Una storia d’amore e di guerra con “Come gli Uccelli” di Wajdi Mouawad, nella prima versione italiana firmata da Il Mulino di Amleto (Premio Ubu 2024 per il miglior testo straniero), in cartellone da mercoledì 25 marzo a domenica 29 marzo al Teatro Massimo di Cagliari e martedì 31 marzo alle 20:30 al Teatro Comunale di Sassari per la Stagione de La Grande Prosa organizzata dal CeDAC Sardegna.
Sotto i riflettori Federico Palumeri, Lucrezia Forni, Barbara Mazzi, Irene Ivaldi, Rebecca Rossetti, Aleksandar Cvjetković, Elio D’Alessandro, Said Esserairi e Raffaele Musella, diretti da Marco Lorenzi (Premio Tragos 2025 per la regia) interpretano i personaggi di una vicenda emblematica sullo sfondo di un conflitto insanabile tra due popoli e due civiltà.
“Come gli Uccelli” con traduzione di Monica Capuani e adattamento di Lorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi, scenografia e costumi di Gregorio Zurla, disegno luci di Umberto Camponeschi e sound design di Massimiliano Bressan, vocal coach e autore brani originali Elio D’Alessandro, esecuzione al pianoforte de “La marcia del tempo” e “Valzer per chi non crede nella magia” a cura di Gianluca Angelillo, video Full of Beans – Edoardo Palma & Emanuele Gaetano Forte, consulente lingua ebraica Sarah Kaminski e consulente lingua tedesca Elisabeth Eberl, foto di scena di Giuseppe Distefano, regia di Marco Lorenzi (assistente alla regia Lorenzo De Iacovo) è un progetto de Il Mulino di Amleto, realizzato con il sostegno di A.M.A. Factory, Elsinor / Centro di Produzione Teatrale, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, TPE / TeatroPiemonte Europa – in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi.
La pièce racconta l’incontro tra Eitan e Wahida, due giovani di origini rispettivamente israeliane e palestinesi, in una biblioteca di New York e la nascita di un sentimento profondo che li spinge a progettare una vita insieme, a dispetto della storia delle loro famiglie, della cultura e delle tradizioni come dell’odio che continua a dividere le due nazioni. Ma il destino è in agguato e durante un viaggio nel Vicino Oriente, Eitan, vittima di un attentato, entra in coma: mentre Wahida veglia accanto al suo letto in ospedale, in attesa di sapere se si risveglierà, sorge il problema di avvisare i genitori – David e Norah – come la nonna Leah, che vive in Israele, e suo marito Etgar (da cui la vecchia signora è separata da anni).
Il lungo sonno di Eitan servirà ai suoi familiari per fare i conti davvero con il loro passato e con i segreti custoditi in silenzio, per troppo tempo: tra confessioni e rivelazioni affiorano le trame complesse e le radici dell’odio tra israeliani e palestinesi, insieme alla memoria della Shoah, mentre Wahida sentirà la necessità di riscoprire la propria identità. “Come gli Uccelli” affronta il tema doloroso del conflitto scaturito dalla creazione dello Stato di Israele in terra di Palestina, dopo la Seconda guerra mondiale, traendo spunto dalla Dichiarazione di Balfour, con l’intento di restituire una patria nell’antica “Terra Santa” agli ebrei d’Europa sopravvissuti alla Shoah.
Wajdi Mouawad si affida allo sguardo e alla sensibilità delle nuove generazioni, in particolare due giovani che portano su di sé il peso di una duplice tragedia – il ricordo del genocidio nazista e l’occupazione, la deportazione e le discriminazioni inflitte ai palestinesi – con cui loro malgrado sono costretti a confrontarsi e di cui l’ennesimo atto terroristico mette in risalto la terribile attualità.
“Come gli Uccelli” si inserisce nel progetto Teatro No Limits promosso da CeDAC e pensato per offrire a non vedenti e ipovedenti una fruizione migliore dello spettacolo, grazie a un tour tattile e all’audiodescrizione di ciò che accade sul palco, e rendere così il Massimo sempre più inclusivo.
Oltre la Scena – incontro con gli artisti: la compagnia di “Come gli Uccelli” incontra il pubblico – giovedì 26 marzo alle 18 nel Foyer del Teatro Massimo di Cagliari – conduce Alessandra Marchi(ricercatrice del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari) – ingresso gratuito (fino a esaurimento posti).



































