Il sistema di certificazione del marchio Corallium rubrum ad Alghero supera le verifiche e consolida il modello di tutela del corallo rosso del Mediterraneo. Le ispezioni svolte dall’Organo di Controllo presso le 19 imprese aderenti hanno confermato il rispetto del disciplinare e del regolamento d’uso, con particolare attenzione alla tracciabilità della materia prima, alla conformità delle lavorazioni artigianali e all’utilizzo corretto del marchio nelle attività commerciali.
Il risultato delle verifiche, effettuate secondo il Piano dei controlli approvato dal Comitato di Garanzia, evidenzia un sistema che continua a garantire standard di qualità, autenticità e trasparenza lungo l’intera filiera. Alghero si conferma così uno dei principali riferimenti storici della pesca del corallo rosso in Sardegna, con quattro imbarcazioni autorizzate operative nei fondali della Riviera del Corallo, dove questa attività è documentata fin dal Trecento.
“Le verifiche si sono concluse con esito pienamente positivo”, afferma l’Assessora Ornella Piras, sottolineando che “tutte le imprese ispezionate sono risultate conformi ai requisiti previsti dal disciplinare e dal Regolamento d’uso del Marchio”. Un passaggio che rafforza la funzione del marchio come strumento di garanzia per cittadini e visitatori e come riferimento per la valorizzazione della produzione locale.
L’attività di controllo, coordinata dal Servizio Sviluppo Economico del Comune, proseguirà nel corso dell’anno con ispezioni a sorpresa, come anticipato dal comandante della Polizia Locale Salvatore Masala, per assicurare la continuità del rispetto delle regole e consolidare un sistema basato sulla tutela dei consumatori e sulla valorizzazione del comparto artigianale.
A dieci anni dall’istituzione del marchio, il percorso intrapreso si integra con nuove prospettive di cooperazione internazionale. L’amministrazione comunale ha annunciato la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa “Rete Mediterranea delle Città del Corallo”, pensato per sviluppare collaborazioni tra territori uniti dalla tradizione della lavorazione artistica del corallo. Il progetto punta a creare sinergie nei campi della ricerca, della formazione e della promozione turistica, oltre a sostenere la crescita economica della filiera.
“La cooperazione tra le città del corallo costituisce uno strumento efficace per la salvaguardia, valorizzazione e trasmissione di questo patrimonio alle generazioni future”, evidenzia Piras, richiamando il ruolo del network nel rafforzare la competitività delle imprese e il dialogo nel Mediterraneo.
Il sistema di certificazione si fonda su una struttura di controllo che coinvolge istituzioni e competenze tecniche. L’Organo di Controllo, composto da quattro membri tra cui la Polizia Locale, un rappresentante del comparto e un tecnico esterno, opera con funzioni di verifica e sopralluogo presso le imprese licenziatarie. A supporto del sistema interviene anche il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università di Cagliari, che contribuisce con attività di monitoraggio scientifico della pesca del corallo rosso.
Il biologo marino dell’ateneo, coinvolto nelle attività ispettive, coordina un programma di osservazione con ricercatori a bordo delle imbarcazioni autorizzate, raccogliendo dati utili alla gestione sostenibile della risorsa. Durante gli ultimi controlli si è svolto anche un confronto diretto con pescatori e osservatori scientifici sull’andamento della stagione, a conferma del legame tra ricerca, regolamentazione e tradizione produttiva.
Attraverso il marchio Corallium rubrum, Alghero consolida un modello che unisce tracciabilità, sostenibilità e tutela di una tradizione identitaria, mantenendo il controllo sull’intera filiera, dal prelievo in mare fino alla commercializzazione delle creazioni artigianali.



































