Sarà Castelsardo, il 25 febbraio, a dare il via al ritorno del Giro della Sardegna, che dopo cinque tappe si concluderà il 1° marzo a Olbia, riportando sulle strade dell’Isola una corsa professionistica a tappe attesa da quindici anni. La manifestazione, organizzata dal GS Emilia, è la prima prova della terza edizione della Coppa Italia delle Regioni, progetto coordinato dalla Lega Ciclismo Professionistico e dalla Conferenza delle Regioni e Province autonome, che nel 2026 unirà 25 gare in 40 giornate attraversando 17 regioni italiane e assegnando la maglia blu Unioncamere.
Il tracciato sardo propone cinque giorni di gara che toccano tutte le otto province, collegando borghi costieri e centri interni e costeggiando siti archeologici e paesaggi emblematici. La prima tappa, da Castelsardo a Bosa, è la più lunga con i suoi quasi 190 chilometri e 2780 metri di dislivello: parte dalla costa, affronta le salite verso Osilo e Ossi, attraversa Sassari e Alghero, quindi propone la dura ascesa verso Villanova Monteleone prima della discesa e dei saliscendi verso l’arrivo di Bosa. «Il via ufficiale dinanzi alla Roccia dell’Elefante, oggi riconosciuta sito Unesco, unisce il prestigio dello sport alla storia millenaria del nostro territorio», sottolinea la sindaca di Castelsardo Maria Lucia Tirotto, che lega la corsa alla promozione del borgo e del nord ovest sardo.
Il giorno successivo la carovana si sposta a Oristano per la seconda tappa diretta a Carbonia, 136,3 chilometri e 1810 metri di dislivello lungo la costa occidentale, dove il vento può diventare un elemento tattico decisivo. Dopo un avvio pianeggiante e l’attraversamento del ponte di Marceddì, il percorso si fa ondulato con i gran premi della montagna di Genna Sciria, Colle di Buggerru e Montecani prima del finale in leggera ascesa verso il traguardo di via Manno.
La terza tappa, da Cagliari a Tortolì (168,1 chilometri, 1190 metri di dislivello), è quella con il profilo altimetrico più morbido, ma non priva di passaggi selettivi. Dal Poetto il gruppo risale la costa sud-orientale verso Villasimius, affronta le ondulazioni verso Punta Columbaris, poi si dirige sulla nuova statale 125 con tratti veloci intervallati da brevi salite fino al Gpm di Genna Cresia e a un finale pianeggiante ma tecnico nel centro di Tortolì.
Il giorno successivo il Giro entra nel vivo con la quarta tappa Arbatax–Nuoro, 153,6 chilometri e oltre 3000 metri di dislivello, indicata come la frazione più decisiva per la classifica generale. Dopo il via sul mare e un primo tratto pianeggiante, i corridori affrontano la lunga salita verso Genna Silana, tetto della corsa a 1002 metri, seguita dalla discesa spettacolare verso Cala Gonone e dalla ripida rampa in cemento verso Dorgali. Nel finale si susseguono le asperità verso Nuoro e soprattutto la salita di circa 12 chilometri verso Su Pradu–Orune, gran premio della montagna di prima categoria a 26 chilometri dal traguardo, prima della tecnica discesa e dell’ultima ascesa verso via Ballero. «
La chiusura è affidata alla quinta tappa Nuoro–Olbia, 177,3 chilometri e 1740 metri di dislivello, disegnata per un possibile arrivo a ranghi compatti ma esposta alle variabili del vento lungo la costa nord-orientale. Superata la lunga e regolare salita iniziale verso Su Pradu, il percorso diventa prevalentemente pianeggiante dopo i 50 chilometri, attraversando centri come Siniscola e San Teodoro, per poi toccare Golfo Aranci e rientrare verso Olbia. Gli ultimi chilometri si sviluppano tra ampie rotatorie e il rettilineo conclusivo di via Isola Bianca, dove è atteso l’epilogo della corsa.
Ai nastri di partenza del Giro della Sardegna saranno presenti 23 squadre, per un gruppo che rappresenta 26 nazioni, a testimonianza del profilo internazionale della corsa e dell’interesse attorno alla Coppa Italia delle Regioni. In gara figurano atleti come Filippo Zana (Soudal Quick-Step), ex campione italiano e vincitore di tappa al Giro d’Italia 2023, il compagno Gianmarco Garofoli, l’esperto scalatore Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), l’ecuadoriano Jonathan Caicedo (Petrolike), già a segno sull’Etna al Giro, e il colombiano Iván Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma), due volte vincitore della Vuelta a Burgos. Tra i giovani spicca Lorenzo Mark Finn, iridato Juniores 2024 a Zurigo e Under 23 nel 2025 a Kigali, mentre le formazioni development di UAE e Red Bull confermano la vocazione della corsa come palcoscenico per i campioni del futuro.
Per il presidente della Lega Ciclismo, Roberto Pella, «riparte il grande ciclismo in Italia con la Sardegna che apre la stagione» e con una rete che mette insieme sport, istituzioni e mondo produttivo. L’attenzione al pubblico è sostenuta da una copertura televisiva quotidiana: le tappe saranno trasmesse da Rai Sport e in diretta internazionale su HBO Max / D+ in Europa e Stati Uniti, con finestre live ogni giorno dalle 13:40 alle 15:20. Un progetto che, tra mare e montagne, unisce la promozione del ciclismo professionistico alla narrazione delle identità locali, con la Sardegna al centro della scena.






































