Il prossimo 8 maggio, il Teatro gallo-romano di Dalheim in Lussemburgo ospiterà l’evento “2000 anni di storia della viticoltura nella regione della Mosella”. Un’occasione per esplorare il legame tra passato e presente nel mondo del vino, con particolare attenzione alla vinificazione in terracotta. All’interno di questa cornice, sarà presentato il progetto “Simbenia”, che riporta al centro della scena le antiche anfore nuragiche di Sant’Imbenia, sito archeologico situato in territorio di Alghero, come strumenti attivi nel processo di vinificazione.
Il progetto “Simbenia” nasce da una ricerca personale di Antonio Arcadu, artigiano industriale e modellista per un importante marchio motociclistico, appassionato di vino in anfora e archeologia. Attraverso un percorso iniziato nel 2021, Arcadu ha visitato cantine in Italia, Francia, Spagna, Lussemburgo e Giappone per studiare da vicino le pratiche della vinificazione in terracotta. Da questa indagine è emersa l’idea di riscoprire e valorizzare le anfore nuragiche ritrovate nel sito archeologico di Sant’Imbenia, ad Alghero, attivo tra l’XI e l’VIII secolo a.C.
Secondo una nuova interpretazione, supportata dalle pubblicazioni di noti archeologi, queste anfore non sarebbero state utilizzate esclusivamente per il trasporto, ma anche per la fermentazione e l’affinamento del vino.
La ricostruzione delle anfore è avvenuta grazie al supporto della Prof.ssa Anna Depalmas, docente di Preistoria e Protostoria all’Università di Sassari e Direttore del RIPAM. Sulla base delle proporzioni di un’anfora rinvenuta a Las Chorreras (Malaga), datata all’inizio dell’VIII secolo a.C., è stato realizzato un modello in gesso con i relativi stampi. La produzione limitata di sette anfore è stata affidata agli artigiani di Artenova Terrecotte, a Impruneta (Firenze), per avviare una fase di sperimentazione enologica.
Tre le realtà produttive coinvolte nella sperimentazione. In Sardegna, la Cantina Gostolai di Oliena ha partecipato portando un approccio tecnico e analitico al progetto. Nonostante non avesse precedenti esperienze con la vinificazione in anfora, la cantina ha messo a disposizione competenze fondamentali per il confronto scientifico tra vino vinificato in anfora e vino vinificato in acciaio.
Una tappa chiave nel percorso del progetto è l’incontro con Domaine L&R Kox in Lussemburgo. Nel 2014, Corinne Kox ha introdotto le giare georgiane “kvevri”, un metodo di vinificazione secolare riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. La lunga esperienza della cantina con questo tipo di contenitori ha permesso di sviluppare un protocollo di vinificazione condiviso, coinvolgendo anche La Torretta Bio di Grottaferrata (Roma), realtà biodinamica attenta alla sostenibilità in vigna e in cantina.
Il confronto tra le anfore sperimentali, le kvevri e le barrique consente di valutare l’effetto dei diversi materiali sulla vinificazione, in particolare sulle dinamiche di ossigenazione e sulle caratteristiche organolettiche dei vini. L’obiettivo è quello di calibrare i tempi di macerazione e altri parametri chiave per adattare al meglio il processo alle dimensioni e alla natura delle anfore nuragiche.
“Simbenia” è un progetto che parte dalla Sardegna e si sviluppa in chiave europea, rispecchiando lo spirito delle anfore di Sant’Imbenia, che tremila anni fa solcavano le rotte del Mediterraneo trasportando vino, olio, metalli e conoscenze. Oggi quelle stesse anfore tornano a viaggiare, stavolta come vettori di sperimentazione e confronto tra tecniche antiche e ricerca enologica contemporanea.
































