Omaggio a Sergio Atzeni con “Sono cresciuto a Babele”, uno spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giovanni Carroni e liberamente ispirato alle opere dell’intellettuale, narratore e poeta, traduttore e giornalista, autore di racconti e romanzi come “Passavamo sulla terra leggeri”, “L’apologo del giudice bandito” e “Il figlio di Bakunìn” (produzione Bocheteatro).
Appuntamento venerdì 27 febbraio alle 21 al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia sotto le insegne della Stagione di Prosa e Musica 2025-2026 organizzata dal CeDAC Sardegna nella città gallurese.
Sulla falsariga de “Il quinto passo è l’addio”, il romanzo più autobiografico dello scrittore, figura di spicco della letteratura italiana del Novecento e di alcuni dei racconti ambientati a Cagliari, la “città bianca”, con le sue atmosfere, i suoi suoni e colori, tra l’antica rocca e i quartieri popolari, Giovanni Carroni propone «un teatro della memoria dentro una sorta di tragico varietà atzeniano», dove la figura di Sergio Atzeni si intreccia e si sovrappone a quella del suo alter ego Ruggero Gunale.
Un uomo disincantato e deluso dalla politica e dal tradimento degli ideali, cui si aggiungono questioni personali e professionali da cui scaturisce una grave depressione, insieme alla fine del suo matrimonio. Il protagonista attraversa una profonda crisi esistenziale «durante la quale maturerà la decisione di abbandonare la sua terra amata e odiata» – sottolinea Giovanni Carroni – «come spesso succede a tanti giovani sardi». Un amaro affresco dell’Isola, e specialmente di Cagliari, tra bellezza e degrado.






































