Il 21 febbraio, in occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre, l’Atelier di Mariano Chelo a Cagliari ospita la presentazione del progetto artistico “La Trappola per le Parole Perdute”. L’iniziativa nasce per riflettere sul valore delle lingue madri come elementi di identità e memoria, e per contribuire alla salvaguardia del patrimonio linguistico sardo, oggi minacciato dall’oblio.
Istituita dall’UNESCO nel 1999, la Giornata Internazionale della Lingua Madre ricorda la lotta compiuta nel 1952 in Bangladesh per il riconoscimento del bengalese come lingua ufficiale. Da allora, il 21 febbraio è divenuto un simbolo del pluralismo linguistico e culturale. La giornata invita a preservare le lingue d’origine, considerate strumenti fondamentali nella formazione e nella consapevolezza individuale.
“La Trappola per le Parole Perdute” si presenta come un’installazione composta da un dipinto astratto racchiuso in una teca di plexiglass, attraversata da una colata di vernice rossa che disegna una fitta rete, evocando l’idea di una trappola. Il pubblico sarà invitato a inserire, attraverso un foro nella teca, biglietti arrotolati contenenti parole o espressioni in sardo, accompagnate dal significato, dalla traduzione e dall’indicazione geografica di provenienza.
Nel corso del tempo, i biglietti andranno a riempire la teca, coprendo gradualmente il dipinto, simbolo del passato linguistico, mentre il dripping rosso continuerà a testimoniare l’incessante scorrere della memoria collettiva. L’opera verrà custodita in un luogo pubblico e riaperta dopo cinquant’anni, quando le parole raccolte potranno essere riscoperte: alcune forse dimenticate, altre ormai fuori uso, restituendo così una fotografia linguistica del presente.
Un progetto itinerante attraverso la Sardegna
Dopo l’esposizione al MAP – Museo Atelier di Mariano Chelo in via Garibaldi 45 a Cagliari, l’opera diventerà itinerante. Trasportata all’interno di un furgoncino, attraverserà le diverse aree dell’isola per raccogliere nuovi contributi linguistici dalle comunità locali. L’obiettivo è costruire, nel tempo, una memoria collettiva della lingua sarda, costruita dalle parole dei suoi parlanti, in continuo dialogo con il territorio.
La presentazione ufficiale è prevista per sabato 21 febbraio 2026 alle ore 18:30 presso il MAP di Cagliari, con interventi di Giuseppe Corongiu, Lucia Baiocchi, Franco Siddi e Lucia Sassu. La chiusura della serata è fissata per le 21:00. L’esposizione sarà visitabile ogni giorno, tranne la domenica, con orari 10:00–13:00 e 17:00–20:30.
L’iniziativa di Mariano Chelo si inserisce così nel dibattito contemporaneo sulla tutela delle lingue minoritarie, invitando il pubblico a partecipare in modo attivo a un esperimento di memoria viva, dove ogni parola diventa testimonianza di una storia condivisa.



































