di rappresentare un patrimonio condiviso per la comunità cagliaritana. Il testo evidenzia come Ranieri sia stato apprezzato per qualità che vanno oltre il campo, tra cui la correttezza nei rapporti e la capacità di instaurare un legame diretto con le persone.
Durante la cerimonia, il sindaco Zedda e il presidente Benucci hanno posto l’accento su questi aspetti, ricordando come “lo stile, il garbo e la signorilità” abbiano caratterizzato la sua figura fin dagli inizi della carriera. Un tratto che, secondo i rappresentanti istituzionali, ha contribuito a rendere il riconoscimento condiviso trasversalmente: la decisione è stata infatti sostenuta sia dalla maggioranza sia dall’opposizione, in un contesto in cui lo sport si è dimostrato capace di unire oltre le differenze politiche.


































