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Cremlino: “In Ucraina è guerra reale, non più operazione militare speciale”. Russia verso mobilitazione?

di Redazione
6 Luglio 2026
in Italia & Mondo
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(Adnkronos) – Il Cremlino annuncia che in Ucraina non è più in corso solamente un’operazione militare speciale, ma “una guerra vera e propria”. Le parole pronunciate da Dmitry Peskov, insieme alle voci che in queste stesse ore si riconcorrono sui canali Z di Telegram, sono il possibile segno di una mobilitazione in arrivo, passo impopolare ma reso necessario dallo squilibrio fra perdite al fronte e nuove reclute che va avanti già da diversi mesi, a fronte dell’esauristi del successo dello sforzo di raccolta di volontari per il fronte fino a qui seguito dal ministero della Difesa con diverse campagne, notoriamente fra detenuti e stranieri, fatti arrivare in Russia con la promessa di un impiego civile e poi costretti a combattere, fra gli studenti universitari, a cui è promesso invece un impiego lontano dal fronte, come operatori di droni. Con incentivi economici che fra il 2023 e il 2024, molto meno ora, avevano convinto molti, soprattutto nelle regioni più povere del Paese, ad accettare di essere reclutati.  

Nei primi tre mesi del 2026, solo 71.200 persone hanno ricevuto il bonus versato al momento del reclutamento, il 20 per cento in meno di quanto registrato nello stesso periodo del 2025, è emerso dal bilancio russo, come ha scoperto il sito di notizie indipendente Vazhne Istorii che lo ha studiato a fondo. Già nel 2025, avevano firmato su base volontaria 363.900 persone, il 10 per cento in meno del 2024. Da alcuni mesi, anche grazie a provvedimenti legislativi varati lo scorso autunno, sono stati richiamati elementi della riserva attiva. Ma il tasso di reclutamento sembra non essere sufficiente a sostenere lo sforzo bellico di Mosca messo in difficoltà dagli attacchi dei droni ucraini a medio e lungo raggio. Nei primi sei mesi dell’anno ogni mese sono stati reclutate 27mila persone contro 30-34mila perdite.  

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“Mosca. Ottobre. 1,2 milioni di persone”, ha scritto nei giorni scorsi Vladimir Romanov, senza indicare la fonte di questa notizia che anticipa una mobilitazione il mese dopo le elezioni legialative di settembre. Il canale “fantasma di Novorossiya” precisa che la mobilitazione “non è una questione di se, ma di quando”, a causa della “dinamica sfavorevole delle operazioni militari”. “L’aver fatto leva sugli incentivi per reclutare volontari non soddisfa oggettivamente le esigenze del fronte per una serie di ragioni, dal rapporto tra perdite e militari alla necessità di mantenere un numero di effettivi superiore a quello attualmente disponibile”, si legge sul blog.  

“Il nemico sta compensando il divario numerico con tattiche di attacco asimmetriche a lungo raggio, utilizzando droni con tecnologie che la Russia sta ancora iniziando a raggiungere solo ora. Ciò ha ripercussioni sulla logistica e sulle infrastrutture critiche non solo nella zona di controllo del territorio russo e nei territori adiacenti, ma anche in profondità nel Paese. Di conseguenza, è necessario incrementare significativamente le risorse umane per organizzare un sistema di difesa aerea radicalmente nuovo”, scrive Prizrak Novorossiya. 

Il canale Dnevnik Razvedki (Diario dell’Intelligence) ha reso noto che il Cremlino avrebbe avuto contatti con i leader dei paesi confinanti, tra cui Kazakistan e Azerbaigian, per scongiurare l’esodo di massa di giovani, come era accaduto durante la mobilitazione parziale del settembre 2022. I confini rimarranno ufficialmente aperti, ma uscire dalla Russia sarà di fatto impossibile a causa di “problemi tecnici”, “controlli più severi” e altre misure non ufficiali adottate dagli stati confinanti, sostiene il blog, citando una “fonte” anonima. “Spiacenti sorprese” sul piano logistico, afferma, potrebbero iniziare già a settembre o ottobre. Mosca ha varato un decreto per la chisura provvisoria, a partire dal primo luglio scorso, dei varchi ferroviari con Finlandia, Estonia e Lettonia. Il decreto blocca “il movimento di persone, mezzi, beni e cargo”. Di tutti i varchi elencati nel decreto, sono operativi da un paio di anni solo quelli di Pechory, con l’Estonia, e Pytalovo, con la Lettonia. Il confine con la Finlandia è stato chiuso dalle autorità finlandesi. Non è chiaro se la misura sia stata presa per evitare il flusso di giovani in fuga dalla mobilitazione, dal momento che dai punti di confine oramai passano solo treni merci, non passeggeri. Questa misura potrebbe essere stata introdotta solo per bloccare quanto rimane delle esportazioni di carburante.  

Ruslan Leviev, del Conflict Intelligence Team, dubita che Vladimir Putin annuncerà una mobilitazione su vasta scala. Sarebbe troppo oneroso formare nuove unità, equipaggiarle e addestrarle. E lo sforzo non avrebbe risultati immediati al fronte. “Quest’anno la guerra è notevolmente cambiata”. Per il secondo mese consecutivo, l’Ucraina effettuato più attacchi a lungo raggio della Russia. “È difficile dire se l’Ucraina abbia o meno l’iniziativa sul campo di battaglia. Ma il fattore tempo gioca a suo favore. La Russia si trova ad affrontare sempre più problemi – economici, politici e militari che si stanno accumulando”, ha dichiarato Leviev in una intervista al Washington Post. 

Le parole di Peskov, che già sporadicamente aveva usato il termine guerra per parlare delle operazioni militari in corso in Ucraina dal febbraio del 2022, possono anche essere lette nel solco dell’escalation retorica contro l’Occidente, dal momento che, sempre secondo Peskov, la transizione da operazione speciale a guerra è da ricondurre al sostegno dei Paesi occidentali a Kiev, comunque considerata una strada alternativa, quella di azioni contro Paesi europei rispetto alla mobilitazione, che la Russia potrebbe imboccare per risolvere lo stallo in cui si trova.  

“C’è una guerra in corso, si tratta di una guerra reale. E sapete perché è una guerra? E’ iniziata come una operazione militare speciale e continua come una guerra perché dietro Kiev ci sono Berlino, Parigi, l’Aja, Oslo e, sfortunatamente, Washington”, ha dichiarato Peskov, in una intervista con il giornalista di Vhtrk favorito al Cremlino, Pavel Zarubin. “Nessuno deve mettere in dubbio che le forze russe riescono comunque ad avanzare. Vediamo i risultati concreti di questi progressi”, ha aggiunto Peskov, ribadendo la caduta di Kostyantinyvka, contestata dagli ucraini.  

Ad aggravare il problema dell’insufficienza di militari da inviare al fronte, c’è ora la necessità di proteggere le retrovie, sotto attacco dei droni russi. Gazprom ha firmato un contratto con il ministero della Difesa per creare gruppi mobili di fuoco per proteggere le infrastrutture del gas, come ha reso noto il sito di notizie legato all’opposizione in russia basato in Germania Echo. I soldati operativi in tali gruppi riceveranno un salario da Gazprom di 200mila rubli mensili (pari a 2.598 dollari) durante l’addestramento di due mesi che si aggiungono a contributi diversi del ministero della Difesa. Durante l’addestramento, il personale potrà mantenere lo stato di civile. In seguito saranno dispiegati nella regione in cui firmano il contratto, solo per proteggere le infrastrutture. Il contratto prevede che i volontari prestino servizio per tre anni nella riserva attiva. Ha iniziato a reclutare per questi gruppi anche la Brigata di volontari per la ricognizione e l’assalto di Nevsky, uno dei tanti gruppi paramilitari nati in Russia in questi ultimi anni. E sono stati coinvolti in questi gruppi, per la Crimea, elementi della 810esima Brigata di fanteria della Flotta del Mar Nero.  

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