Il fascino dell’utopia negli “Uccelli” di Aristofane nella mise en scène firmata da Emilio Russo (produzione Tieffe Teatro Milano) in cartellone – in prima regionale – martedì 4 febbraio alle 21 al Teatro Nelson Mandela di Santa Teresa Gallura e l’indomani, mercoledì 5 febbraio alle 20:30 al BocheTeatro di Nuoro sotto le insegne della Stagione 2019-2020 de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Sotto i riflettori Camilla Barbarito, Maria Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Daniele Gaggianesi, Claudio Pellegrini, Claudio Pellerito, Giulia Perosa, Chiara Serangeli e Fabio Zulli: una compagnia di giovani attori per la divertente commedia ispirata alla nostalgia di una remota “età dell’oro” «quando gli uccelli, più antichi di Crono e dei Titani, padroni del tempo, erano sovrani di una patria dolce e materna, senza leggi né violenza». La pièce con le scenografie di Lucia Rho, i costumi di Pamela Aicardi e il disegno luci di Mario Loprevite, è impreziosita dagli inserti e dagli effetti del teatro d’ombra a cura della Compagnia Controluce, in un’intrigante contaminazione di linguaggi e stili per dar corpo alla dimensione fantastica di una “fiaba” tra ironia e poesia.

Scritta negli anni difficili della Guerra del Peloponneso e rappresentata per la prima volta in occasione delle Grandi Dionisie del 414 a.C., dove ottenne il secondo posto (dopo “I gozzovigliatori” di Amipsia, mentre al terzo posto si classificò “Il solitario” di Frinico – entrambe perdute), l’opera del grande commediografo riflette le inquietudini e le aspirazioni dei suoi concittadini e forse degli abitanti dell’Ellade, stremati e duramente provati dalle conseguenze del lungo conflitto tra Atene e Sparta.

Negli “Uccelli” l’artista immagina un regno intermedio tra gli uomini e gli dèi, nello spazio abitato dalle creature alate dove i protagonisti, gli ateniesi Pisetero ed Evelpide, in volontario “esilio” per sottrarsi agli impegni e agli inconvenienti, ovvero alle preoccupazioni e alle cure della vita quotidiana, stanchi dei «meccanismi complicati della vita sociale e istituzionale», decidono di fondare una nuova città, Nubicuculìa (in greco Νεφελοκοκκυγία) in posizione strategica tra la Terra e l’Olimpo. Una splendida invenzione che permette ad Aristofane di dispiegare il suo talento disegnando situazioni grottesche e paradossali, dall’incontro tra i due “profughi” e l’Upupa (un tempo Tereo, re di Tracia, sposo di Procne e Filomela, fulcro di uno dei miti più efferati, infine trasformato in uccello dagli dèi), al confronto con il polifonico “coro” degli uccelli – in cui figurano le diverse specie: la pernice, il francolino, il fischione, il martin pescatore, il passero, la civetta, la ghiandaia, la tortora, l’allodola, la cannaiola, la monachella, il colombo, il grifone, lo sparviere, il colombaccio, il cuculo, la pettegola, il fiorrancino, il pollo sultano, il gheppio, il tuffetto, lo zigolo, il gipeto e il picchio – con l’obiettivo di persuaderli ad accogliere la proposta bizzarra ma suggestiva di governare il mondo.

La nuova città può imporre tributi e intercettare le offerte verso i signori dell’Olimpo e attira ben presto alcuni ambigui personaggi, da un sedicente poeta a un indovino, a un ispettore e un venditore di decreti, intanto, mentre gli uomini accettano di adorare e onorare gli uccelli quali nuove divinità, si susseguono le ambasciate dall’alto: dapprima Iride, poi Eracle e Poseidone con il “barbaro” Triballo, costretti a sottomettersi alla volontà dei dominatori dell’aria. Così i volatili diventano intermediari e esecutori dei decreti divini, mentre Pisetero viene nominato successore di Zeus e in una fastosa cerimonia di nozze diventerà il consorte di Regina, la donna depositaria dei fulmini del padre degli dei: un sovvertimento dell’ordine del cosmo, degna conclusione per una commedia che gioca con gli antichi miti e si fa beffe perfino del potere e dell’autorità del temibile re dell’Olimpo.

Tra le più discusse e controverse commedie di Aristofane, “Uccelli” – nella versione di Emilio Russo (vincitrice nel 2019 del Premio Nazionale Franco Enriquez / Per un Teatro, un’Arte, una Letteratura e una Comunicazione di impegno sociale e civile – XV edizione per Miglior Adattamento e Regia – nella sezione dedicata al Teatro di Prosa Classico e Contemporaneo) affronta in chiave comica e surreale questioni fondamentali per il presente e il futuro.

Nella motivazione del Premio Enriquez si legge: «Da Aristofane, eterno e insuperabile, ad oggi, Emilio Russo ci manda un messaggio antico e contemporaneo, attraverso un adattamento del testo che fa perno sulla capacità di lettura sociopolitica di Aristofane e sulla sua comicità satirica.

Promotore di un’utopia del cambiamento, assertore di false speranze, profondo conoscitore della natura umana, attento alle dinamiche di un potere che può trasformare tutto e ribaltare ideali e sogni, Aristofane attraverso la commedia “Gli Uccelli”, ci illude con l’idea che qualcuno ci possa regalare un’isola felice, libera e indipendente tra cielo e terra, un’isola sospesa dove l’uomo possa trovare finalmente una pace tanto agognata, lontano dalla corruzione e dall’avidità di denaro, alla ricerca di un’uguaglianza tra le tutte le razze, dichiarando guerra agli uomini e agli Dei. Un’utopia fragile perché basata sulla parola di due mistificatori che illuderanno molti, trasformando l’utopia in tirannia, un monito a diffidare dei cattivi politici che ci promettono un facile cambiamento e cose irrealizzabili.

Una regia dinamica, vivace, snella, godibile, una “Commedia Pop”, che lascia alla musica e a modi espressivi diversi il compito di comunicarci un messaggio positivo come quello di Evelpide che cacciato dalla città dal suo compagno divenuto tiranno grida: “Andremo a riprenderci i nostri sogni”. Il messaggio di “vera speranza” di Russo ci sembra chiaro e sta tutto in questa affermazione. Un encomio a tutti gli attori della compagnia, alla Compagnia Controluce, ai musicisti, alle trovate sceniche, alle luci e ai costumi».

“Uccelli” secondo Emilio Russo riprende l’idea del “sogno utopico” di una sorta di arcadia, di infanzia del mondo, in cui i due (anti)eroi vorrebbero trovare una nuova patria per vivere secondo i propri ideali, lontano quindi dalla tragedia della guerra come dai fastidi della democrazia, ma finiscono con il ricreare in modo buffo e maldestro le dinamiche di sopraffazione e sfruttamento della società da cui provengono, tra slanci autoritari e scontri di personalità. «Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale» – spiega il regista – «utilizzeremo diversi linguaggi, dal teatro d’ombre, al canto, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio». Viaggio tra verità e finzione, in una pièce coinvolgente e di sorprendente attualità che tra allusioni e metafore affronta nodi cruciali come la pace e la guerra, la condizione degli stranieri, l’equità e la libertà.

“Uccelli” di Aristofane

SANTA TERESA GALLURA / Teatro Nelson Mandela
biglietti: intero 13 euro – ridotto 11 euro
Per informazioni e prenotazioni: 3791253989 – teatronelsonmandela@gmail.com

NUORO / Teatro Bocheteatro
biglietti: intero 10 euro – ridotto 7 euro
Formula spettacolo + degustazione vini e prodotti del territorio: intero 20 euro – ridotto 17 euro
Prevendite: uffici Bocheteatro – via Trieste 48 – Nuoro – da lunedì a venerdì ore 9.30 – 13.30
Prevendita online: ciaotickets.com – Info: 0784/203060 – 338.7529106 – e-mail: bocheteatro@gmail.com