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S&H Magazine

Dire sì in Sardegna. Sposarsi tra paesaggi mozzafiato, clima perfetto e ottima cucina

di Alba Marini
29 Gennaio 2020
in Costume & Società, Sardegna
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
69 4
Cagliari wedding destination

Cagliari wedding destination

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Dire sì è uno dei momenti più romantici della vita. Che lo si faccia in due o davanti a parenti e amici, che lo si faccia in chiesa o in comune, che si indossi l’abito bianco o rosso, oppure lo smoking, il matrimonio rimane uno degli eventi a cui si riservano maggiori cure. Più che ai diciottesimi, più che alle feste di pensionamento. Dato il suo significato di unione di due anime che (generalmente) avviene una sola volta nella vita, l’organizzazione del matrimonio comincia mesi prima – se non anche un anno – del fatidico giorno scelto.

Partiamo appunto dalla data. Perché dire sì in Sardegna? Complice il desiderio di esotismo e la corsa al “singolare”, moltissimi sardi scelgono di sposarsi all’estero, magari ai Tropici, al caldo, sulla spiaggia. Ma c’è davvero così tanta differenza tra le location e il clima offerto dalla nostra isola e quello delle mete straniere più gettonate, da Zanzibar alla Polinesia? Forse no. Nei mesi caldi per eccellenza come luglio e agosto, le temperature in Sardegna superano i 30 gradi. Se un matrimonio al mattino o al primo pomeriggio sembra arduo da organizzare con una tale afa, i tramonti e le notti calde ma ventilate d’estate potrebbero essere la soluzione ideale per vivere al meglio questo giorno, per gli sposi e gli invitati. Ancor più gettonati – anche da chi, al contrario, giunge in Sardegna per sposarsi – sono i mesi caldi ma miti, come maggio, giugno e soprattutto settembre. In questi periodi dell’anno il clima si mitiga, scaldandosi in maggio dopo i mesi invernali e raffreddandosi leggermente verso settembre, quando i colori della magica isola iniziano a mutare in calde nuance autunnali.

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Foto AdobeStock | alex.pin

Ed è proprio per l’estrema varietà di colori che la Sardegna è il luogo ideale per dire sì, sia per i sardi doc sia per quelli d’adozione, ma anche per chi viene da molto più lontano. Dopo la scelta della data del matrimonio, subito dopo viene la scelta della location. Spesso non è facile mettere d’accordo gli sposi. C’è chi desidera un matrimonio “bucolico”, a contatto con l’aria pulita di campagna, chi ama invece la brezza marina e i più scenografici matrimoni in spiaggia. La Sardegna accontenta tutti: le sue cartoline balneari sono sicuramente le più famose, ma anche le piccole e nascoste chiesette di campagna, gli scenari montani e pedemontani della Barbagia e svariati agriturismi immersi nel verde della natura così come i grandi hotel possono riservare fantastiche sorprese.

Tra le location predilette dagli sposi per il loro matrimonio in Sardegna ci sono le spiagge di Villasimius, la più “in” Olbia con tutta la Costa Smeralda, da Porto Cervo a Porto Rotondo fino ad Arzachena, ma anche Cagliari, la pittoresca Castelsardo e la costa orientale dell’isola. Originalissima per i degustatori di vino ma non solo potrebbe essere l’idea di sposarsi in una tenuta vinicola. In un contesto simile sarà possibile anche fare dei fantastici scatti, le viti che si intervallano alle piante più tipiche della macchia mediterranea: gli ulivi. Nel caso in cui si opti per scelte particolari (ma anche per spiagge pubbliche e non associate a un albergo per esempio) per quanto riguarda la location, potrebbe essere utile rivolgersi a una wedding planner. In questo modo non ci si dovrà preoccupare di aggiungere stress allo stress informandosi per ottenere tutte le autorizzazioni.

Le location più esclusive? Vanno dal Forte Village a Santa Margherita di Pula alle Due Lune Resort a San Teodoro, dal Convento San Giuseppe di Cagliari (gettonatissimo per tutti i tipi di ricevimento) all’elegantissimo Colonna Pevero Hotel di Porto Cervo. Tra le chiese più belle e più romantiche dove dire sì, le Chiese di Sant’Anna, San Michele, San Domenico a Cagliari, la Chiesa di San Francesco ad Alghero e Stella Maris ad Arzachena.

Chiesa Stella Maris, Porto Cervo, Costa Smeralda. Foto AdobeStock | nextyle

Ma i motivi per dire sì in Sardegna non sono certo finiti. Per ultima (ma non ultima in quanto a importanza) viene la scelta del ristorante e del menù. La cucina sarda è varia quanto i paesaggi dell’isola. Mare e terra si fondono in pietanze tipiche e rivisitazioni capaci di accontentare i palati più difficili. Dai “classici” spaghetti con le arselle tipici delle coste, ai piatti più caserecci come l’agnello in umido, il porchetto arrosto e chi più ne ha più ne metta. E che dire dei dolci? I dolci sardi, dalle pardule ai dolci alle mandorle, sono spesso distribuiti alla fine della grande abbuffata post-matrimoniale.

Insomma, sposarsi potendo cambiare scenografia in pochi chilometri, dalla chiesetta di campagna per la celebrazione al ricevimento sul mare, dagli hotel a bordo piscina agli agriturismi e le vigne, è già un punto a favore per il romanticismo nella nostra isola. Ma non è finita qui: buon vino e buon cibo (oltre che vario) e clima perfetto rendono la Sardegna il luogo ideale per dire sì e iniziare il proprio “e vissero felici e contenti”.

Tags: matrimonioSardegnasposi
Alba Marini

Alba Marini

Copywriter e giornalista pubblicista, ama viaggiare con qualunque mezzo: gli aerei, le navi, la penna e la fantasia. Per lei la scrittura è una finestra sul mondo, capace di raccontare ogni cosa, anche ciò che non esiste.

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  • 🌙 La bardana: quando la notte portava paura in Sardegna.
Nell’Ottocento, tra Barbagia e Gallura, un fenomeno criminale unico ha segnato i villaggi sardi.  Gruppi di cavalieri armati, coordinati da “su bardaneri”, pianificavano assalti notturni a dimore e stazzi isolati. Niente venerdì: la scaramanzia faceva parte del codice. 🐴⚔️  Tortolì, 13-14 novembre 1894 🗡️
Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
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  • 🌿🎥 Una Sardegna autentica, fatta di luoghi, persone e tradizioni che continuano a sorprendere. È il cuore di @quandocigira, il progetto di travel storytelling nato dalla passione di Manuela Fiori e Andrea Sini, content creator sardi che hanno trasformato l’amore per il territorio in un racconto continuo.  Dai borghi meno conosciuti alle tradizioni antiche, passando per artigiani, musicisti e comunità che custodiscono l’identità dell’isola, ogni episodio diventa un tassello di un mosaico più ampio: quello di una Sardegna viva, raccontata con rispetto, curiosità e autenticità. 🏞️🎶  Il progetto si sviluppa su più piattaforme, da YouTube a Instagram, con format che uniscono narrazione, immagini e video per scoprire angoli nascosti e storie inedite. 📱✨  🔗 Su SHmag.it, Chiara Medinas racconta la loro storia, le passioni che li animano e la visione dietro i loro contenuti. Il link per leggere l’articolo completo è anche nel nostro Canale.
  • 📍 Il Bastione di Saint Remy è uno dei simboli più riconoscibili di Cagliari, ma la sua storia va ben oltre l’impatto visivo. Nato su antiche fortificazioni, racconta secoli di strategie difensive, trasformazioni urbane e memoria bellica ancora visibile nella città.  L’approfondimento completo è nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔎
  • 🧙🏻‍♀️ Julia Carta non era una strega. Era una donna che il tempo non ha cancellato.  Julia Casu Masia Porcu nacque intorno al 1561 a Mores, in una famiglia segnata dalla povertà e dall’analfabetismo. A circa 25 anni si sposò e si trasferì nella vicina a Siligo.  🧉 Aveva appreso dalla nonna conoscenze terapeutiche: curava, preparava rimedi, aiutava chi si rivolgeva a lei.
Ma quelle stesse persone finirono per accusarla.  👨🏻‍⚖️ Processata due volte dal Tribunale dell’Inquisizione spagnola di Sassari, condotta nel Castello Aragonese, minacciata di tortura: Julia confessò sotto terrore. La pena fu di tre anni, poi tornò a Siligo.  Ma le accuse ripresero. Un secondo processo.
Dell’esito finale non si hanno certezze. Le sue tracce si fermano nel 1614, nel National Historical Archive di Madrid.  Probabilmente non fu arsa sul rogo. Riuscì a salvarsi.  🌑 La sua storia è rimasta nella memoria di Siligo, che nel 2025 è entrata nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.  Julia non fu una martire.
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