Duecentocinquanta interventi di chirurgia robotica dal febbraio 2022, di cui 169 per neoplasie colorettali: è il bilancio della Patologia chirurgica dell’Aou di Sassari, dove il percorso dedicato alla cura dei tumori del colon e del retto integra tecnologie robotiche, formazione specialistica e gestione multidisciplinare del paziente.
L’équipe guidata da Fabrizio Scognamillo, direttore della Chirurgia generale e d’urgenza e della Patologia chirurgica dell’Aou di Sassari, lavora con Antonio Marrosu, responsabile dell’Unità di coloproctologia accreditata dalla Società italiana di Chirurgia colorettale. Il gruppo sassarese è stato tra i primi in Europa a impiegare nella chirurgia oncologica colorettale il sistema Da Vinci Single Port, piattaforma robotica che consente di intervenire con una singola mini-incisione addominale di circa cinque centimetri.
In pazienti selezionati, la rimozione del tumore può avvenire anche per via anale, evitando incisioni sulla pelle. Con questa modalità, fino al dicembre 2025, sono stati realizzati dieci interventi. La piattaforma mette a disposizione visione tridimensionale ad alta definizione, ingrandimenti fino a dieci volte e strumenti articolati progettati per movimenti di precisione. Il controllo del robot resta però interamente nelle mani del chirurgo, chiamato a gestire ogni passaggio e a prendere tutte le decisioni operatorie.
«La chirurgia robotica non si improvvisa: richiede formazione, competenze specifiche e un lavoro costante dell’intera équipe – spiega il professor Scognamillo –. I risultati raggiunti testimoniano un’esperienza costruita nel tempo. Il nostro obiettivo è utilizzare l’innovazione tecnologica per offrire ai pazienti trattamenti oncologici sempre più mirati e, quando possibile, meno invasivi».
La preparazione del personale comprende percorsi specialistici e certificazioni internazionali, compresi quelli svolti a Strasburgo. L’Unità di coloproctologia ha inoltre accolto professionisti impegnati nel perfezionamento delle tecniche chirurgiche. «Nella chirurgia oncologica non conta soltanto la tecnologia utilizzata, ma soprattutto chi la utilizza, con quale preparazione e con quale esperienza specifica», sottolinea Marrosu.
L’Aou di Sassari è anche riferimento per il Centro-Nord Sardegna nella cura delle neoplasie del retto attraverso la microchirurgia endoscopica transrettale (MET). Il modello assistenziale coinvolge chirurgi, diagnostica e servizi specialistici dalla diagnosi al postoperatorio. In Italia, nel 2024, sono state stimate circa 48.700 nuove diagnosi di tumore del colon-retto: in questo quadro restano centrali screening con ricerca del sangue occulto nelle feci e colonscopia quando indicata, strumenti utili a riconoscere lesioni precancerose o tumori nelle fasi iniziali.




































