Il Teatro di Villaspeciosa si prepara a una nuova stagione di storie, incontri e visioni. Dal 22 febbraio al 19 aprile 2026, il Teatro Comunale Maria Carta accoglie la nuova edizione della “Stagione Teatro di Villaspeciosa”, organizzata da Abaco Teatro con la direzione artistica di Rosalba Piras, nell’ambito del progetto “Arte e Sostenibilità 2026”. La rassegna intreccia teatro, incontri con gli autori, laboratori, attività per ragazzi e mostre fotografiche in un percorso che unisce riflessione sociale e creatività, riaffermando il ruolo dell’arte come spazio di partecipazione e crescita collettiva.
Accanto agli spettacoli, la stagione propone anche laboratori di creatività, book sharing, il “biglietto sospeso” e un sistema di voto del pubblico, strumenti che consolidano un modello di teatro accessibile e condiviso.
La serata inaugurale di domenica 22 febbraio sarà dedicata al legame tra teatro e solidarietà. Alle 19:00 è prevista la presentazione della mostra fotografica “Semi di Speranza”, realizzata in collaborazione con Operazione Africa ODV, che racconta la missione avviata da Padre Puggioni in Congo attraverso immagini di pozzi, scuole e comunità rinascimentali. Alle 19:30 seguirà l’evento “Parole per il Sociale”, con letture dai volumi “L’inferno e il silenzio – grida inascoltate” di Nicoletta Congiu e “Poesie per una donna” di Brice Grudina, moderati da Giuseppina Ragucci e interpretati dagli studenti della Abaco Art Academy. Il ricavato delle vendite dei libri sosterrà progetti per Gaza e il Karalis Pink Team.
Il 1° marzo alle 19:30 andrà in scena “Il Filo di Teseo” di Fabrizio Carta, regia di Andrea Serra per Quinte Emotive, con Cristina Pillola, Nicoletta Pusceddu, Alessandro Piga e Fabrizio Carta. Lo spettacolo affronta il tema dell’Alzheimer e del senso di comunità che nasce di fronte alla malattia.
L’8 marzo alle 19:30, il Teatro Dallarmadio propone “Òja, o Mà”, tratto da “Mia madre e altre catastrofi” di Francesco Abate, con Rossella Faa e Fabio Marceddu, per la regia di Marceddu e Antonello Murgia. Un omaggio al linguaggio e all’identità sarda, dove la figura materna diventa emblema di resilienza e ironia.
Domenica 22 marzo alle 19:30 sarà la volta di “I Miti dell’Antica Grecia” di Origamundi Teatro, scritto e diretto da Ivano Cugia. La rappresentazione fonde tecnologia e mitologia grazie agli avatar video che dialogano in tempo reale con gli attori, rileggendo le avventure di Zeus, Era ed Ermes in chiave contemporanea.
Il 29 marzo alle 19:30, il Teatro d’Inverno presenta “Venere in Pelliccia”, regia di Giuseppe Ligios, in scena con Antonello Foddis. Lo spettacolo indaga il potere e il desiderio attraverso un intenso confronto teatrale fra attore e regista.
Il 12 aprile alle 19:30, La Fabbrica Illuminata porta in scena “La Supplente”, testo e regia di Giuseppe Manfridi, interpretato da Elena Pau. Il pubblico diventa una classe scolastica in cui una supplente trascina gli spettatori in una confessione piena di segreti e tensione.
La chiusura, domenica 19 aprile alle 19:30, è affidata a “Il Cavaliere sulla Luna” della compagnia Settimo Cielo di Roma, testo e regia di Giacomo Sette, con Gloria Sapio, Maurizio Repetto e Giacomo Sette. Il racconto rielabora l’Orlando Furioso come una fiaba moderna, un viaggio poetico che intreccia teatro d’ombre e suggestioni digitali.






































