Alla Caletta dei Genovesi di Arbatax il cinema torna a incontrare il mare con la tredicesima edizione di Cal’a Cinema, la rassegna ideata dall’associazione Musikasurda e dal direttore artistico Marcello Murru. Dal 30 luglio al 1° agosto 2026, il piccolo porto si trasforma in uno spazio di visione condivisa, dove il pubblico si riunisce a pochi passi dall’acqua per assistere a tre proiezioni che mettono al centro il racconto del presente attraverso il linguaggio cinematografico.
La manifestazione si sviluppa nel segno della continuità con le edizioni precedenti, mantenendo un forte legame con il contesto che la ospita. La Caletta dei Genovesi diventa un luogo di incontro tra comunità e cinema, in cui residenti, visitatori e appassionati partecipano portando con sé sedie e creando una platea spontanea. Un format che nel tempo ha definito l’identità della rassegna, restituendo al cinema una dimensione collettiva costruita attorno al paesaggio e alla condivisione.
Il programma di quest’anno guarda al panorama internazionale con tre opere presentate nei principali festival europei, accomunate da una riflessione sul rapporto tra genitori e figli. Un filo narrativo che attraversa storie e linguaggi differenti, mettendo al centro temi come memoria, distanza e appartenenza.
Ad aprire la rassegna, giovedì 30 luglio, sarà “Sentimental Value” di Joachim Trier, vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 2026. Il film affronta il rapporto tra un padre, regista affermato, e le sue figlie, costruendo un racconto sulla memoria familiare e sulle distanze che il tempo può creare.
Venerdì 31 luglio spazio a “Sirât” di Oliver Laxe, premiato con il Premio della Giuria a Cannes. Ambientato nel deserto marocchino, il film segue un padre e un figlio alla ricerca di una ragazza scomparsa, trasformando il viaggio in un’esperienza interiore in cui il paesaggio assume un ruolo centrale.
La chiusura, sabato 1° agosto, è affidata a “Hamnet” di Chloé Zhao, tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell. Il film si ispira alla storia della famiglia di William Shakespeare e sviluppa una riflessione sul dolore della perdita e sul legame che continua a esistere nel tempo.
Per tre serate il cinema torna così a dialogare con il mare, mentre la Caletta dei Genovesi si conferma uno spazio in cui immagini, suoni e presenza del pubblico costruiscono un’esperienza condivisa nel cuore di Arbatax.



































