(Adnkronos) – La Corte d’Assise di Bergamo (quale giudice dell’esecuzione) ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, di procedere allo svolgimento “di accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti”. L’iniziativa dei legali, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, era emersa solo dopo la recente consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini. Dopo il no, arrivato a poche ore dall’udienza, è possibile il ricorso da parte dei legali.
“Faremo sicuramente ricorso. Come ho fatto notare alla Corte ci sono voluti 7 anni per vedere le foto, 8 ricorsi per Cassazione, oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi. Non ci arrendiamo, ci rivolgeremo alla Procura competente”, ha detto l’avvocato Salvagni all’Adnkronos.
“La montagna ha partorito il topolino! Come disse la pm Ruggeri nell’indagine di Venezia a suo carico, la difesa non deve vedere né ora né mai quei campioni e quei reperti, né per la revisione né per altro. Effettivamente così è andata anche oggi nonostante le incredibili evidenze portate all’attenzione della Corte”, ha aggiunto il legale.
“Sicuramente faremo l’ennesimo ricorso per Cassazione (il nono), ma penso sia giunto il momento che sia investita anche qualche Procura della Repubblica per approfondire evidenti chiamiamole anomalie e capire se queste siano l’indice di qualche reato”, ha concluso.
“Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo”, ha affermato l’avvocato Enrico Pelillo che insieme al collega Andrea Pezzotta rappresenta i genitori di Yara Gambirasio, mamma Maura Panarese e Fulvio Gambirasio.



































